Lamezia Terme, 24 ottobre 2020 - Il giudice del lavoro ha condannato l’Asp di Catanzaro, in merito ad una vertenza che riguardava un ex infermiere, nonché dirigente sindacale Fials, Francesco Pansino (difeso dall’avvocato Antonella Massimo), dipendente dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro sino al 30 settembre 2017, data del collocamento in quiescenza in servizio nella struttura complessa di Nefrologia e dialisi dell’ospedale di Lamezia Terme.
L’ex infermiere aveva fatto ricorso al giudice del Lavoro per chiedere “la condanna dell’Asp alla corresponsione della complessiva somma di 8.996,83 euro o della somma maggiore o minore accertata in corso di causa, a titolo di differenze retributive maturate nel periodo dal 25.01.2013 al 30.09.2017, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, per aver svolto le mansioni superiori di referente del personale infermieristico e/o di coordinamento infermieristico. Mansioni riconducibili al profilo di collaboratore professionale sanitario esperto di cui al livello economico DS.
L’ex dipendente Asp ha chiesto anche che l’azienda sanitaria venisse condannata al pagamento dell’indennità fissa (di cui all’art. 10 del CCNL Comparto Sanità – biennio economico 2000/2001) nella misura annua lorda di 1.549,37 euro con aggiunta dei ratei sulla tredicesima mensilità, per un importo complessivo di 7.230,16 euro oltre ai ratei sulla tredicesima mensilità”.
In seguito al ricorso, l’Asp di Catanzaro, difesa dall’avvocato Giuseppe Muraca, si è costituita in giudizio. A conclusione dell’iter processuale, il giudice del Lavoro ha dato ragione all’ex infermiere “accertando il diritto del ricorrente a percepire le differenze tra il trattamento economico corrispondente alla categoria D, già percepito, e quello relativo al livello economico DS per il periodo dal 22.11.2013 al 30.09.2017”. A tal proposito il giudice ha “condannato l’Asp di Catanzaro al pagamento della complessiva somma di 7.521,02 euro oltre interessi legali dalla maturazione dei crediti”. L’azienda è stata condannata, inoltre, al pagamento delle spese processuali liquidate complessivamente in 2.618,50 euro. Disposizioni contenute nella sentenza n. 327/2020 pubblicata il 13 ottobre scorso (RG n. 1689/2018).