Mercoledì, 22 Luglio 2026

Perri Giuseppe AspCatanzaro, 25 maggio 2016 - Dichiarazione del Direttore generale dell'Asp, Giuseppe Perri ai rilievi mossi da più parti contro l’Atto aziendale. “In relazione ad alcuni articoli apparsi sugli organi di stampa ed altre note prodotte sulla scia dei medesimi nel malcelato tentativo di produrre un qualche ritardo nella istruttoria dell'atto aziendale, si deve in primo luogo mettere nella più ampia evidenza che l’atto aziendale è espressione di autogoverno imprenditoriale, che deve essere inteso secondo i criteri, principi e logica di diritto comune, che delinea il percorso organizzativo e funzionale della stessa azienda, in conformità ai nuovi processi delineati dalle apposite normazioni in materia tutte richiamate nei Decreti del Commissario ad Acta al Piano di rientro.

Tanto precisato si chiarisce come non sia previsto alcun parere da parte della conferenza dei sindaci sull'atto aziendale e che nondimeno lo stesso è stato inviato al sindaco di Catanzaro nella sua qualità di Presidente della stessa conferenza per mero garbo istituzionale, precisando comunque che eventuali osservazioni potranno comunque essere recepite dall'azienda e proposte a modifica in sede di confronto con gli organismi istituzionalmente deputati al controllo. Nonostante la funzione propria dell’atto aziendale, come si desume dall’intento legislativo e dalla normativa, ex art.3 d.lgs.229/99, sia quella di delineare l’organizzazione ed il funzionamento delle Aziende, valorizzandone l’autonomia imprenditoriale, la direzione dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro si è confrontata con l'alta dirigenza aziendale, nella sua massima espressione del collegio di direzione, e con le OO.SS. della dirigenza e del comparto.  Nell'occasione l'azienda ha raccolto da parte di tutti apprezzamenti per il metodo utilizzato e per la decisione di rappresentare proposte di modifiche ai decreti commissariali utilizzando lo strumento dell'atto aziendale. La direzione aziendale ha anche ritenuto di dover accogliere alcuni suggerimenti o di modificare alcune decisioni in relazione a criticità emerse nel corso della presentazione dell'atto aziendale. Viene il dubbio allora che le accuse di decisioni verticistiche, peraltro previste dalla legge, celino tentativi "di parte" per raggiungere obiettivi altri, intuibili ma non esplicitamente dichiarabili. Ulteriormente, si ritiene di dover osservare che uno dei principi ai quali ci si è attenuti è stato quello del rispetto del principio secondo cui la classificazione delle unità operative abbia una corrispondenza nel "peso" che le stesse unità operative hanno nell'organizzazione in termini di attività, di risorse gestite, di valore strategico, ecc..  Altro criterio al quale ci si è doverosamente ispirati è stato quello di attribuire ad ogni disciplina una autonomia organizzativa e clinico assistenziale (struttura complessa o semplice dipartimentale) evitando, ove possibile, l'istituzione di strutture semplici sottoordinate a strutture complesse dirette da dirigenti di diversa disciplina o situate in presidi o distretti diversi. Tutto ciò anche nella considerazione che una diversa organizzazione non sarebbe stata in linea con una corretta responsabilizzazione della dirigenza, in contrasto dunque con una responsabile gestione del rischio clinico, oltreché un siffatto modello a matrice non è delineato nelle linee guida regionali ma è di oggettivo difficoltoso impatto nella attuale situazione culturale e logistica dell'azienda. Si mette in evidenza, altresì, che l'azienda ha rispettato il numero complessivo di strutture previste dalle linee guida regionali per la stesura degli atti aziendali, anche se con alcune variazioni relative alla loro classificazione, variazioni/proposte tutte dettagliatamente motivate in apposito razionale delle scelte organizzative adottate per le più opportune valutazioni del documento da parte della struttura commissariale, ma offerto anche alla lettura dei "liberi da pregiudizi".  Siamo certi infatti, che la rappresentazione motivata delle cose e delle scelte possa produrre con persone intellettualmente oneste una discussione critica, anche aspra, ma che l'arroganza delle aggressioni verbali, la mistificazione delle cose o peggio l'insulto e la volgarità possa solo essere rappresentativa della pochezza di argomenti.
In relazione ad alcune affermazioni apparse sugli organi di stampa relative a violazioni di legge nella stesura dell'atto aziendale restiamo in attesa delle osservazioni per poter puntualmente rispondere mentre, per quelle apparse sui giornali invitiamo chi ci accusa di comportamenti non conformi ad una più attenta lettura delle linee guida regionali per la stesura degli atti aziendali che, al contrario di quanto affermato, prevedono la collocazione in staff della struttura Programmazione e Controllo e l'istituzione di una struttura per la gestione del Centro Unico di Prenotazione.  Si invita, inoltre, chi oggi ci accusa a paragonare l'assetto organizzativo oggi proposto con quello proposto dalle precedenti gestioni aziendali per valutarne le differenze e per i quali non si rammenta un simile clamore. Infine in riferimento alla paventata chiusura di servizi ed attività si precisa che l'atto aziendale non indica le attività da svolgere nelle diverse sedi aziendali, che sono contenute invece nel funzionigramma e nel regolamento, ma individua le strutture organizzative per le quali è individuato un incarico dirigenziale di struttura semplice o complessa che, evidentemente, per essere individuata come tale deve avere un riferimento nelle linee guida regionali ed avere, tra l'altro, un numero di addetti ed un volume di attività tali da poterne giustificare l'esistenza. In buona sostanza non è prevista, né poteva ragionevolmente essere prevista, alcuna chiusura dell'Umberto I e dei poli sanitari dell'azienda, ma solo una diversa afferenza gerarchica degli stessi a unità operative distrettuali denominate Cure Primarie e che a differenza del precedente assetto sono individuate come strutture complesse. Pertanto per non allarmare inutilmente la popolazione assistita si afferma senza timore di alcuna smentita che non è stata ridotta alcuna attività assistenziale nella città di Catanzaro e che l'unica riduzione, questa sì molto chiara, è di qualche incarico dirigenziale per mantenere il quale, alcuni, sono disposti a preannunciare la fine del mondo”.

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