Cosenza, 3 ottobre 2020 - "Prima Carlo Levi ci ha edotti sul fatto che “le parole sono pietre”, denunciando le sopraffazioni subite dai contadini siciliani, privati dei diritti costituzionali per garantire i privilegi dei benestanti. Poi, Dario Paccino, a metà degli anni 90’, nell’epoca della comunicazione globale, ci ha resi consapevoli del fatto che le stesse parole diventano o possono velocemente diventare persino macigni".