Lamezia Terme, 22 novembre 2018 - In una lettera al prefetto, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione dei dirigenti del Comune di Lamezia Terme.
"Le scriventi organizzazioni sindacali - so legge in una nota - rappresentative dell'Area II della Dirigenza (Regione ed Autonomie locali), a seguito dell’assemblea dei dipendenti della predetta Area del Comune di Lamezia Terme svoltasi in data 16 novembre 2018, con la presente intendono denunciare l'impossibilità dei Dirigenti ad espletare le previste funzioni per l'eccessivo carico di lavoro, aggravato dalla mancanza dei titoli accademici e della specifica formazione e competenza richiesta dai distinti settori tecnici.Ciò che fortemente preoccupa le scriventi è il fatto che di fronte alle previsioni dell’attuale macrostruttura (ben 13 settori/UOA), sono previste sette figure dirigenziali nel potenziale fabbisogno di personale, ma ne risultano in servizio soltanto tre, dei quali, nessuno possiede il titolo di laurea di Architetto e/o Ingegnere richiesti per l’espletamento dell’incarico e delle funzioni nei settori di edilizia privata; urbanistica; lavori pubblici, manutenzioni ecc.Il tutto è ancor più aggravato dalla mancanza di obiettivi ex ante, che a loro volta non possono aversi preventivamente e conformemente a norma poiché, sono mancanti, ormai sistematicamente dal 2014, gli strumenti normativi come il P.E.G. e il Piano della Performace o ancora peggio la mancanza dell'Organismo Indipendente di Valutazione, che non consentono di poter svolgere nel concreto le funzioni affidate, con il paradosso di maggiori responsabilità in plurimi settori, senza nessun riconoscimento di natura contrattuale. L'affidamento di incarichi, direttive e obiettivi avviene attraverso l'invio di semplici note, spesso ad oras e il più delle volte tendenti a trasferire semplicemente il prodotto di astratte responsabilità, emanate dalla Commissione Straordinaria, in pieno contrasto alle previsioni normative che disciplinano la genesi del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, con una preoccupante violazione della privacy, in quanto, frequentemente si riporta su atti ad evidenza pubblica, situazioni o condizioni di malattia, permessi o ferie, che nulla hanno a che fare con l'affidamento dell'incarico, minando in maniera immotivata e senza una evidente ratio la sfera personale e familiare dei Dirigenti.L’eccessivo carico di lavoro comporta disagio e malessere, in quanto la mancanza delle specifiche competenze tecniche espone i dirigenti a responsabilità non gestibili ed a continue “gogne mediatiche” , che ledono l’equilibrio psicofisico degli stessi oltre la normale tollerabilità trovandosi di fatto esposti al pubblico giudizio per impegni, atti e controverse procedure ascrivibili agli organi politici, rendendo vulnerabile l’autonomia del dirigente o comunque all'impossibilità di attuare valutazioni secondo criteri logico-razionali riconducibili alla carenza di conoscenza di norme tecniche che li espone all'intollerabile rischio di arbitri, o meglio, che vengono percepiti come tali dai destinatari dei provvedimenti/determinazioni. Ancora, per le predette dolose carenze allo stato, vanno assolutamente previste alcune disposizioni di salvaguardia, ciò per evitare che un’eccessiva indeterminatezza faciliti la possibilità di riscontrare quell’elemento psicologico della “colpa” del dirigente, dal momento che è di tutta evidenza che il rapporto di lavoro degli stessi (attuali dirigenti) risulta totalmente stravolto dalle funzioni assegnate e dalla carenza di personale, con prevedibili ricadute in termini di conflittualità, anche alla luce delle situazioni di tensioni che si registrano sul territorio lametino, come il folto corteo di protesta di Venerdì 16 Novembre u.s. che si è concluso innanzi alla Sede municipale e che ha visto I Dirigenti , e gli latri lavoratori, destinatari delle proteste dei cittadini al pari della terna Commissariale.E’ da riconsiderare e in ogni caso da precisare meglio e in termini urgenti; chiari e convincenti, l’articolazione del ruolo dei dirigenti del Comune di Lamezia Terme, definendo necessariamente l’organizzazione dei ruoli e delle funzioni in base alle attitudini, professionalità, competenze e specifici titoli accademici negli ambiti tecnici, con l’obiettivo di eliminare le incongruenze ed i contrasti che vanno oltre alla corretta applicazione della legge, provando con ciò a chiarire le ambiguità e i molti punti oscuri che vivono quotidianamente i dirigenti attualmente in servizio al Comune di Lamezia Terme. Preoccupa altresì le scriventi OO.SS., l’evidente e programmatica volontà di precarizzare, dequalificare e mortificare la dirigenza di ruolo, con il persistente schema adottato dal vertice politico dell’Ente, rappresentato dalla Commissione Straordinaria, che persevera e ufficializza impropriamente un distorto meccanismo generalizzato ed indiscriminate di assegnare funzioni tecniche a dirigenti amministrativi, determinando uno svuotamento del ruolo manageriale, a fronte di un incremento delle responsabilità. Lamezia Terme, 22 novembre 2018 - In una lettera al prefetto, le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione dei dirigenti del Comune di Lamezia Terme. "Le scriventi organizzazioni sindacali - so legge in una nota - rappresentative dell'Area II della Dirigenza (Regione ed Autonomie locali), a seguito dell’assemblea dei dipendenti della predetta Area del Comune di Lamezia Terme svoltasi in data 16 novembre 2018, con la presente intendono denunciare l'impossibilità dei Dirigenti ad espletare le previste funzioni per l'eccessivo carico di lavoro, aggravato dalla mancanza dei titoli accademici e della specifica formazione e competenza richiesta dai distinti settori tecnici.Ciò che fortemente preoccupa le scriventi è il fatto che di fronte alle previsioni dell’attuale macrostruttura (ben 13 settori/UOA), sono previste sette figure dirigenziali nel potenziale fabbisogno di personale, ma ne risultano in servizio soltanto tre, dei quali, nessuno possiede il titolo di laurea di Architetto e/o Ingegnere richiesti per l’espletamento dell’incarico e delle funzioni nei settori di edilizia privata; urbanistica; lavori pubblici, manutenzioni ecc.Il tutto è ancor più aggravato dalla mancanza di obiettivi ex ante, che a loro volta non possono aversi preventivamente e conformemente a norma poiché, sono mancanti, ormai sistematicamente dal 2014, gli strumenti normativi come il P.E.G. e il Piano della Performace o ancora peggio la mancanza dell'Organismo Indipendente di Valutazione, che non consentono di poter svolgere nel concreto le funzioni affidate, con il paradosso di maggiori responsabilità in plurimi settori, senza nessun riconoscimento di natura contrattuale. L'affidamento di incarichi, direttive e obiettivi avviene attraverso l'invio di semplici note, spesso ad oras e il più delle volte tendenti a trasferire semplicemente il prodotto di astratte responsabilità, emanate dalla Commissione Straordinaria, in pieno contrasto alle previsioni normative che disciplinano la genesi del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, con una preoccupante violazione della privacy, in quanto, frequentemente si riporta su atti ad evidenza pubblica, situazioni o condizioni di malattia, permessi o ferie, che nulla hanno a che fare con l'affidamento dell'incarico, minando in maniera immotivata e senza una evidente ratio la sfera personale e familiare dei Dirigenti.L’eccessivo carico di lavoro comporta disagio e malessere, in quanto la mancanza delle specifiche competenze tecniche espone i dirigenti a responsabilità non gestibili ed a continue “gogne mediatiche” , che ledono l’equilibrio psicofisico degli stessi oltre la normale tollerabilità trovandosi di fatto esposti al pubblico giudizio per impegni, atti e controverse procedure ascrivibili agli organi politici, rendendo vulnerabile l’autonomia del dirigente o comunque all'impossibilità di attuare valutazioni secondo criteri logico-razionali riconducibili alla carenza di conoscenza di norme tecniche che li espone all'intollerabile rischio di arbitri, o meglio, che vengono percepiti come tali dai destinatari dei provvedimenti/determinazioni. Ancora, per le predette dolose carenze allo stato, vanno assolutamente previste alcune disposizioni di salvaguardia, ciò per evitare che un’eccessiva indeterminatezza faciliti la possibilità di riscontrare quell’elemento psicologico della “colpa” del dirigente, dal momento che è di tutta evidenza che il rapporto di lavoro degli stessi (attuali dirigenti) risulta totalmente stravolto dalle funzioni assegnate e dalla carenza di personale, con prevedibili ricadute in termini di conflittualità, anche alla luce delle situazioni di tensioni che si registrano sul territorio lametino, come il folto corteo di protesta di Venerdì 16 Novembre u.s. che si è concluso innanzi alla Sede municipale e che ha visto I Dirigenti , e gli latri lavoratori, destinatari delle proteste dei cittadini al pari della terna Commissariale.E’ da riconsiderare e in ogni caso da precisare meglio e in termini urgenti; chiari e convincenti, l’articolazione del ruolo dei dirigenti del Comune di Lamezia Terme, definendo necessariamente l’organizzazione dei ruoli e delle funzioni in base alle attitudini, professionalità, competenze e specifici titoli accademici negli ambiti tecnici, con l’obiettivo di eliminare le incongruenze ed i contrasti che vanno oltre alla corretta applicazione della legge, provando con ciò a chiarire le ambiguità e i molti punti oscuri che vivono quotidianamente i dirigenti attualmente in servizio al Comune di Lamezia Terme. Preoccupa altresì le scriventi OO.SS., l’evidente e programmatica volontà di precarizzare, dequalificare e mortificare la dirigenza di ruolo, con il persistente schema adottato dal vertice politico dell’Ente, rappresentato dalla Commissione Straordinaria, che persevera e ufficializza impropriamente un distorto meccanismo generalizzato ed indiscriminate di assegnare funzioni tecniche a dirigenti amministrativi, determinando uno svuotamento del ruolo manageriale, a fronte di un incremento delle responsabilità. Per quanto sopra sinteticamente denunciato e rilevato, con ampio mandato ricevuto dai lavoratori presenti durante la sopra citata assemblea, le firmatarie e rappresentative Organizzazioni Sindacali indicono lo stato di agitazione del personale dell’Area della Dirigenza del Comune di Lamezia Terme. I contenuti della vertenza che vede coinvolte le OO.SS. in intestazione possono essere così riassunti:1)Mancata adozione del piano degli obiettivi;2)Mancanza di direttive ex art. 4 D.Lvo. 165/2001;3)Aggiornamento del sistema di valutazione dei dirigenti, in base al corrente assetto organizzativo e alle vigenti previsioni normative;4)Assenza dell’O.I.V. e/o Nucleo di Valutazione;5)Assenza pluridecennale della C.D.I. Aziendale;6)Mancata apertura dei tavoli di contrattazione aziendale, normativo ed economico.Per quanto rappresentato le scriventi OO.SS. si riservano di promuovere tutte le azioni e le iniziative sindacali necessarie a tutela e salvaguardia dei lavoratori interessati, al ripristino di corrette relazioni sindacali, per addivenire alla risoluzione delle prospettate problematiche che impediscono una corretta gestione amministrativa dell'Ente e operare nel pieno rispetto di norme, leggi e regolamenti, nell’interesse e a difesa dei diritti del personale Dirigente dell’Ente. Chiedono al prfetto di Catanzaro - conclue la nota - di voler convocare le parti per la procedura di raffreddamento, riservandosi di esporre, nell’auspicato incontro, quegli approfondimenti che lo spazio di una nota non consente di affermare".
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