Lamezia Terme, 8 aprile 2016 - Come prevedibile, dopo le diverse vedute col sindaco Paolo Mascaro sulla difficile situazione finanziaria al Comune, gli assessori Francesco Caglioti, vicesindaco e Chiara Puteri, con delega al Bilancio hanno rassegnato oggi le dimissioni irrevocabili.
Di seguito pubbichiamo le lettere di entrambi inviate al primo cittadino e una replica al consigliere Piccioni, in attesa di sapere se Mascaro nominerà i sostituti e quali risvolti politici la vicenda potrà avere anche e soprattutto in attesa del voto sul Bilancio.
Le lettere di dimissioni
Carissimo Paolo,
con questa nota, facendo seguito a quanto già anticipato verbalmente nei giorni scorsi, rassegno formalmente nelle Tue mani le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Vice-Sindaco e di Assessore per le motivazioni che a Te ho già affidato nel corso dei confronti che si sono succeduti negli ultimi mesi e quindi, come ben sai, a prescindere dalle sterili quanto inopportune polemiche recentemente montate ad arte da qualcuno in riferimento ad alcuni pezzi giornalistici degli ultimi giorni.
Non ho mai rilasciato interviste o inviato note stampa che non siano state preventivamente concordate e discusse con il mio sindaco e che non fossero state imposte dalla necessità di fare chiarezza, sotto un profilo essenzialmente tecnico, su tematiche che interessavano l’amministrazione rifuggendo sempre, per come è mio costume e per come a tutti noto, dalle ribalte politiche e televisive nonché, ancor di più, dalle inutili vetrine dei social network.
Sono purtroppo per ragioni anagrafiche, come del resto il mio sindaco, di una generazione abituata ad affrontare nelle sedi dei partiti e dei gruppi politici le problematiche che quotidianamente si presentano nella fase della gestione della cosa pubblica ed ho sempre rifiutato, per questa ragione, di partecipare ai teatrini che molti mettono in atto nella piazza virtuale di facebook o, peggio, nei ristretti salotti tra quei pochi e selezionati intimi che rifuggono il confronto con la gente e con la città.
L’entusiasmo che mi ha portato a sognare, prima, ed a promuovere, dopo, la rivoluzione “politica” da realizzare mediante il progetto “civico” di Paolo Mascaro ed ad accettare quindi il delicato compito conferitomi all’indomani della strenua campagna elettorale conclusasi con la vittoria del 14 giugno 2015, non voglio tuttavia si perda nell’insoddisfazione per l’impossibilità di fare e di agire davvero per il bene della città di Lamezia Terme che, come Te, amo dal profondo del cuore.
Non voglio neanche che il mio diverso approccio riguardo alle tematiche politiche e rispetto all’apparato burocratico del comune possa in qualche modo essere di intralcio alle linee che, con grande coraggio e caparbietà, hai adottato nel Tuo agire amministrativo.
Ho sempre lavorato, dal primo giorno del mio insediamento nella carica, per sostenere con tutte le mie forze la compagine amministrativa.
Ho messo a disposizione della città la mia caparbietà, la mia ostinazione nel raggiungere gli obiettivi, il mio tempo, la mia professionalità ed anche quel carattere impetuoso che, a volte forse troppo ruvido e diretto, ha avuto sempre quale principio ispiratore la voglia di realizzare e tradurre in tempi brevi, nei fatti e negli atti, quella rivoluzione dei comportamenti e dei costumi che la nostra comune formazione culturale ed i tempi che viviamo ineluttabilmente ci impongono.
Ho provato ogni giorno, con l’umiltà e la correttezza che ho ricevuto in eredità dall’esempio familiare, a creare rapporti collaborativi con Te, con gli altri assessori e con i dipendenti al fine di rendere il più possibile tangibile l’impegno profuso da tutti per migliorare la nostra città.
Secondo coscienza, compio questa difficile scelta di interrompere anzitempo la mia esperienza amministrativa al Tuo fianco ma continuerò a mettere la mia persona a disposizione del progetto di “Lamezia Unita”, creato per Te insieme ad un manipolo di “pragmatici idealisti”, quale strumento per la realizzazione di quel sogno rivoluzionario che abbiamo, sin dal primo giorno, fortemente condiviso.
Non sarebbe giusto continuare ad occupare una posizione di prestigio e di visibilità, un incarico retribuito, un ruolo che è in quota al gruppo civico di “Lamezia Unita” senza quella giusta e necessaria serenità che del resto, per un insieme di cause politiche e personali, oggi non ho più.
Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto fare, di più e di meglio, lo rimetto, per come è giusto, al giudizio altrui.
Approfitto di questa nota per ringraziare Te ed i Colleghi assessori che, nonostante alcune diversità di vedute su alcune problematiche, avete sempre manifestato e dimostrato stima e rispetto nei miei confronti.
Ringrazio ovviamente l’intero gruppo di amici di “Lamezia Unita” per la fiducia che mi hanno accordato nel momento in cui hanno individuato in me la persona giusta per ricoprire quel delicato incarico di responsabilità politica che ha rappresentato il frutto, oltre che della Tua stima, dell’entusiasmante e disinteressato lavoro delle ventidue persone che si sono candidate per dare il loro contributo alla realizzazione di un sogno e dell’avvolgente e ricambiato affetto dei 3.133 cittadini che, sempre ai fini della realizzazione di un sogno, hanno gratificato il gruppo con il loro consenso.
Ancora, mi sento in dovere di ringraziare i Cittadini ed i Partiti di opposizione.
I primi, per avermi quotidianamente manifestato il loro amore per la nostra Città e per le sue tradizioni ma, soprattutto, il loro desiderio di riscatto nei confronti di chi, perseguendo forse uno scientifico ed utilitaristico disegno personale, vuole da sempre relegarci negli ultimi posti tra le città d’Italia.
I secondi, perché, con le continue e puntuali ma garbate sollecitazioni, mi hanno aiutato ad essere vigile rispetto alle tante problematiche irrisolte che attanagliano da ormai troppo tempo la nostra povera Lamezia.
Un ringraziamento speciale, infine, devo rivolgerlo a mia moglie, che ha sopportato con pazienza gli assordanti silenzi di questi miei difficili giorni da amministratore pubblico che ha sentito il giusto peso delle sue quotidiane e responsabili scelte, ai miei figli, ai quali ho sottratto tanto troppo tempo in un’età in cui hanno l’irrinunciabile bisogno di un papà che sia un genitore severo ma anche, al contempo, un sereno e complice compagno di giochi, ai collaboratori del mio studio, che ho lasciato spesso soli in “trincea” a svolgere per mio conto parte di quel lavoro che da subito ho amato e che mi ha garantito da sempre quel che mi serve per vivere.
Un ringraziamento particolare va poi a mio padre perchè, nella sua unanimemente riconosciuta capacità di non farsi mai minimamente macchiare la coscienza nel lungo percorso di una trentennale vita politica al completo e disinteressato servizio della nostra Città, ha forse sacrificato lavoro, famiglia ed affetti ma ha insegnato a noi figli, con il suo esempio di uomo onesto e vero, a lottare sempre a testa alta, senza mai padroni e senza mai bavagli, per il bene collettivo e per la verità.
Grazie di tutto Paolo ed in bocca al lupo per questa Tua avventura amministrativa per il prosieguo della quale mi sento solo di ricordarti il monito di un grande uomo dei nostri tempi come Indro Montanelli che al Generale Delle Rovere faceva dire: “quando non sai qual’è la via del dovere, scegli la più difficile”.
Con questo mio atto, se a torto o a ragione sarà il tempo a sentenziarlo, io scelgo la via più difficile.
Con l’affetto e la stima di sempre
Francesco Caglioti
***
Caro Paolo,
Ti scrivo questa mia per rassegnarTi formalmente le mie irrevocabili dimissioni, rimettendoTi il mandato che ho avuto fin qui l’onore e l’onere di avere conferito quale Assessore in seno alla Tua Giunta.
Questa mia determinazione, come già sai, interviene a seguito di una riflessione meditata e di lenta e non facile maturazione; oggi posso dire non esistono più le condizioni per poter esercitare utilmente e proficuamente le importanti e, in questo momento cosi’ delicato per la vita dell’Ente, decisive funzioni a me demandate.
Ho accolto il Tuo invito con entusiasmo, spirito di servizio e abnegazione .Ho tentato di dare il mio contributo professionale ed umano alla realizzazione di obiettivi che ritenevo comuni alla politica ed utili alla nostra città. Mi sono adoperata per dare il meglio nelle deleghe di mia competenza, con impegno, disinteresse, trasparenza e dedizione, convinta che solo in questo modo si possa e si debba agire nei confronti della nostra comunità. Ho creduto in un progetto generale di legalità, correttezza ,trasparenza e rinnovamento che ho fortemente perseguito soprattutto nell’ambito delle deleghe che mi sono state affidate.
Ma vi sono difficoltà e diversità di vedute insormontabili; le logiche politiche hanno spesso limitato lo svolgimento dell’azione amministrativa o impedito la realizzazione degli indirizzi politici , che pure sono stati ,in ogni modo, da parte mia espressi.
Mi sono battuta per il risanamento finanziario,per la correttezza dei conti, per il riordino del patrimonio, la ristrutturazione dei servizi a domanda individuale,la revisione della toponomastica, il rilancio delle entrate, l’aggiornamento di regolamenti risalenti a 30 anni or sono , l’introduzione di altri finalizzati a dare trasparenza e legalità all’attività amministrativa.
Ma non ho visto quella condivisione ed unità di azioni e di obiettivi necessari all’ottenimento di risultati concreti ed apprezzabili in questo, purtroppo disastrato, Ente. Non ho visto , se non in poche persone, un reale sostegno alla mia azione.
Me ne vado perché non condivido il generale modo poco incisivo di amministrare la cosa pubblica, non vedo la reale volontà di cambiamento, la svolta epocale alla quale avrei voluto partecipare.
Non mi interessa “tirare a campare” tra logiche e meccanismi politici che non mi appartengono e che non credo utili alla città , tra inefficienze amministrative radicate che nessuno ha reale interesse a combattere.
Negli ultimi mesi ho ritenuto doveroso fare un bilancio del mio operato ed una fotografia di cio’ che ho esaminato; le risultanze sono fotografate in alcune note già depositate al protocollo dell’Ente e oramai a tutti note.
Ora il mio tempo è scaduto ; lascio il mio posto con amarezza , per non ulteriormente intralciare la Tua azione politica, ma soprattutto con estrema preoccupazione per le condizioni nelle quali ora sono consapevole si trovi la nostra Lamezia.
Concludo ringraziando quei dipendenti che hanno accolto la mia azione con estremo entusiasmo, i colleghi assessori ed i consiglieri tutti per la pazienza di avermi ascoltata nei miei rari interventi, molto spesso impetuosi, e soprattutto Te per la fiducia che mi hai dimostrata nell’avermi affidato questo incarico .
Mi permetto di esternare le superiori riflessioni con l’auspicio che inducano a scelte responsabili da parte di tutti e con la speranza che la passione e determinazione che Tu hai fin dal primo giorno dimostrato possano bastare a portare Lamezia verso i risultati e gli obiettivi positivi che tutti vogliamo.
Io ritornero’ alla mia professione e alla mia vita, profondamente cambiata e segnata da questa esperienza , consapevole che con il mio impegno civico e professionale potro’ meglio contribuire,nel mio piccolo, da semplice cittadina quale sono sempre stata , libera da condizionamenti e forte delle mie convinzioni, allo sviluppo della nostra comunità.
Buon lavoro.
Con stima ed affetto
Chiara Puteri
***
La replica a Piccioni
La politica, questo ormai si sa, è alquanto paradossale e quindi, forse per questo,in un certo qual modo affascinante.
Prendiamo pertanto atto della ennesima uscita del consigliere comunale Rosario Piccioni il quale, per come è giusto dalla sua scomoda posizione di amministratore uscente e dal suo interessato punto di vista di protagonista di primo piano della esperienza politica del Sindaco Speranza, non perde occasione per andare in soccorso dei “responsabili” e per tirare acqua al suo mulino.
Forse però, almeno questa volta, avrebbe fatto meglio a tacere ma, visto che siamo stati chiamati in causa, appare doveroso rispondere per il bene della Città e della Verità.
Appare paradossale, per come dicevamo, che chi, come noi, ha lavorato alacremente ventiquattr’ore al giorno per scongiurare il dissesto venga tacciato oggi con il neologismo di “dissestista” e chi invece negli ultimi dieci anni ha creato impudentemente ed imprudentemente le condizioni di un possibile dissesto mediante scellerate politiche di mancata riscossione e di spesa fuori controllo si erga oggi a soggetto politico “responsabile” andando “pro domo sua” in soccorso della maggioranza.
“Intelligenti pauca sufficiunt” ci hanno insegnato i latini per cui lasciamo a chi più di noi si intende di politica di trarre le giuste valutazioni.
Peraltro, ove mai ve ne fosse effettivo bisogno, cogliamo l’occasione per sgombrare il campo dagli strumentali dubbi interposti ad arte da qualcuno nella discussione politica degli ultimi giorni.
Non siamo mai stati, e mai saremo, favorevoli alla dichiarazione di dissesto atteso che abbiamo condiviso lo spirito che ha guidato sin dal primo giorno il nostro Sindaco Paolo Mascaro ed atteso che, attraverso la nota interna e riservata che abbiamo inviato alla Dirigenza del Comune e che incredibilmente è stata resa pubblica e diffusa a mezzo stampa, ci siamo “responsabilmente” limitati a redigere un’analisi delle criticità strutturali dell’Ente, a prescrivere una cura di rigore per evitare il possibile default ed a rappresentare le conseguenze se quella cura non fosse stata effettivamente seguita.
A distanza di dieci mesi dal nostro insediamento, infatti, abbiamo dovuto nostro malgrado prendere atto che le misure veramente necessarie ad evitare il peggio, nonostante gli sforzi di Sindaco, Assessori e cittadini, non erano state effettivamente adottate dalla burocrazia comunale verso la quale quella nota interna e riservata era dichiaratamente ed esclusivamente indirizzata.
Ciò premesso, il furbo e maldestro intervento del Consigliere Rosario Piccioni ci spinge a tornare su un argomento del quale si è parlato forse troppo senza cognizione di causa.
Avremmo voluto infatti aprire con il Consigliere Piccioni un dibattito politico sulle pregresse e “politicamente orientate” modalità di gestione dell’Ente e, quindi, su specifiche pratiche di interesse pubblico come il debito dell’acqua verso la Regione Calabria eliminato dal bilancio, la gestione delle utenze in regime di salvaguardia perché sottostimate nelle previsioni contabili e non pagate ai fornitori, le modalità di conferimento post aggiudicazione definitiva del project financing di Piazza della Repubblica, i criteri di scelta degli aggiudicatari e dei programmi di software assolutamente non funzionanti, le modalità di affidamento di servizi e di concessione in comodato gratuito del patrimonio immobiliare del Comune anche in prossimità delle elezioni, l’ordinativo dei lavori di pulizia straordinaria del Teatro Grandinetti in occasione della sua inaugurazione, l’affidamento diretto alle cooperative di tipo b dell’appalto sulla raccolta differenziata, la mancata adozione del regolamento e dell’ufficio per il controllo analogo imposto dalla legge per la Lamezia Multiservizi S.p.A., l’ammontare delle spese legali presso la Società in house, la costituzione di un ufficio stampa presso la stessa sofferente Società e chi più ne ha più ne metta.
Ci saranno altre occasioni in cui potremo imparare i metodi della “politica orientata”.
Tant’è, ma è necessario, per come forse è anche giusto, ritornare sull’argomento tirato in ballo dal Consigliere Rosario Piccioni al fine di fare un po’ di chiarezza.
Ne approfittiamo allora per ricordare a chi legge quali sono i fatti e le azioni che ci hanno portato oggi a discutere ancora dei pericoli del dissesto.
Nel mese di Novembre 2015 l’attuale amministrazione ha proposto al Consiglio Comunale la rimodulazione del piano di riequilibrio.
Lo consentiva la legge (era un’opportunità riservata alla nuova Amministrazione) ed è stato doverosamente fatto (ci pare di ricordare, peraltro, nel dissenso dello stesso Consigliere Piccioni, che usci’ subito con una nota che contestava la ridetta rimodulazione).
Ve ne erano peraltro le condizioni: la task force concordata con il Dirigente delle Entrate nella emissione degli avvisi di liquidazione arretrati (sono stati elaborati avvisi per piu’ di 10 milioni di euro), il venir meno dello spettro ICOM (10 milioni in meno da inserire nel piano di riequilibrio).
Si contava su una decisa sterzata della manovra delle entrate e sulla attendibilità delle attestazioni dei Dirigenti circa la insussistenza di ulteriori debiti fuori bilancio.
Nel mese di Gennaio 2016, tuttavia, si è verificato un fatto di straordinaria gravità.
Nel corso di una riunione di Giunta si è venuto a sapere, per puro caso ed in riferimento ad pregresso contatto con un legale esterno, della sussistenza di un debito del Comune di Lamezia Terme di € 14.166.147,00 verso la Regione Calabria per forniture di acqua all’ingrosso relative agli anni 2001, 2002, 2003, 2004 e 2007.
Debito rimasto ignoto all’Amministrazione Mascaro fino a quel giorno.
Si è scoperto, allora, che il debito era stato riconosciuto dalla Giunta Speranza con la delibera n.433 del 28.06.2006, con la quale si approvava anche un piano di rateizzazione decennale.
La Giunta Speranza pagava le sole prime due rate e poi nulla.
Peraltro, il debito era stato in gran parte (precisamente per euro 13.175.683,15) compensato con quanto dovuto alla partecipata Lamezia Multiservizi S.p.A. essendo il costo dell’acqua potabile a carico della stessa a decorrere dal 04 Settembre 2000.
Quindi, il Comune ha incassato il corrispettivo dell’acqua dai cittadini e recuperato le somme dalla Lamezia Multiservizi S.p.A. ma non le ha mai riversate alla Regione Calabria.
La posta debitoria residua non è stata rinvenuta dall’attuale amministrazione nella contabilità dell’Ente perché cancellata, senza la qualsivoglia forma di giustificazione sostanziale o anche meramente formale, sembra nel 2008.
Con lo stesso metodo venivano cancellate tutte le lettere successive del 2009, del 2012 e del 2014 con le quali la Regione Calabria lamentava il mancato pagamento del debito.
Oggi, quindi, c’è una nuova ICOM alla quale fare fronte, sempre mettendo le mani nelle tasche dei cittadini lametini.
Ma vi è di piu’.
Nel Gennaio del 2016 è stato è richiesto ai Dirigenti con varie note(chiediamo scusa a Rosario Piccioni perché, forse, avremmo dovuto chiederlo per telefono e non per iscritto ma, da esperto legale qual è dovrebbe saperlo, “verba volant” e “scripta manent”) di effettuare una verifica generale sullo stato del recupero delle entrate, sull’effettivo grado di copertura globale dei servizi a domanda individuale, sull’entità dei debiti scaduti, sull’eventuale maturare di interessi di mora, sulla esistenza di ulteriori debiti fuori bilancio, sulla generale situazione finanziaria.
Tutte verifiche doverose che un amministratore attento deve effettuare per verificare la tenuta del piano di riequilibrio.
E’ giunta invece notizia di altri “fantasmi”; questa volta fatture “rifiutate” per 1.725.000,00 euro (per gas,energia elettrica ed acqua) senza valide ragioni, lasciate decantare nei cassetti mentre maturavano interessi di mora, ovviamente prive di copertura in bilancio.
Ricordiamo ancora cio’ che il Sindaco ha piu’ volte ben spiegato ovvero che a causa delle accumulate morosità l’Ente è da quasi un anno in regime di salvaguardia; questo significa che, fino a quando non si uscirà da questo regime, il Comune di Lamezia Terme paga, ed ha già pagato, tariffe molto piu’ alte rispetto a quelle di mercato.
Altri debiti fuori bilancio quindi.
Ed ancora.
Ad inizio 2016 è stato richiesto al Dirigente delle Entrate di effettuare un report sull’invio degli avvisi 2010 e 2011 effettuato nel secondo semestre del 2015.
Gli incassi si erano attestati intorno al 10-15% di guisa che c’era qualcosa che non quadrava.
Dal report è risultato che su un totale di 10.131 di plichi “postalizzati” ben 1.762 erano “inesitati “, ovvero non pervenuti al destinatario perché non ritirati per compiuta giacenza o non recapitati per indirizzo inesatto, inesistente o insufficiente o perché il destinatario è risultato sconosciuto o trasferito.
Si ha ragione di ritenere che analoga situazione si sia verificata negli anni precedenti, dato che gli avvisi di liquidazione venivano emessi quasi l’ultimo giorno utile (ricordiamo l’invio, tra Natale e Capodanno del 2014, degli avvisi 2009).
Quanti milioni di euro per ICI ed altro sono stati persi? E perche?
Al 15 Febbraio 2016 l’anagrafe registrava 7.572 individui iscritti in vie senza numero civico o in contrade; individui non raggiungibili dalla posta e quindi esenti da ogni imposta.
Tutto cio’ dopo un censimento effettuato nel 2012 !!!!!!
E’ questa l’attività “politicamente orientata” seguita da Rosario Piccioni e dalle Giunte delle quali ha fatto parte?
Complimenti,allora, per i danni causati !!!!!
E concludiamo.
Qui non c’è nessun tifoso del dissesto.
Ci sono persone che hanno svolto ogni giorno responsabilmente il loro lavoro, sollecitando in ogni modo e nel solo interesse della Città, la verifica delle condizioni necessarie alla tenuta del piano di riequilibrio.
Aspettiamo, allora, il rendiconto 2015 e il bilancio 2016 che certamente Rosario Piccioni contribuirà ad approvare, visto che sono presupposto ineludibile per la tenuta del Suo, ed oggi dell’amministrazione Mascaro, piano di riequilibrio, i cui contenuti, si apprende solo oggi all’esito di una parabolica quanto interessata inversione di pensiero, il consigliere di Sel dichiara di condividere in toto.
Andiamo avanti pagando quello che possiamo, se e quando possiamo, ben consapevoli che residuano circa €.1.700.000,00 di debiti 2014, €.10.000.000,00 di debiti 2015 e 2016, oltre ai €.24.000.000,00 di debiti della Lamezia Multiservizi S.p.A. ereditati dalla gestione Miletta, ai debiti fuori bilancio per sentenze che arrivano ogni giorno, ai debiti per smaltimento rifiuti alla Regione Calabria, ai debiti da rendicontazioni, e chissà quali altri “fantasmi”.
Poi aspettiamo l’anticipazione di liquidità di fine anno (se verrà) e facciamo un altro mutuo in forza del quale tra trent’anni, quando Rosario Piccioni sarà addirittura nonno, i suoi nipotini pagheranno ancora i corrispettivi dei servizi di cui oggi usufruiamo e che, tuttavia, non riusciamo a pagare.
Ed, infine, portiamo a casa l’approvazione del piano di riequilibrio che apprendiamo oggi da Rosario Piccioni con soddisfazione e con sollievo, anche perché cio’ ci conferma che fino ad ora abbiamo agito bene, sta per essere accolto.
Ed intanto, solo per chiarire, se c’è qualcuno che “mette le mani avanti” è proprio lo stesso Rosario Piccioni il quale attende con molta ansia il buon esito del piano, per l’amore incondizionato e superiore a chiunque altro che ha di Lamezia e, soprattutto, perché ha tutto l’interesse che nessuno, nella alternativa opzione del dissesto, venga nel palazzo comunale a mettere il naso e a verificare chi, come e quando ha causato il disastro suo malgrado ereditato dal sindaco Paolo Mascaro.
Francesco Caglioti
Vicesindaco del Comune di Lamezia Terme
Chiara Puteri
Assessore al Bilancio del Comune di Lamezia Terme
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