Venerdì, 05 Giugno 2026

Fazzalari ErnestoReggio Calabria, 26 giugno 2016 - E' stato arrestato questa mattina il boss della 'ndrangheta Ernesto Fazzalari, 46 anni, latitante da 20 anni e ritenuto il secondo ricercato per importanza e pericolosità dopo Matteo Messina Denaro. L'uomo ha una condanna all'ergastolo per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi ed altro.

A darne notizia, in un tweet, il premier Matteo Renzi. "Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato - ha poi affermato - e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Viva l'Italia!". Fazzalari è stato bloccato a Taurianova all'interno di un'abitazione in un complesso di caseggiati a ridosso di un'impervia area aspromontana.

Il blitz

Il latitante è stato sorpreso nel sonno dai militari nell'abitazione che utilizzava come covo nella zona di Taurianova. L'uomo non ha opposto resistenza e subito dopo l'irruzione dei militari del Gis ha fornito le proprie generalità lasciandosi ammanettare. Nel corso della successiva perquisizione i carabinieri hanno trovato una pistola, con relativo munizionamento, che Fazzalari non ha avuto il tempo di utilizzare. Nella casa, insieme al latitante, era presente anche una donna di 41 anni che è stata arrestata con l'accusa di procurata inosservanza di pena e concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione. Nella casa è stato trovato anche altro materiale ritenuto d'interesse e che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

Le reazioni


Cafiero De Raho: arresto storico

“L’arresto di Ernesto Fazzalari è un arresto storico, perché erano anni che questo latitante, che costituisce un capo della cosca omonima, era ricercato e mai si era riusciti ad arrivare sulle sue tracce”. Lo ha detto il procuratore capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, nel corso della conferenza stampa tenuta presso il Comando provinciale dei Carabinieri, commentando la cattura del latitante di ‘ndrangheta Ernesto Fazzalari. “Non è un caso – ha aggiunto Cafiero De Raho – che ciò avvenga in un momento così felice di attività investigativa portata avanti con tanti risultati. Come dissi qualche anno fa, certamente la procura avrebbe assicurato una eguaglianza di diritti e soprattutto un avanzamento, quell’avanzamento che voleva rappresentare uno Stato che non avrebbe guardato in faccia nessuno e nello stesso momento avrebbe avuto la forza comunque di andare avanti come una macchina. E così è stato”. Con la cattura di Fazzalari viene azzerata la lista dei principali latitanti in Calabria: “Non abbiamo quasi più latitanti. I latitanti storici – ha commentato il procuratore capo – sono stati presi tutti, ora ci tocca individuare quelle latitanze secondarie di personaggi anche importanti, ma il fatto che in Calabria non ci siano piu’ latitanti e’ veramente un ulteriore traguardo che è stato raggiunto. Il livello sale sempre di più”. Cafiero De Raho, inoltre, ha offerto una lettura sulla cattura del latitante nel cuore del suo territorio: “Fazzalari lo abbiamo preso a Taurianova. Taurianova è un luogo in cui le cosche dominano e controllano zolla di terreno per zolla di terreno. Tanto è vero che Fazzalari si riteneva sicuro nel luogo in cui è stato trovato, perché era solo insieme alla compagna, non aveva un guardaspalle, non aveva persone attorno, non aveva nessuno. E perché questo? Perché si riteneva certamente protetto dal territorio. Riteneva che la propria cosca fosse così forte da comunque fargli pervenire un segnale di pericolo. Nessun segnale di pericolo gli era arrivato, e l’attività investigativa che è stata sviluppata e’ stata così approfondita e così riservata da non dare la benché minima traccia o sospetto in nessuno”. Merito, secondo il procuratore, di una squadra in cui tutti hanno remato dalla stessa parte: “I carabinieri sono stati eroici. La forza della ‘ndrangheta è l’appartenente alle forze dell’ordine colluso, il magistrato che si comporta in un certo modo con la 'ndrangheta, quando addirittura non sia esso stesso responsabile di gravi reati che lo avvicinano alla ‘ndrangheta. Ebbene, in una situazione qual e’ appunto il tessuto sociale in cui in Calabria ci muoviamo, è evidente che arrivare a Taurianova, in una villetta, e fare un intervento di questo tipo e un’attività investigativa di questo tipo, non puo’ passare sotto silenzio, credo che sia un fatto che va trattato esaltando il momento di grande successo di uno Stato che continua ad andare avanti superando qualunque barriera, e soprattutto il silenzio della gente”. La cattura del latitante, secondo il procuratore, rappresenta anche un ulteriore segnale di speranza alla società oppressa dal giogo della ‘ndrangheta: “In passato ho detto, la gente la comprendo, perché avere paura e non parlare, in una situazione in cui le cosche dominano occupando ogni spazio di libertà della gente, è certo che si ha paura. Pero’ credo che la situazione è cambiata, abbiamo dei testimoni che sono commercialisti, imprenditori, abbiamo degli arresti eccellenti, non abbiamo più latitanti. Questo che significa? Che non esistono territori indenni dal controllo dello Stato. E’ questo l’elemento che secondo me va sottolineato e va portato alla gente perché possa riflettere sull’importanza di una collaborazione. Oggi - ha concluso Cafiero De Raho - possono collaborare, perché nello Stato hanno magistrati e appartenenti alle forze dell’ordine che sono dalla loro parte, che sono pronti ad andare contro chiunque, anche coloro che appartengono agli stessi organismi in cui noi stessi operiamo, perché noi non guardiamo in faccia a nessuno. Applichiamo la legge  sempre e comunque”.

 

"E' stata un'operazione da manuale, corale" ha detto il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, che ha ricordato l'impegno "dell'Arma territoriale, dalla Stazione alla Compagnia, dal Comando provinciale sino a quello regionale, insieme ai carabinieri del Gruppo intervento speciale (Gis) e dei Cacciatori di Calabria. L'arresto di Fazzalari - ga concluso  è il coronamento di un'intensa e articolata attività di indagine efficacemente diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria".

Renzi: una bellissima notizia!

Una bellissima domenica! Questa notte i Carabinieri hanno arrestato in Aspromonte Ernesto Fazzalari, ricercato da vent'anni, considerato il secondo latitante più pericoloso d'Europa e il più feroce capo della ndrangheta. Un'operazione molto difficile resa possibile dalla professionalità e della dedizione delle forze dell'ordine e dei magistrati. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Continuiamo a combattere la criminalità ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare. Viva l'Italia! (Ansa)

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