Scienziati del Babraham Institute, vicino a Cambridge, in collaborazione con colleghi dell'Università statale di Campinas a San Paolo e dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, hanno dimostrato che le sostanze chimiche prodotte dai batteri nell'intestino dalla digestione di frutta e verdura, chiamate acidi grassi a catena corta, possono influenzare la composizione del genoma delle cellule che compongono il rivestimento intestinale e quindi influenzarne il comportamento. Aumentano infatti il numero di marcatori chimici (crotonilazioni) su alcune regioni del genoma, bloccando una classe di proteine chiamate HDAC, tra cui HDAC2, implicata nello sviluppo delle neoplasie. Comunicando in questo modo, i batteri possono influire sulla risposta dell'organismo al tumore e aiutare a prevenire così alcuni tipi di cancro. Studiando i topi che avevano perso la maggior parte dei batteri nel loro intestino, i ricercatori hanno infatti mostrato che le loro cellule contenevano più proteina HDAC2 rispetto al normale, caratteristica che altri studi hanno collegato ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto. "Il nostro studio offre un nuovo interessante target di farmaci da studiare ulteriormente", ha dichiarato il primo autore della ricerca, Rachel Fellows.(Ansa)




