Lamezia Terme, 4 gennaio 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. Abbiamo assistito, negli ultimi giorni di fine anno, all’ennesimo carosello politico che ha visto alternarsi destra e sinistra sul futuro della Lamezia Multiservizi Spa, sulle sue responsabilità amministrative, sui suoi ritardi circa l’applicazione dell’esito referendario. Proviamo a mettere ordine sullo stato della lotta per la ripubblicizzazione del Servizio idrico integrato in città e nel resto della regione.
Come al solito è sempre molto semplice provare ad appropriarsi di vittorie altrui. Vittorie che, lo volgiamo ricordare, sono state l’emblema di una vertenzialità dal basso portata avanti da diverse centinaia di forze sociali che hanno fatto della democrazia partecipativa e della difesa dei beni comuni, il proprio vessillo; non certamente quella della xenofobia, del razzismo e della reazione che contraddistingue certe forze politiche. Tralasciando il piccolo teatrino cittadino tra forze politiche, è innegabile che restano in piedi alcune grandi questioni che a nostro avviso possono essere affrontate e risolte se si guarda al bene collettivo di una comunità. Lasciare, ad esempio, all’asciutto e per diversi giorni, un intero quartiere come Sambiase non è certamente piacevole. Quello delle condotte obsolete è un problema che da sempre abbiamo denunciato. Questa attacco però va indirizzato, come abbiamo sempre fatto a livello regionale, al soggetto direttamente responsabile di tale scarsa (o nulla) manutenzione ordinaria e straordinaria, cioè la Sorical Spa. Perché nella sua amministrazione ricadono le condotte che hanno subito ripetutamente dei danni.
Non spetta certo a noi difendere una Società per azioni, quale la Lamezia Multiservizi; chi ci ha seguito nelle nostre vertenze ed iniziative pubbliche sa che come promotori del referendum del 2011 siamo per una gestione interamente pubblica e partecipata, perché siamo convinti che l’unico modo per bloccare inefficienze e processi di burocratizzazione sia la gestione diretta e partecipata dei lavoratori e degli abitanti di Lamezia Terme tramite la messa in campo di processi partecipativi concreti. Questo perché l’acqua ed i beni comuni devono stare fuori dal mercato.
Non ci convince poi l’uso strumentale di una nostra sofferta ma importante vittoria, quella della modifica della statuto comunale che all’art. 3 comma “e” introduce un elemento di salvaguardia del bene acqua affermando che “la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici”.
Questo articolo può sembrare ovvio e scontato ma ha messo al riparo da possibili e futuri tentativi di privatizzare (ulteriormente) il servizio idrico in città e garantisce l’accesso al minimo vitale per tutti i cittadini.
Ciò non toglie però che l’acqua va pagata individuando “chi, come ed in che misura” e salvaguardando le fasce popolare e meno abbienti. Ad ogni modo, questo elemento se pur fondamentale non ha però mutato l’indirizzo privatistico della Multiservizi che resta appunto, pur sempre una Società per Azioni quindi assoggettata al diritto privato.
Un ulteriore problema, questo, che ha portato il Comitato Lametino Acqua Pubblica ad una lunga e difficile vertenza contro il comune di Lamezia Terme e che ha avuto come frutto l’apertura di un Tavolo Tecnico per la creazione di una azienda Speciale di diritto pubblico.
A tal riguardo anche durante l’incontro tenutosi lo scorso 27 ottobre tra Comitato, Amministrazione Comunale e direzione Multiservizi abbiamo rimarcato l’importanza di riprendere e sostenere il lavoro del Tavolo Tecnico per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato.
Il Sindaco e l’Assessore hanno dichiarata la loro disponibilità immediata a proseguire con il Tavolo. Il sindaco stesso ha dichiarato di mettersi subito in contatto con il proprio ufficio legale per riprendere il filo della discussione interna e reperire tutta la documentazione necessaria. Lo stesso Presidente della Multiservizi durante tale incontro ha comunicato che non è intenzione della Direzione aziendale e dell'Amministrazione inserire soci privati nella Spa a totale capitale pubblico. Tutto questo ci fa ben sperare in una conclusione dell’iter di creazione dell’Azienda Speciale Pubblica entro il 2016.
Noi dal canto nostro continueremo a proporre iniziative di discussione e mobilitazione cittadina per informare i lametini sullo stato dell’arte e sui tentativi locali, regionali e nazionali di attacco ai beni comuni, in primis l’acqua, perché il nostro sederci ad un tavolo non è un voler trovare forme di “mediazione” con la controparte ma è frutto di una vertenzialità diffusa sul territorio che non fa sconti a nessuno perché il nostro obiettivo è e rimane la ripubblicizzazione in chiave partecipativa del servizio Idrico.
E’ innegabile poi che il percorso di ripubblicizzazione cittadino sarà fortemente influenzato dalla nostra capacità di bloccare i tentativi del Governo Renzi e del presidente Oliverio di privatizzazione e dismissione delle partecipate. Perché da un versante - quello nazionale - si vuole rendere inefficace l’esito referendario promuovendo e sostenendo processi di privatizzazione ed accorpamento (vedi Sblocca Italia, DDL Madia e Patto di Stabilità) mentre sull’altro versante – quello regionale - la strategia di medio lungo termine è quella di rimettere in piedi il carrozzone Sorical con tutti i suoi interessi “particolari”. A tal riguardo rimandiamo ad un dettagliato documento (http://www.abccalabria.org/11566-2/) che pur se si riferisce ad un’altra importante vertenza territoriale, quella di Cotronei, riporta puntualmente lo stato dell’arte sial sul piano nazionale che regionale rispetto ai processi di ripubblicizzazione. La lotta continua.
Si scrive acqua, si legge democrazia!
Comitato Lametino Acqua Pubblica
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