Lunedì, 25 Maggio 2026

Cotticelli SaverioCatanzaro, 7 novembre 2020 - Una vera e propria bufera si è scatenata sul commissario per il rientro del debito sanitario della Calabria, il generale dei carabinieri in pensione Saverio Cotticelli, nominato dal Governo 2 anni fa, dopo una sua intervista alla trasmissione di Raitre "Titolo V".

Cotticelli, in sostanza, ha sostenuto di non essere lui l'incaricato di redigere il piano anti Covid salvo poi scoprire da una comunicazione del ministero di essere proprio lui quello che doveva preparare il piano: "Si sono io. Per la prossima settimana sarà pronto. Cosa vuole che le dica, dottore - ha tentato di smarcarsi - tanto io domani mattina sarò cacciato". Parole profetiche, visto che stamani è intervenuto direttamente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per dire che "il commissario per la sanità in Calabria Saverio Cotticelli va sostituito con effetto immediato. Anche se il processo di nomina del nuovo commissario prevede un percorso molto articolato - ha aggiunto il premier - voglio firmare il decreto già nelle prossime ore: i calabresi meritano subito un nuovo commissario pienamente capace di affrontare la complessa e impegnativa sfida della sanità". Decisione confermata da fonti del ministero della Salute: "già nelle prossime ore è prevista la nomina del nuovo Commissario per la Calabria". Le stesse fonti sottolineano che "Cotticelli, sta presentando le sue dimissioni al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri". Dimissioni superate dagli eventi.

LE REAZIONI

Acerbo (Rifondazione comunista): quale competenza può avere un generale sui sistemi sanitari? Spettacolo desolante

Il servizio della trasmissione “Titolo V”, andata in onda su RaiTre e in particolare l'intervista al commissario per la sanità nominato dal governo Conte1, quello M5S-Lega e uno spettacolo desolante quanto a incompetenza manifesta in una regione che è diventata zona rossa perché la sanità pubblica è talmente malmessa che se cresce il numero dei pazienti covid non ci sarebbe la possibilità di assisterli.Chi è questo commissario che non sa nemmeno dove si trova ma che immagino sia ben retribuito? Un generale dei carabinieri in pensione. Quale competenza può avere un generale sui sistemi sanitari? Si direbbe poca, di certo ci ha messo poco impegno. Probabilmente ha preso la carica come un premio alla carriera dalla maniera con cui risponde. Fu nominato nel 2018 e la scelta fu annunciata dall'allora ministra della sanità Giulia Grillo (M5S ora dissidente con Di Battista) con squilli di trombe: "legalità!".La cosa ridicola è che la Lega (che era al governo quando fu nominato Cotticelli) ora chiede le dimissioni di Speranza. La stessa cosa fanno gli alleati dei leghisti di Fratelli d'Italia: Il presidente del Consiglio Conte comunica che Cotticelli sarà sostituito.In realtà viene fuori la pochezza dell'opposizione di destra quanto del governo. Che questo Cotticelli non stava facendo una mazza non se ne erano accorti durante l'estate? La destra che governa la Regione Calabria e il ministero della sanità avevano bisogno di un giornalista e di una trasmissione tv per accorgersene?La giunta regionale aveva chiesto la rimozione ? Lo ha fatto qualche parlamentare calabrese? E Speranza invece di scrivere un libro poi ritirato non se n'era accorto?Come mai si è arrivati a questo punto? La demagogia la può fare il cittadino al bar (ora neanche questo è possibile) non la classe dirigente che dovrebbe rendere conto del perché si sia determinata questa situazione.Una cosa è certa: con gli slogan qualunquistici e la riduzione della complessità della politica a questione di ordine pubblico non si va da nessuna parte. La rivoluzione è una cosa seria.

Maurizio AcerboSegretario nazionale Partito della Rifondazione comunista

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Sirianni (Segretario Pd Lamezia): una vicenda che indigna tutti i calabresi onesti

L’intervista al Commissario calabrese della Sanità Cotticelli alla trasmissione Titolo V di Rai Tre, conferma lo stato paludoso in cui si trova la sanità calabrese e indigna tutti i calabresi onesti che quotidianamente, sia come utenti che come operatori hanno a che fare con la Sanità.Indigna, pensando  alla prima intervista di Cotticelli che dichiarava:  ‘’ dove c’è inefficienza  c’è il malaffare’’; doveva aggiungere anche che l’incompetenza alimenta il malaffare. Indigna, pensando a quanti validi professionisti calabresi lasciano questa terra prestando la loro esperienza altrove, o altri che decidono di rimanere e operano con onestà e competenza e che non vengono mai valorizzati, importando questi ‘’campioni’’ solo in nome della legalità.Immagino quante dichiarazioni di soloni ci saranno nelle prossime ore, ma in questa vicenda non ci sono innocenti.E’ colpevole in primis Cotticelli che accetta un incarico del genere sapendo di essere un incompetente; E’ colpevole chi lo nomina e  chi lo riconferma, soprattutto quella forza politica che della competenza ne ha fatto un ‘’cavallo di battaglia’’;E’ colpevole chi da dieci mesi governa questa regione e che in piena emergenza Covid ha pensato ad attaccare i provvedimenti del governo, come sta facendo nelle ultime ore, convocando in barba allo statuto regionale, un Consiglio Regionale  ad hoc per impugnare il decreto sulla ‘zona rossa’;E’ altresì colpevole l’opposizione regionale perché non ha fatto fino in fondo il proprio lavoro; E’ colpevole il ministero della Salute che non ha  vigilato sull’operato del Commissario, ancora più colpevole se risponde al vero che abbia risposto alla richiesta di Cotticelli dopo quattro mesi. E’ opportuno che chi debba dare risposte e debba fare delle scelte, le faccia subito senza tentennamenti e mi auguro che questa ‘’squallida’’ vicenda sia da monito per l’immediato futuro, soprattutto per la mia parte politica; questa terra non ha bisogno di Commissari calati dall’alto per porre rimedio agli errori che la stessa politica compie, e soprattutto smettiamola di nominare prefetti, magistrati, generali e questori in pensione senza che abbiano  un minimo di competenza ma solo in nome della legalità, valorizziamo quanto di meglio questa terra esprime.

Antonio SirianniSegretario Pd Lamezia

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Parentela (M5S) chiede sostituzione immediata di Cotticelli e Crocco e ammonisce il rettore De Sarro, "dia gli spazi disponibili per i posti letto"

«Con l’entrata in vigore del nuovo decreto Calabria, che prevede misure e risorse per rilanciare la sanità regionale, i commissari Cotticelli e Crocco vanno sostituiti all’istante, come ripetiamo da molto tempo. Dopo la figuraccia di ieri alla trasmissione Rai Titolo V, è chiaro a chiunque che non possono stare al loro posto, nemmeno per un solo giorno». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Paolo Parentela, che prosegue: «I ministri Speranza e Gualtieri annotino e diano immediatamente l’atteso segnale: caccino gli attuali commissari alla sanità regionale e assieme richiamino alla responsabilità il rettore dell’Università di Catanzaro perché conceda il padiglione C del policlinico dell’ateneo al fine di attrezzare nuovi posti letto». «È assurda la mancanza di collaborazione del rettore, che evidentemente – attacca il deputato M5S – non ha compreso la gravità della situazione né il bisogno dei calabresi davanti all’aumento continuo dei casi Covid. L’ospedale catanzarese Pugliese-Ciaccio sta lavorando intensamente. Nella guerra sanitaria al virus, che vede impegnati e intasati tutti gli hub della Calabria, chi del policlinico universitario vuole ancora restare in giacca e cravatta e non sporcarsi le mani? Almeno in questa fase tanto drammatica, il rettore non pensa – domanda il parlamentare pentastellato – che il policlinico debba sdebitarsi con la Calabria, che alla struttura, priva di Pronto soccorso e per prassi politica esentata dall’emergenza-urgenza, ogni anno continua a corrispondere decine di milioni oltre quanto consentito dalle norme?». «Condivido – conclude Parentela – e sostengo la risolutezza del commissario straordinario del policlinico universitario, Giuseppe Zuccatelli, che giustamente ha alzato i toni nei confronti del rettore Giovambattista De Sarro, chiedendogli la disponibilità del padiglione C per aumentare i posti riservati ai pazienti Covid. Non è più tempo per mantenere rendite di potere. Se la Calabria è zona rossa, anche il rettore dovrebbe porgere qualche scusa ai cittadini».

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Giannuzzi (Confartigianato Turismo Catanzaro): Cotticelli? Non deve solo dimettersi, ma anche pagare i danni causati alla Calabria!

“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”. (Albert Eistein) Noi calabresi, ormai stanchi, al secondo giorno di un nuovo lockdown evitabilissimo, pretendiamo che siano presi provvedimenti dinnanzi alle incapacità del Commissaro Cotticelli. Pretendiamo che sia immediatamente sollevato dal suo incarico di commissario ad adacta della Sanità calabrese e con lui tutti coloro che in questo arco temporale, pur sapendo, non hanno fatto nulla per evitare un disastro annunciato già da tempo e confermato nel dpcm del 4 novembre.Non è concepibile né accettabile che, pur essendo ben a conoscenza dell’assenza di un “Piano Covid”, si sia giocato a scarica barile, deridendo tutti noi calabresi. La burocrazia è il male dell’Italia, ma con essa viaggiano l’incompetenza e l’improvvisazione. E noi non siamo più disposti ad accettare e subire alcun tipo di negligenza! Abbiamo affrontato, come il resto d’Italia, gli immensi sacrifici necessari nella prima ondata di questa terribile pandemia, lo abbiamo fatto per il bene nostro e per il bene di tutti, ma non siamo più disposti a stare al gioco di qualcuno che ci ride alle spalle, perché significherebbe distruggere definitivamente la nostra tenuta sociale, le nostre imprese, le nostre famiglie… il tutto per la superficialità degli uomini messi a gestire la nostra sanità con il Decreto Sanità (del governo gialloverde) e di nuovo assurdamente nominate poi dal governo giallorosso.Un “Piano Covid” non si prepara in un giorno, le terapie intensive non si allestiscono in 48 ore, non si gioca con la vita di una regione, ma è questo che è stato fatto. Ognuno ora si deve prendere le proprie responsabilità, che sia il governo centrale, così come quello regionale: oggi noi calabresi non abbiamo più solo paura, ma anche rabbia. La politica deve essere al servizio dei cittadini e non il contrario! La politica ha il diritto di tutelarli i cittadini, non può avere come unico scopo l’intascare lo stipendio a fine mese. Le parole di Cotticelli rilasciate alla trasmissione televisiva “Titolo V” di Rai 3, i ritardi di Arcuri e di Belcastro non devono rimanere impuniti: noi calabresi non accettiamo più di essere agnelli sacrificali, immolati all’incapacità di questi super manager! Dimissioni per tutti loro? Prima di tutto! Ma non solo: spetta a loro adesso pagare i danni che hanno causato alla Calabria come “zona rossa”. Devono essere loro a pagare i danni causati alla sanità, ai malati, ai morti di Covid nella nostra regione, alle aziende, agli imprenditori e ai lavoratori tutti che si trovano in ginocchio a causa delle loro incapacità!

Innocenza GiannuzziPresidente Confartigianato Turismo Catanzaro

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Federalberghi: rimaniamo basiti e sconvolti...

Il Generale disconosceva che era suo compito redigere e attuare il piano operativo Covid per la Regione Calabria; una comunicazione ministeriale di fine ottobre rimasta sulla scrivania e DALLO STESSO mai letta (in risposta ad un quesito posto solo a giugno – dopo 4 mesi - allo stesso ministero della sanità su chi dovesse predisporre ed attuare il piano) e consegnata da una persona dietro le quinte (Maria !!!) che gli consigliava, ad alta voce, di “andare preparato”. Abbiamo pertanto deciso di rivolgerci ai nostri legali della Federazione per attivare, laddove possibile, una Class Action oltre ad un'azione di responsabilità del Commissario che rappresenta lo Stato. La vicenda Covid ha ucciso un'economia turistica regionale (che ricordiamo era, solo fino a pochi giorni fa, considerata regione “verde” da parte dei mercati esteri – in primis la Germania) e, pertanto, non si può più rimanere inermi di fronte a dichiarazioni del genere che rappresentano la fotografia di un sistema sanitario regionale al collasso.

Federalberghi Calabria 

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D'Ippolito (M5S) su Cotticelli e Crocco: la loro inadeguatezza non si può scoprire oggi e la Regione ha gestito l'emergenza fino all'autunno

«Che Cotticelli e Crocco debbano essere sostituiti è evidente quanto lo sono le gravi carenze ed incertezze nella sanità calabrese in questa terribile pandemia». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che ricorda: «I due commissari alla sanità della Calabria avrebbero fatto meglio a dimettersi. Infatti, di recente avevano soltanto annunciato la loro uscita di scena, in seguito alle pesanti contestazioni ricevute all’ultimo tavolo interministeriale di verifica degli adempimenti del piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale. A marzo dello scorso anno avevamo avvertito che in una regione con la sanità commissariata non poteva affatto essere delegata la presidente della giunta regionale per la gestione dell’emergenza Covid, rimasta in capo alla medesima per diversi mesi. In ogni sede avevamo segnalato e argomentato l’inadeguatezza di Cotticelli e Crocco, che certamente non si può scoprire oggi, dopo l’imbarazzante intervista rilasciata dal primo, che non manleva la seconda, alla trasmissione Rai Titolo V». «Da tempo – continua il parlamentare del Movimento 5 Stelle – ripeto, e l’ho rimarcato nei giorni scorsi, che le polemiche devono cessare, che a stretto giro governo e Regione devono concordare un piano per l’emergenza Covid volto ad attivare alla svelta nuovi posti letto, ad assumere il personale sanitario indispensabile, a reperire strumenti per le cure e il monitoraggio dei casi, nonché per il tracciamento dei contatti e per garantire il corretto funzionamento del sistema di tutela della salute». «Con il nuovo decreto Calabria– conclude D’Ippolito – è possibile, ma con ben altra struttura commissariale, risolvere tutte quelle criticità che si sono registrate nei mesi scorsi; a partire dalla precarietà gestionale delle aziende del Servizio sanitario calabrese, dalla sovrapposizione di poteri, dalla dilatazione dei tempi burocratici per il potenziamento delle terapie intensive e dalla poca attendibilità e trasparenza, imputabile in primo luogo alla Regione, dei dati riguardanti i casi positivi».

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Graziano: In Calabria non ha fallito Cotticelli ma il sistema che gli sta dietro e che ha deciso di non decidere

«Avremmo voluto smentirci da soli, purtroppo però quanto fatto vedere ieri sera da Titolo Quinto altro non è che la sintesi di quello che sosteniamo da sempre. Il commissariamento della Sanità in Calabria è diventato un covo di inefficienze e un posto per gestire comando dall’alto. C’è un dato che non può passare inosservato. I tempi di risposta del Governo centrale sulla gestione del Covid: tre mesi per dire che il piano doveva essere gestito dalla struttura commissariale. Un disegno ordito prima della prematura scomparsa della presidente Santelli per far ricadere responsabilità sull’incolpevole amministrazione regionale di Centro Desta e tramutatosi dopo in un ottimo pretesto per dichiarare la Calabria “Zona rossa” e prendere tempo prima di andare ad elezioni. Una vergogna inaudita che smaschera un Governo finto moralista ma soprattutto mette in evidenza, ancora una volta, la fredda brutalità di calcolo del centro sinistra che regge il Dicastero della Salute». È quanto dichiara il presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, auspicando che, alla luce di verità inconfutabili emerse da un’inchiesta giornalistica, il Consiglio dei Ministri ed il Parlamento si determinino nel revocare il Decreto Calabria ed ogni commissariamento della Sanità nella nostra regione.«Il re è nudo. Non ci sono altre giustificazioni – aggiunge Graziano – dopo quello a cui hanno assistito ieri sera i calabresi. Il Commissariamento della sanità in Calabria è un grande circo politico, ahinoi, che ha messo in scena i suoi teatrini. Non ci sono giustificazioni. Oggi sappiamo che la Calabria è in lockdown per l’assenza voluta di un piano anti-covid e di interventi che potevano essere messi in campo negli ultimi sei mesi e che non sono stati fatti per scelta, decretando la macellazione sociale di un’intera regione. Non solo. L’inchiesta di Titolo Quinto – precisa - mette in luce la totale mancanza di una strategia per rimettere in piedi la disastrata sanità calabrese. E questo perché chi era deputato a farlo (il commissario) ha agito fino ad oggi solo su indicazioni del Governo e del Ministro della Salute che hanno, a loro volta, deciso di non decidere. Il debito è lievitato a dismisura, i servizi non ci sono e gli ospedali rimangono chiusi. Disarmante lo sguardo del viceministro Sileri nell’assistere al servizio in studio, uno dei pochi che ha sempre contestato lo strumento commissariale calabrese. E non si può generalizzare, tantomeno dire che questo è il fallimento della politica. No. Questo, semmai, è il fallimento di certa politica. Che ha sempre cercato di infilarsi in modo silente negli apparati istituzionali per gestire la macchina del servizio pubblico a proprio piacimento e per proprio tornaconto. Oggi non fallisce Cotticelli. Sarebbe troppo semplice. Oggi – dice il capogruppo Udc a Palazzo Campanella -  fallisce e viene smascherata la strategia perversa del Governo e del Ministero della Salute che, alla luce di quanto emerso, ha totale responsabilità sul caso Calabria. E pertanto dovrebbe subito dimettersi. Conte piuttosto che “correre subito ai ripari” e rifilarci un’altra sola con un nuovo commissario, dovrebbe revocare subito il Decreto Calabria e ridare la sanità in mano a chi è stato democraticamente eletto dai calabresi per governare la Regione. Stante il fatto che ormai sappiamo tutti – conclude - che i commissari sono figure che rispondono alla politica». 

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