Lamezia Terme, 8 settembre 2016 - Alle prime ore di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza che dispone la custodia cautelare, emessa dal Gip Distrettuale di Catanzaro su richiesta della Procura distrettuale antimafia diretta dal procuratore Capo Nicola Gratteri, a carico dei cugini omonimi Bruno Gagliardi di 42 anni, e Bruno di 50. I due sono ritenuti responsabili dell’omicidio, aggravato dalla metodologia mafiosa di Gennaro Curcio, avvenuto a Nocera Terinese il 17 agosto 1995, e, all’epoca dei fatti, partecipi di un “gruppo emergente” che tentava di affrancarsi - secondo quanto reso noto dalla polizia - dalla cosca “Bagalà” egemone sui traffici illeciti dei comuni del litorale lametino sotto il diretto controllo della cosca Iannazzo di Lamezia Terme.
L’ordinanza del Gip ritiene sussistenti a carico degli indagati gravi indizi di responsabilità in ordine all’agguato, teso all’interno di una rivendita di autoricambi in Nocera Terinese, che costò la vita all’allora ventiseienne Curcio, diretto referente di Bagalà. La misura cautelare applicata ai Gagliardi, sollecitata dal Procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri e dal Sostituto procuratore, Elio Romano, mette a frutto le indagini condotte dalla Squadra mobile, le cui evidenze hanno consentito di ricostruire il cruento fatto di sangue facendo piena luce sulle modalità di consumazione del delitto e sul contesto di 'ndrangheta in cui si inquadrava.In particolare le attività investigative si sono sviluppate da quelle che sono state le recenti acquisizioni dichiarative del collaboratore di giustizia Gennaro Pulice le quali hanno costituito fondamentale riscontro alle chiamate in correità di altro collaboratore di giustizia, Gianfranco Norberti che per l’episodio in questione aveva già riportato condanna definitiva. Le propalazioni del neo collaboratore Pulice, che si è autoaccusato di essere autore materiale dell’omicidio, hanno consentito quindi di delineare il quadro criminale in cui era maturato l’evento delittuoso nonché di definire le responsabilità degli odierni indagati, in particolare del Bruno Gagliardi come soggetto che aveva scortato il killer sul luogo del delitto e quella di carattere logistico-organizzativa dell'altro Gagliardi. L’omicidio in definitiva, risulta realizzato dai componenti dell’accennato gruppo di “scissionisti” intenzionati a scalzare l’egemonia del gruppo “Bagalà” sulle estorsioni da essi gestite, in maniera esclusiva, nei comuni di Falerna, Gizzeria e Nocera Terinese. Del gruppo in questione facevano parte oltre ai già citati Pulice e Norberti, ed agli odierni indagati Bruno Gagliardi, anche Giovanni La Polla e Salvatore Ruberto classe. 66, entrambi questi ultimi rimasti uccisi in quella che viene ricordata come la “strage di Sambiase” occorsa in quella zona di Lamezia Terme il 29 settembre 1995, immediata risposta da parte delle cosche dominanti all’omicidio di Curcio, con la quale si mise termine alle mire espansionistiche del menzionato gruppo emergente. Bruno Gagliardi è stato rintracciato, con l’ausilio della Squadra mobile di Novara nella cui provincia il predetto è da tempo residente, in Milano presso una struttura sanitaria dove era ricoverato per accertamenti medici ed è stato associato presso la Casa circondariale San Vittore di quel luogo, mentre la notifica del provvedimento a Bruno Gagliardi è stata effettuata presso la Casa circondariale di Terni ove è detenuto a seguito delle contestazioni per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Andromeda”, eseguita dalla Squadra mobile di Catanzaro nel mese di maggio del 2015, e per l’omicidio di Vincenzo Torcasio e il contestuale tentato omicidio di Vincenzo Curcio episodio per il quale nel mese di febbraio, a seguito delle risultanze investigative anch’esse acquisite dalla Squadra mobile, la Polizia di Stato gli ha notificato un ulteriore provvedimento restrittivo.
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