Crapis GiandomenicoLamezia Terme, 24 aprile 2016 - "L’Amministrazione in carica, che si lamenta un giorno sì e l’altro pure, forse per mascherare una certa propria inconcludenza, potrebbe invece adoprarsi per fare cose: magari, come evidenzieremo, senza spendere un euro. Una di queste cose sarebbe l’istituzione del nuovo “Archivio storico comunale”  con relativo regolamento, dove allocare il patrimonio documentale amministrativo della città, un patrimonio che da vari decenni versa in uno stato di semiabbandono".

E' quanto chiede Giandomenico Crapis, già cinsigliere comunale ed esponete di Sinistra italiana. "A tale proposito - prosegue - è bene segnalare che c’è una pratica approntata dalla precedente Commissione Cultura, esaminata ed approvata congiuntamente alla prima commissione permanente (quella competente per i regolamenti): la pratica, che  arrivò in consiglio comunale in una delle ultime sedute senza essere approvata per lo sfilacciamento dei gruppi oramai in campagna elettorale, fu il frutto dell’impegno dei  componenti delle suddette commissioni ed in particolare dell’iniziativa della consigliera  Benincasa  all’epoca presidente della Commissione Cultura. Il regolamento, che, vogliamo sottolinearlo, fu redatto con la consulenza gratuita di una esperta di valore, l’archivista professoressa Rosella Folino Gallo, è pronto per essere ripreso, riportato in consiglio ed approvato. Si farebbe così, senza spendere nulla, una cosa buona e giusta, oltre che un gran bene alla città istituendo un Archivio che possa raccogliere gli atti e i documenti  della vita amministrativa cittadina, sottraendoli all’incuria e all’abbandono: un servizio essenziale per garantire la salvaguardia della memoria storica della nostra comunità. Atti e documenti che versano da decenni in condizioni inenarrabili e che rischiano di perdersi o di decomporsi definitivamente aggrediti dalla polvere, dalla muffa, dall’umidità, per non dire altro, sarebbero così finalmente tutelati e potrebbero essere catalogati e conservati nel tempo per essere consultati da studiosi o semplici cittadini. Non mancano gli spazi, visto che numerosi sono i palazzi storici ristrutturati dalla passata amministrazione che aspettano solo di essere utilizzati. Il regolamento comunque individuava in ogni caso la possibilità di allocare l’archivio Storico Comunale di Lamezia Terme proprio presso il Palazzo Nicotera dove ha sede la Biblioteca Comunale, ma anche di dotarlo di sedi periferiche collegate, corrispondenti agli ex Municipi di Sambiase e Sant’Eufemia, visto che qui sono conservati gli atti risalenti fino a l 4 gennaio 1968. Questo - conclude Crapis - è (solo) un esempio (altri ne potremmo fare, e ne faremo) di cosa si riuscirebbe a fare a costo zero nell’interesse di questa comunità, e senza doversi inventare niente, se ci fosse la voglia. Invece di perdere tempo nello stucchevole gioco dello scarica-barile".