Lamezia Terme, 17 marzo 2014 - "Si torna a parlare di problematica rom in città, sicuramente non sarà un caso se lo si fa proprio a ridosso di qualche campagna elettorale, esce allo scoperto Sel, il partito del sindaco Speranza, certo dimentica che governa la città da 9 lunghissimi anni". Così, una nota de La Destra-Movimento Territorio e Lavoro.
"Premesso che noi siamo per lo sgombero del campo rom di Scordovillo, sulle modalità di azione intraprese dalla Giunta c’è molto da obiettare e le scelte intraprese non ci convincono affatto per un motivo molto semplice, la Giunta di centrosinistra propone di assegnare alloggi popolari a tutti i cittadini di etnia rom che oggi vivono a Scordovillo, questo in modo assolutamente indiscriminato, noi invece affermiamo che le case vanno assegnate solo a chi ne ha affettivamente diritto, per il resto degli abitanti di Scordovillo(ovvero quelli che non hanno diritto) valgono le stesse regole usate per tutti i lametini di non etnia rom, ovvero adeguarsi alle norme e alle leggi del nostro Comune.Certo è che gli ultimi 20 anni di ricca politica assistenziale, perpetrata sempre dalla stessa classe politica, ha nel tempo sedimentato condizioni sociali apatiche, che hanno alimentato una vera e propria zona franca proprio al centro della nostra città(per come dice la magistratura).Ribadiamo un concetto, il campo potrebbe essere sgomberato in una sola notte, ed è rimasto in piedi grazie a quanti sostengono che si tratta di lametini che hanno diritto alla casa a prescindere, e che quindi possono occupare quei luoghi nell’attesa di un alloggio, il tutto supportato da un grande velo di perbenismo e ipocrisia che ammantava e ammanta l’argomento Rom, noi da sempre con un linguaggio schietto e forte, con fare critico e con cognizione di causa, abbiamo provato a comprendere perché esiste Scordovillo e come nasce nella storia della terza città della Calabria. Scordovillo nasce circa 30 anni fa allorquando, a seguito di un alluvione che provocò l’esondazione del “Torrente Piazza” venne travolto un piccolo insediamento Rom.In conseguenza di ciò venne deciso di far insediaretemporaneamente in dei container, con tanto di numero civico, poco meno di sessanta famiglie, una sistemazione breve(fallita) perché la prospettiva era di garantire una sistemazione “popolare”, solo ed esclusivamente a quei nuclei familiari.Detto questo poniamo delle domande essenziali al Sindaco e all’ assessore Gallo che ancora non ha risposto a queste domande in Commissione servizi sociali: a)Dei 60 nuclei familiari originariamente a cui fu intestato 30 anni fa il container/abitazione, quanti oggi effettivamente risiedono ancora a Scordovillo? b)Se oggi a Scordovillo risiedono famiglie che non rientrano a pieno titolo di eredità tra le 60 famiglie, ma hanno scelto di andar a vivere spontaneamente lì,acquisendo nei fatti la cittadinanza lametina, perché dovrebbero beneficiare di alloggio comunale tramite il canale privilegiato dettato dalla necessità di uno sgombero? c)Perché questa condizione ha bloccato lo sgombero di Scordovillo?) corrisponde al vero che alcune associazioni che lavorano a Scordovillo percepiscono 100.000,00 all’ anno dal nostro Comune, per attività culturali-assistenziali che la Procura della Repubblica due anni fà ha dichiarato fallimentari? E) l’assegnazione indiscriminata di alloggi, per molti cittadini lametini di non etnia rom, potrebbe essere intesa e racchiusa con questa frase “il giusto premio per chi non ha mai rispetto le basilari regole del vivere civile”? Ovviamente i “conti non tornano”, e si corre seriamente il rischio eccessivo, di attuare una ingiustizia sociale nei confronti di chi Rom non è, sarebbe un qualcosa di socialmente devastante. Nei fatti oggi, una giovane coppia non di etnia rom, se contrae matrimonio e non ha casa di eredità, ha pochissime possibilità (pari allo zero) di avere assegnata un alloggio popolare, stessa cosa dicasi per chi è sfrattato, chi è disoccupato, per chi ha perso il lavoro, per gli anziani, mentre chi è di etnia Rom o dimostra di vivere a Scordovillo, anche se non appartiene a quegli “esclusivi” nuclei familiari che 30 anni fa per un evento tragico conquistarono il diritto alla casa, avrà una corsia preferenziale che li porterà ad avere una casa. Le domande poste, dal punto di vista sociale sono essenziali per iniziare qualsiasi ragionamento di sgombero serio del campo di Scordovillo, certo vi è anche un aspetto urbanistico non di poco conto da superare, con pericolose varianti all’attuale Prg, infatti per assegnare i moduli prefabbricati tramite il progetto “le tre chiavi di caiò” l’amministrazione comunale ha individuato alcune aree di proprietà comunale, ma con destinazione d’uso non abitativo, dove addirittura in alcuni punti sembrano insistere, attività commerciali, attività ludiche e attività sportive. A tutto questo va aggiunto che, l’ atteggiamento sociale poco consono alle regole civili, avuto da una minoranza di persone all’ interno dello stesso campo di Scordovillo, ha contribuito a tutta quella diffidenza che il resto della popolazione lametina ha oggi nei confronti di chi è lametino ma di etnia rom. Chiediamo di chiarire con atti alla mano, la “situazione reale” delle 60 famiglie residenti a Scordovillo, le uniche aventi diritto per come prevede la legge, ad avere un nuovo alloggio, sempre se gli stessi abbiano mantenuto negli anni i requisiti imposti dal regolamento comunale, bisogna stabile effettivamente se le 60 famiglie risiedono ancora a Scordovillo o meno, qualsiasi azione operata al di fuori di questo target a nostro avviso è illegittima e ai limiti della legalità. Ci rivolgiamo a quanti quotidianamente ci inondano di lamentele su presunte distinzione a favore di lametini di etnia rom al cospetto di chi rom non è,vi invitiamo a presiedere il Consiglio Comunale di giovedi 20 marzo, per capire realmente quello che avviene nel palazzo, guardare in faccia le persone che eventualmente voteranno a favore dell’ assegnazione di alloggi ai lametini di etnia Rom proprio nel mentre le famiglie tutte sono alle prese con la peggiore crisi del dopo guerra ad oggi. Naturalmente per le premesse fatte, diamo mandato al nostro rappresentante in Consiglio comunale di esprimere nettamente voto contrario alla proposta di Giunta comunale, che invece di risolvere la questione Scordovillo creerà soltanto un terremoto sociale, dopo quello Finanziario, ci sarà anche il dissesto sociale".
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