Lamezia Terme, 22 agosto 2022 - "Come Tribunale per i diritti del malato della Rete di Cittadinanzattiva di Lamezia Terme salutiamo con soddisfazione la riapertura nell'ospedale lametino dell'Obi (Osservazione breve intensiva)".
Così, Fiore Isabelale e Felice Lentidoro. "Reparto - proseguono - che non andava mai chiuso se solo chi ha avuto l'infelice idea di farlo ne avesse colto l'indispensabilità in particolare per decongestionare il Pronto soccorso e procedere a diagnosi appropriate e a ricoveri o dimissioni pertinenti. Ciò avrebbe, inolte, facilitato il compito dei pochi operatori rimasti (medici ed infermieri, in primis i dottori Ferruccio Lucchino e l'attuale Facente Funzione Rosarino Procopio) che ne hanno dovuto sopportare le pesanti criticità.
Ci preme in particolare sottolineare di aver avuto contatti sistematici come Tdm con la dirigente Amministrativa (Dott.ssa Mariani) e di aver ricevuto attenzione, accoglienza ed ascolto soprattutto sui temi come l'Obi e come la triste vicenda dei degenti lasciati per un breve periodo col frigorifero vuoto: temi individuati come prioritari e, finalmente, rimossi, con giustificata soddisfazione per il ripristino dell'Obi, del quale bisogna dare merito a chi se n'è occupato.
Per questo esprimiamo la nostra fiducia che possano trovare risposte anche: la richiesta di ripresa protetta delle visite intrafamilari nei reparti di degenza; l'eliminazionee delle code allo sportello del Cup con conseguentie superamento degli assembramenti; riduzione dei tempi di attesa per le prenotazioni di visite specialistiche distribuite nelle strutture ospedaliere della provincia a fronte di un servizio di trasporto pubblico ancora inadeguato e di un'utenza per lo più anziana e con ridotta automia personale e sociale; superamento della gestione complicata delle registrazioni (rigorosamente una per volta) delle visite di sorveglianza anticoagulazione e dei prelievi affidata al Cup per la difficoltà della cardiologia di procedere autonomamente come avveniva fino a poco tempo fa; rimozione dei disagi dei malati oncologici in balia di attese incomprensibili per i controlli clinici e strumentali di routine.
Tanta carne al fuoco su cui occorre lavorare ed anche alacremente.
Quel che è certo, noi. Come Cittadinanzattiva-Tdm di Lamezia Terme, continueremo a fare la nostra parte, svolgendo rigorosamente e rispettosamente la nostra attività di volontariato. E il giorno in cui ogni diritto sarà appagato noi, parafrasando Don Loenzo Milani, non entreremo per ricevere pasti restituiti ai bisogni e non occuperemo un letto all'Obi per una curva enzimatica. Aspetteremo che altri - concludono Isabella e Lentidoro - ci chiedano di accompagnarli non per chiedere favori ma per affermare un diritto".