Lamezia Terme, 22 luglio 2016 - "E' veramente incredibile la superficialità, l’incompletezza e l’irresponsabilità della nota diffusa giovedì dal Comune di Lamezia Terme, che cerca così di nascondere proprie precise responsabilità in merito". Così, una nota del Meetup 5 Stelle di Lamezia Terme. "Da Palazzo Maddame - prosegue la nota - citano dati, che risalgono al febbraio 2016, della Regione Calabria, che a sua volta cita dati Arpacal, palesemente errati e incompleti.
Noi lo avevamo notato da subito tant’è che essi sono stati oggetto di un’interrogazione parlamentare del nostro deputato Paolo Parentela al ministro della Salute (interrogazione 4/13016). L’erroneità e l’incompletezza derivano, per esempio, per i tratti di spiaggia in corrispondenza delle foci dei torrenti Turrina e Bagni che, sulle mappe con ortofoto di Google Maps utilizzate dal ministero, sono indicati come balneabili e con acque marine di qualità "eccellente". Le stesse foci sono evidenziate con il retino di colore verde, che nella legenda del ministero della salute indica i tratti con acque idonee alla balneazione. Inoltre, alcuni tratti lontani dalle foci come, ad esempio, quello in corrispondenza del lungomare Falcone-Borselino di Lamezia Terme, della lunghezza di circa 400 metri sono privi del retino verde e, quindi, da considerare non adibiti alla balneazione. In pratica, le mappe del ministero, in corrispondenza del lungomare di Lamezia Terme, riportano, in corrispondenza delle foci con acque inquinate e divieto permanente di balneazione, il retinato verde che indica tratti con acque idonee alla balneazione, ferma restando la non balneabilità di gran parte del mare prospiciente il lungomare Falcone Borsellino. La cosa non può essere sottovalutata, anche perché è noto, che sin dal 2011, le condizioni delle acque marine nella zona industriale, hanno richiesto ordinanze sindacali, con divieti di balneazione permanenti per inquinamento: nel «Tratto di costa ricadente tra il Pontile sito in area ex Sir e foce in Dx del Torrente Turrina» della lunghezza di 800 metri; nel tratto denominato «200 metri Dx e Sx Fiume Amato» della lunghezza di 400 metri e nel tratto denominato «200 metri Dx e Sx Torrente Bagni» della lunghezza di 400 metri. Cionostante i dati Arpacal, relativi a prelievi che si suppone risalgano al più tardi al gennaio 2016, riportano per il comune di Lamezia, Terme: lido Marinella, lungo 1.167 metri, di qualità eccellente (nonostante l’assenza del retino verde nella cartografia ministeriale); 200 metri nord Bagni, lungo 1.078 metri, di qualità eccellente (nonostante divieto permanente balneabilità sin dal 2011); 500 metri sud Torrente Bagni, lungo 791 metri, di qualità eccellente (nonostante divieto permanente balneabilità sin dal 2011); 200 metri a sud T. Bagni, lungo 344 metri, di qualità eccellente (nonostante divieto permanente balneabilità sin dal 2011); 1.000 metri sud torrente Bagni, lungo 1.303 metri, di qualità eccellente (nonostante divieto permanente balneabilità sin dal 2011). Val la pena di ricordare, a questo punto, che la legge impone, a partire dal 1° maggio di ogni anno, l'obbligo di fornire ai cittadini le informazioni sulla condizione delle acque di ogni tratto di spiaggia comunale. E per evitare rischi alla salute dei bagnanti il Ministero della salute deve fornire i dati, aggiornati in tempo reale, rilevati e trasmessi dai comuni e dall'Arpacal. Di fronte a tali incongruenze evidenziati nell’interrogazione dell’on.Parentela, il Ministro della Salute ha così risposto (6 giugno 2016 prot.LEG/i.6.b.b/4330): « … tra le ordinanze pervenute per la stagione balneare in corso non risultano ordinanze di divieto, per aree adibite o meno, concernenti Lamezia Terme, Catanzaro, Nocera Terinese e Curinga. Si fa presente, inoltre, che il Ministero della Salute non ha comunque elementi sufficienti ed utili per evidenziare le difformità, poiché i Comuni sopra citati non hanno trasmesso al Ministero le ordinanze di inizio stagione, nelle quali dovevano essere indicate le aree vietate e le aree non adibite alla balneazione (art.5 del d.lgs. n.116/2008 e art.6, comma 4, del d.m. 30 marzo 2010). Al riguardo, si segnala che, più volte e anche recentemente, i referenti della Regione Calabria e dell’Arpacal, sono stati contattati dal ministero della Salute per problematiche inerenti alla balneazione ed al corretto utilizzo del Portale, al fine di poter rendere una completa informazione al pubblico. F.to il ministro Lorenzin». In pratica, il Comune di Lamezia Terme non ha mai trasmesso (come era suo obbligo di legge) i dati relativi alla balneabilità delle acque, neanche per quelli, sopra citati, inerenti le foci dei fiumi per i quali esiste un’interdizione permanente alla balneabilità a causa della presenza di scarichi di natura industriale o similare. A questo si aggiunge che il Comune di Lamezia Terme, disattendendo anche l’obbligo di cui all’art.250 del TU sull’Ambiente, non ha provveduto a bonificare l’area dell’ex discarica del rettifilo Bagni che pur nel progetto di PSC viene qualificata come ad alta pericolosità e come ancora biologicamente attiva con produzione di biogas, con inquinamento (da arsenico, idrocarburi, solfati, ferro, manganese, piombo, fonte Istituto Superiore di Sanità, giugno 2016) delle falde acquifere e del fiume Bagni, che ovviamente scarica a mare. Per la qual cosa già nel luglio 2015 il nostro Meetup insieme con l’on.Parentela ha presentato un documentato esposto alla Procura della Repubblica, in merito al quale auspichiamo un sollecito intervento. Purtroppo ben 532 casi di tumore in soli due anni, casi di tumori alla prostata e di leucemia mieloide cronica, tumore del pancreas nelle donne, linfomi negli uomini, tumori dell’apparato linfoemopoietico e leucemie per tumori del pancreas e della laringe fra gli uomini, malformazioni congenite, malattie ischemiche, epatichecroniche e respiratorie acute, tutte censite, in prossimità della discarica e del fiume Bagni dall’Istituto superiore della Sanità, nel giugno 2016, stanno lì a darci ragione".
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