Scuola Scientifico SantilliLamezia Terme, 30 settembre 2020 - Il Liceo Scientifico “G. Galilei” nella persona della Dirigente Teresa Goffredo ha organizzato per il personale docente interno e del territorio, un corso di formazione dal titolo “La Scuola Futura”.

L’incontro ha visto la gradita presenza di Giuseppe Guida, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo  “Borrello-Fiorentino”. A relazionare è stato il  dottor Marco Santilli, neuropedagogista clinico, presidente dell’associazione “La nuova parola”, docente universitario e ideatore della metodologia pedagogica della motricità e delle relazioni verbali, specializzato in disturbi e psicopatologia del linguaggio e dell’apprendimento. Il progetto appoggiato dalla dirigente Goffredo nasce dal momento di crisi profonda, che coinvolge diversi sistemi a livello planetario, si ha il bisogno di ridefinire l'idea stessa di scuola e rifondare il suo impianto didattico in una logica che veda la persona-alunno nella sua globalità e ne promuova lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emozionale. 

Il primo incontro, tenuto ieri, ha avuto come tematica “Cos’è l’umanità per la didattica. Il valore neurologico cognitivo” e si è aperto con i saluti della dirigente la quale ha sottolineato l’importanza formativa del corso, per poter sostenere tutti i  ragazzi provati dalla pandemia che li ha portati a perdere il piacere anche delle piccole cose della scuola come ad esempio  l’uso della penna. Dopo una breve presentazione dell’ illustre relatore da parte della professoressa Caterina Villella responsabile Bes e Dsa il dottor Marco Santilli prende la parola e usa parole chiavi come coraggio, entusiasmo, affetto, amore, incoraggiamento. Il desiderio di conoscenza che ha avvertito all’ interno della scuola in precedenti incontri lo ha portato a voler strutturare il corso in cinque moduli che cureranno la formazione degli alunni in una propositiva relazione con i docenti. Il corso, iniziato ieri, terminerà nel mese di marzo.

“L’insegnante deve guidare il discente nella manualità data dalla scrittura che prende il sopravvento sulla lettura. I tempi sono cambiati e i ragazzi si sono uniformati al cambiamento. È necessario per poter entrare dentro di loro applicare alla lettera ciò che significa la parola insegnante “colui che lascia un segno, che ferisce”.Ed infatti insegnare vuol dire lasciare “un segno dentro”. Il relatore continua asserendo con enfasi che “anche l’approccio con la classe va modificato con la consapevolezza che la Dad, benché dettata dall’emergenza, non si può certo definire insegnamento”.La preside Goffredo non può che non allinearsi a suddette affermazioni  ribadendo, anche durante l’incontro, lo sforzo incredibile, profuso insieme al suo team di docenti, per far sì che tutti i suoi studenti, desiderosi di rientrare nelle aule, riprendessero in piena sicurezza l’attività didattica, esclusivamente in presenza.