Scuola scientifico GiornataLamezia Terme, 10 marzo 2022 - "Il Liceo Statale Galilei di Lamezia Terme, diretto dalla Dirigente Teresa Goffredo - è scritto in una nota - ha celebrato la Giornata Internazionale della Donna con due incontri formativi d’eccellenza.

Nel primo incontro, nel solco del progetto “Formazione della cultura alla legalità”, che nasce da un protocollo d’intesa tra l'Arma dei carabinieri e Miur, il Maresciallo della Compagnia di Lamezia Terme, Sara Scognamiglio ha relazionato sul tema della violenza di genere, una vera e propria questione sociale e “epocale”, per dimensione e sviluppo nel tempo, troppo spesso colpevolmente sottovalutata.

Ad introdurre e moderare i lavori sono stati gli studenti e le studentesse del liceo che, guidati dalla prof.ssa Monica Pascuzzi, hanno dimostrato una forte sensibilità e partecipazione al tema affrontato. “La Festa della Donna, o per meglio dire la Giornata internazionale della Donna, si festeggia ogni anno l’8 marzo. È un evento che ha come obiettivo quello di ricordare le conquiste sociali, politiche e di emancipazione che le donne hanno ottenuto nel corso della storia, ma è anche il giorno in cui vengono denunciate le violenze e discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.”, afferma uno dei rappresentanti del Liceo. L’ufficiale, dopo aver introdotto il significato di “violenza di genere”, si è soffermata sul reato dello stalking, definendolo come “una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola ed ingenerandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità”. Il Maresciallo ha illustrato la grande attenzione che viene dedicata alle vittime del reato, spiegando il Codice Rosso che rappresenta una procedura d’urgenza. Si è inoltre soffermata sulla legislazione nazionale specifica della questione delle donne, ed altresì sulla necessità di definirne i diritti, sia per promuovere attività di prevenzione, sia per individuare e diffondere regole minime e prassi operative per la protezione e l’assistenza delle stesse.

Il secondo incontro ha visto l’intervento sempre al femminile di due “donne di scienza”: la Professoressa Federica Ciuchi, ricercatrice dell’Istituto di Nanotecnologia del Cnr, e la Professoressa associata del dipartimento di fisica, Maria Penelope De Santo, peraltro due delle fondatrici del Women's Studies Milly Villa, che ha come obiettivi l'estensione e il rafforzamento dei Women's e Gender studies presso l’Unical, la costruzione di una dimensione europea di scambio e di ricerca, il radicamento nella situazione locale a livello didattico ed educativo.

I rappresentati degli studenti hanno moderato e presentato i lavori affermando: “Se vivessimo in un mondo ideale non servirebbero obiettivi globali per raggiungere la parità di genere. Nell’agenda 2030 l’obiettivo numero 5 riguarda la parità di genere, mi domando come si fa a non comprendere che riconoscere un ruolo sociale alle donne pari a quello degli uomini non è una questione di “fare un favore”, ma semplicemente il riconoscimento di un’esigenza ossia riconoscere che il progresso è insostenibile anche perché nel tempo è mancato un bilanciamento di sguardo, quello dell’universo femminile”.
Le professoresse dell’Unical hanno raccontato biografie, documentato scoperte, fornendo un quadro del contesto storico in cui vivono o sono vissute alcune grandi donne, che si sono distinte in ambito scientifico e tecnologico, dall’antichità ai giorni nostri. In questo modo è stato possibile descrivere la realtà della condizione femminile in relazione agli studi scientifici, ai modelli ed agli stereotipi che ne hanno condizionato l’esistenza.
Queste descrizioni documentano fatti, curiosità, interviste, così da rappresentare un esempio per le giovani donne che decidono di intraprendere gli studi scientifici.
Le professoresse universitarie presentando con passione e dedizione il proprio lavoro di ricerca, di fatto diventano dei modelli a cui aspirare, perché le nostre studentesse, che si interfacciano nel mondo della scienza, si sentono come “delle immigrate in un mondo completamente straniero”. In realtà di protagoniste femminili, anche in questo settore, ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno ancora molte. Per fortuna".