Catanzaro, 23 luglio 2017 - Prende il via dalla Calabria il tour di presentazione della Relazione annuale Conti pubblici territoriali, che attraverserà tutto il territorio nazionale, voluto dall’Agenzia per la Coesione per diffondere icontenuti della Relazione 2017 e per valorizzare il ruolo della Rete dei Nuclei nell’ambito del Sistema Conti Pubblici Territoriali che ha in caricola misurazione e l’analisi, a livello regionale, dei flussi finanziari di entrata e di spesa delle amministrazioni pubbliche.
Si è svolto a Catanzaro, presso la sala verde della Cittadella regionale, l’incontro, organizzato in collaborazione con il Nucleo Cpt della Regione Calabria, che si è proposto come importante momento di approfondimento sulla dimensione economica regionale e sull’utilizzo delle risorse pubbliche in Calabria. L’evento, moderato dalla giornalista Concetta Schiariti, ha anche avuto l’obiettivo di stimolare il dibattito tra decisori e opinione pubblica sul corretto impiego dei dati raccolti,anche in funzione della gestione e della programmazionedelle risorse. Un aspetto, questo, che il dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione Calabria Paolo Praticò ha voluto sottolineare introducendo i lavori. Praticò ha ringraziato l’Agenzia per la Coesione per aver scelto la Calabria come regione da cui far iniziare la diffusione dei dati sulla spesa pubblica enfatizzando il significativo apporto svolto dalla Rete dei Nuclei nell’alimentare il Sistema Cpt. La responsabile del Sistema CPT e coordinatore del NUVECMariella Volpe ha illustrato i dati salienti della Relazione annuale Cpt che consente la lettura delle diverse componenti della spesa in Italia e nel Mezzogiorno e, al contempo, una valutazione delle modifiche intervenute negli ultimi anni con particolare attenzione alla spesa per lo sviluppo. Quest’ultima ha subito una forte contrazione a causa dalle politiche di riequilibrio dei conti pubblici e del rispetto del Patto di Stabilità Interno andando a limitare la programmazione e la realizzazione di investimenti. Infatti, la spesa in conto capitale italiana erogata dal Settore Pubblico Allargato nel 2015 decresce ancora, risultando inferiore del 29 per cento rispetto al 2009; il suo rapporto al PIL passa dal 5,8 per cento del 2009 al 4,2 del 2015; gli investimenti, in particolare, si riducono del 38 per cento rispetto allo stesso anno, passando dal 4,3 al 2,7 per cento del PIL. Questa ulteriore riduzione deriva, tuttavia, dall’effetto combinato di una caduta consistente della spesa nel Centro-Nord (-9,8 per cento), compensata dall’aumento di spesa registrata nel Mezzogiorno (+7,0 per cento), fortemente sostenuta dalla spesa aggiuntiva derivante dalla chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013. Le risorse della politica aggiuntiva sono quindi divenute un autentico sostegno alla spesa pubblica soprattutto in corrispondenza della chiusura della programmazione comunitaria 2007-2013, quando il 72% degli investimenti nel meridione deriva da fondi europei. Tale scenario, ha rimarcato Mariella Volpe, se da un lato enfatizza il ruolo delle risorse aggiuntive,segnala allo stesso tempo la polverizzazione delle risorse della politica ordinaria, che giunge a rappresentare meno di un terzo del totale della spesa in conto capitale.Finito l’effetto della chiusura della vecchia programmazione, mentre ancora la nuova sta lentamente avviandosi, già nel 2016, la spesa per lo sviluppo è nuovamente tornata ai livelli del 2014. La ricomposizione dei livelli di spesa nel 2015 a favore del Mezzogiorno non ha tuttavia modificato la distribuzione delle risorse in alcuni settori rilevanti per l’erogazione di servizi collettivi che risultano nel Centro-Nord sempre nettamente superiori, soprattutto con riferimento ai servizi essenziali: politiche sociali, sanità, reti infrastrutturali e mobilità.
Rosaria Guzzo, responsabile del Nucleo regionale CPT Calabria e dirigente del settore Ragioneria generale ha relazionato, poi, su“Quindici anni di spesa pubblica locale in Calabria”. La spesa sostenuta dal Settore Pubblico Allargato dal 2001 al 2015 è pari a 400 milioni di euro; l’83% di questo ammontare è a carico della Pubblica Amministrazione. Nell’analisi della spesa della Amministrazione regionale va evidenziato che è assorbita per più del 75% dal settore della Sanità (circa 48 milioni), quasi 2 milioni nel 2000 a oltre 3,5 nel 2015. Altri principali settori di spesa sono l’ambiente (5% = poco più di 3 milioni), amministrazione generale e trasporti. In crescita gli impegni nell’ambito turistico. La seconda sessione dei lavori -dedicata ad una riflessione sul supporto che i risultati del lavoro possono dare alle politiche pubbliche - si è arricchita delle riflessioni offerte dal docente dell’Università di BariGianfranco Viestiche ha richiamato l’attenzione sul ruolo cruciale svolto dai fondi dell’unione Europea a fronte del crollo degli investimenti pubblici. Il Paese, tuttavia, rischia adesso di veder paralizzata la propria modernizzazione, rimanendo intrappolato nella crisi, se non vengono riattivati gli investimenti, siano essi pubblici che privati. Giuseppe Albanese della Banca d’Italia, nel rilevarela terziarizzazione dell’economia calabreseaccompagnata da un calo dei consumiin corrispondenza della crisi, ha voluto sottolineare l’importanza di migliorare la quantità della spesa e degli investimenti pubblici ma soprattutto di mettere al centro il “come si spende”. Determinanti sono, secondo Albanese, l’efficienza dell’apparato pubblico e delle procedure, la qualità dei progetti selezionati e, non da ultimo, la manutenzione dei beni pubblici esistenti e la necessità di creare occupazione.E un bene pubblico importante è la stessa banca dati offerta dal sistema CPT. Un patrimonio di informazioni al servizio dei decisori e dagli amministratori pubblici, così comedescritto da Rosanna Nisticò dell’Università della Calabria, perché in grado di spiegare le disparità tra i vari territori in termini di progresso economico e sociale. Le disuguaglianze nei servizi essenzialisulla base di differenti tipologia di spesa in settori come le politiche sociali e la sanità, ha affermato la professoressa Nisticò, hanno dirette implicazioni sul diritto di cittadinanza e sulla qualità della vita.Il valore del confronto sull’utilizzo delle risorse pubbliche per lo sviluppo dei territori è stato riconosciuto anche nel corso degli interventi dei rappresentanti del partenariato economico sociale che hanno contribuito ad approfondire il livello di analisi, testimoniando le proprie visionied istanze. Il dibattito - al quale hanno partecipato anche il portavoce del Forum Terzo Settore Gianni Pensabene, la presidente di Legacoop Calabria Angela Robbe, il responsabile dell'Osservatorio delle Regioni SvimezGiuseppe Sorieroe il delegato del presidente della Regione Calabria alla Sanità Franco Pacenza- ha puntato, infatti, sulla responsabilizzazione degli attori locali, ad ogni livello, per sostenere il percorso di sviluppo e di crescita della Calabria.
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