Lamezia Terme, 30 aprile 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. Durante questo primo anno di consiliatura, il corso della vita politica ed amministrativa, ha assunto nella nostra città, caratteristiche e connotazioni, chiaramente decifrabili, che ormai finiscono per destare più di una riflessione in Forza Italia, partito che più di ogni altro ha contributo alla vittoria elettore della compagine che governa Lamezia Terme.
La premessa politica e la base programmatica della coalizione di liste che aveva presentato la candidatura del Sindaco Mascaro, si faceva apprezzare per caratura originale e spirito innovativo, con l’intesa raggiunta dalla forze civiche e partitiche del centro destra concordi nel creare, in loco, le condizioni per la nascita di un vero e proprio laboratorio politico, in guisa da coagularvi le varie anime all’interno di un’esperienza amministrativa unitaria, da esercitare in forme e prassi pienamente condivise e partecipate. Lo stesso patto programmatico è stato, però, disatteso fin dall’immediatezza, con la creazione del gruppo consiliare di Calabria al Centro, non presente tra le liste di coalizione che ha promosso la candidatura del sindaco e facente capo ad una area politica alternativa a quella propugnata da quel centro destra che si è visto sbarrare la strada ad un’elaborazione politica unitaria che desse corpo e sostanza alla vita ammnistrativa, finendo per confinare in ambiti assai ridotti i margini di azione e partecipazione delle originarie forze politiche di maggioranza, nonché decretando la morte di quel laboratorio politico, che non potè mai aprire i battenti. Questione politica, dunque, molto più seria e a prognosi indubbia, più di quanto la si è voluta minimizzare: come conseguenza, si assiste, oggi, alla nascita in consiglio comunale della prima “ibridazione” tra alcuni gruppi consiliari, altamente sintomatica del definitivo accantonamento del progetto politico unitario originario, e probabilmente, in concreto, funzionale solamente alla blindatura di posizioni acquisite all’interno dell’Ente, ed alla ricerca di ulteriori spazi di gestione.
Formalmente, venuto meno il substrato politico su cui poggiava l’idea di una rinnovata linea di programmazione unitaria, partecipata e condivisa, si è assistito ad una lacerazione amministrativa di indubbia portata, con lo strappo dato dalle dimissioni del Vice-sindaco, espressione del gruppo Lamezia Unita, lista che costituisce, peraltro, l’architrave del fronte civico della maggioranza, nonché dell’assessore al bilancio, persona di diretta fiducia del Sindaco.
Inutile in questa sede ripercorrerne le arcinote ragioni, peraltro pubblicamente espresse dai diretti interessati.
Purtroppo, si è trattato delle dimissioni di due amministratori di cruciale e strategica importanza per l’amministrazione della città, invero, quella finanziaria, costituisce la più importante delle problematiche che investono la corrente consiliatura. Dimissioni che, per la qualità e lo spessore della professionalità dei due componenti la Giunta, non si esita a definire, metaforicamente, come una “fuga di cervelli” dall’amministrazione comunale, strappo, dunque, che finisce per mettere in discussione la credibilità stessa dell’azione portata avanti dall’attuale amministrazione e al quale non è seguito alcun dibattito politico, ma solo, al momento, un avvicendamento nel ruolo di vice sindaco, tutto interno alla originaria compagine della giunta comunale.
La coalizione che ha vinto le elezioni comunali ha il diritto ed il dovere di governare nell’esclusivo interesse dei cittadini, ma le forze politiche costituenti hanno il compito e la responsabilità di confrontarsi tutti insieme rispetto ai problemi insorti, in modo franco, leale e costruttivo.
Se la sorte della città di Lamezia Terme viene in definitiva fatta dipendere solo dagli esiti di una riscossione di tributi misurata in migliaia di cartelle esattoriali, o ancor di più dalla attendibilità della previsione di incasso, allora il problema è solo e tutto politico, e riguarda la credibilità dell’amministrazione interamente intesa. Infatti, se i cittadini pagheranno i tributi non riscossi per anni e faranno fronte alle ormai famose venticinquemila cartelle, probabilmente il dissesto si eviterà, ma con la sola forza economica del popolo stesso, che rimane ancora in attesa di piani di programmazione di sviluppo e di rilancio economico della città. Un’Amministrazione che ha visto le dimissioni dell’assessore al bilancio e del vice-sindaco, ha il dovere di recuperare il deficit di credibilità che tali dimissioni hanno comportato, rispettando la volontà popolare e riportando la fiducia nei cittadini che hanno chiaramente scelto col proprio voto. Un atteggiamento serio e responsabile, concreto e realistico, una riflessione politica collettiva, da cui emergano inequivoci segnali di ripartenza e discontinuità con il passato amministrativo di questa città. Questo è quello che vuole Forza Italia, oltre che vedere in campo le migliori energie cittadine attorno ad un tavolo comune, per come annunciato dal Sindaco nelle linee programmatiche, al fine di garantire ai cittadini condizioni di vita dignitose ed adeguate.
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