Lamezia Terme, 15 novembre 2013 - L’Unione nazionale Giudici di Pace e l’Associazione nazionale Giudici di Pace hanno proclamato uno sciopero generale della categoria: a partire dal 25 novembre 2013 e fino al 6 dicembre 2013 i Giudici di Pace non terranno le udienze e si asterranno dall’esercizio di ogni attività.
Acu Calabria e Konsumer Italia Regione Calabria intendono prestare il proprio sostegno ed esprimere solidarietà alla suddetta categoria di magistrati, da sempre importante punto di riferimento dei consumatori che individuano in tale magistrato il primo baluardo posto dall’Amministrazione giudiziaria a difesa dei propri diritti violati. L’amministrazione della giustizia in Italia ha un forte debito di riconoscenza nei confronti dei magistrati onorari, i quali in condizioni economiche e lavorative spesso disagiate garantiscono quotidianamente lo svolgimento di un servizio indispensabile con grande ed encomiabile spirito di sacrificio e senso del dovere. La Giustizia di Pace da ormai un ventennio smaltisce in tempi rapidissimi due milioni di controversie civili e penali l’anno, con una durata media dei processi inferiore all’anno e con costi venti volte inferiori a quelli dei Tribunali. I Giudici di Pace reclamano, per l’ennesima volta, l’attribuzione a loro favore degli stessi diritti fondamentali già garantiti dallo Stato a tutte le altre categorie di lavoratori, quali il riconoscimento delle tutele previdenziali ed assistenziali (anzianità, salute, maternità, famiglia), della continuità del servizio, della rappresentanza negli organi di autogoverno; - il tutto nell’ottica di garantire l’imparzialità, l’indipendenza e la professionalità del giudice. Acu Calabria e Konsumer Italia Regione Calabria, allo stesso tempo, intendono ricordare e ribadire la fondamentale importanza di strumenti alternativi al giudizio civile, quali la Conciliazione Paritetica e la Mediazione Civile e Commerciale, strumenti che nelle più moderne realtà europee ed extraeuropee, sono stati pensati, introdotti ed utilizzati con il fine principale di rappresentare uno strumento deflativo dell’enorme numero dei giudizi civili. La Conciliazione Paritetica è un metodo di risoluzione stragiudiziale delle controversie, che permette di dirimere i contenziosi tra consumatori e aziende in maniera rapida, semplice ed economica, utilizzando protocolli sottoscritti tra le associazioni dei consumatori e le singole aziende. Sono molteplici, infatti, gli episodi di violazione dei diritti dei cittadini consumatori, che non potrebbero, per natura o per il modesto valore economico, godere di una tutela adeguata ricorrendo alle vie giudiziarie. La Conciliazione Paritetica, pertanto, è lo strumento utilizzato dalle Associazioni dei Consumatori per la risoluzione delle più svariate problematiche e tra queste, tra l’altro, di quelle che nel quotidiano interessano più frequentemente gli utenti, quali ad esempio le problematiche riguardanti pacchi non recapitati, ritardo nella riattivazione del servizio telefonico, errori di fatturazione, ritardo dei treni o di riparazione di guasti, rappresentando anzi la conciliazione in alcuni casi un passaggio obbligatorio per accedere all’eventuale successivo giudizio. Svariate sono dunque le problematiche risolvibili con l’utilizzo di tale strumento, esistendo protocolli nazionali per i settori della telefonia, dell’energia, dei servizi bancari e finanziari, delle assicurazioni, dei trasporti e della mobilità, del turismo e del condominio. La procedura è gratuita per il consumatore, semplice ed attivabile attraverso la compilazione della relativa domanda, nonché caratterizzata da tempi brevi di durata, dalla possibilità di contraddittorio, dalla trasparenza e dalla libertà di scelta, essendo il consumatore libero in ogni momento di rifiutare di partecipare alla procedura di conciliazione, di recedere dalla stessa o di adire il sistema giudiziario. Allo stesso scopo, quale strumento deflativo dell’enorme contenzioso civile, è nato di recente l’istituto della Mediazione Civile e Commerciale di cui alla D.L. 4 marzo 2010 n. 28, che regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie in numerose materie. La mediazione è definita come l’attività svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. La conciliazione è il risultato, cioè la composizione della controversia a seguito dello svolgimento della mediazione. Il ricorso allo strumento della mediazione è peraltro obbligatorio, rappresentando una condizione indispensabile per accedere al successivo eventuale giudizio, in materia di condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. La mediazione si avvia tramite il deposito di una istanza presso un organismo di mediazione accreditato ed è caratterizzata anch’essa da tempi brevi di durata, da costi contenuti e prevedibili, dalla possibilità di controllo sul risultato, dall’attenzione posta sui reali interessi delle parti, dalla riservatezza e dalla libertà di scelta in ordine alla partecipazione ed alla sua accettazione. ACU Calabria e KONSUMER ITALIA Regione Calabria comunicano che le proprie sedi e sportelli sono a disposizione, gratuitamente, di tutti coloro che intendano attivare le procedure di conciliazione e di mediazione obbligatoria grazie ai rapporti convenzionali intrattenuti con l’organismo di mediazione APEC e con tutte le società che erogano servizi nel capo delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti.
Per KONSUMER ITALIA Regione Calabria
Avv. Nicola De Blasi
Per ACU Calabria
Avv. Sergio Tomaino
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