Ad adottarla sono oltre il 50% tra le grandi e il 15% tra le piccole, ma almeno sei imprese su dieci, pur interessate, sono costrette a rinunciarvi per carenza di competenze. I dati, annuncia una nota, saranno presentati e analizzati nella seconda Giornata del Mezzogiorno, promossa dalla Camera di Commercio di Bari e in programma il 24 settembre, nell'ambito della 89/a Fiera del Levante di Bari.
Giuseppe Francesco Italiano, professore ordinario di Ingegneria informatica e prorettore per l'Artificial Intelligence e le Digital Skills alla Luiss Guido Carli, spiega nella nota che "il vero ostacolo ha un nome: competenze, non tecnologia. Il 58,6% delle Pmi italiane indica la mancanza di competenze digitali come primo freno all'adozione dell'Ia, ma solo il 7% ha avviato percorsi di formazione strutturati sul tema". Ad aprire i lavori sarà Marco Camisani Calzolari, esperto dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, nonché membro del Comitato di coordinamento per la Strategia Nazionale per l'Intelligenza Artificiale 2026-2028.
"L'Italia è il paese europeo più avanzato nella regolamentazione dell'Intelligenza artificiale - spiega Calzolari - . È il primo paese ad aver fatto una legge dedicata in Europa. Per i modelli di frontiera invece l'Europa è indietro rispetto a Cina e Usa. Ma la strada c'è e il sud può diventare l'hub centrale dell'IA italiana". "La nostra seconda Giornata del Mezzogiorno vuole portare un contributo di riflessione e di proposte su alcune questioni che l'avvento dell'Intelligenza Artificiale pone a tutti noi, alle istituzioni pubbliche, al mondo dell'istruzione, a quello dell'imprenditoria" dichiara la presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie. (Ansa)
