Lamezia Terme, 13 novembre 2019 - Tre divieti di avvicinamento per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori sono stati notificati, in distinte circostanze, dagli agenti del commissariato di polizia di Lamezia Terme.
I destinatari dei provvedimenti sono un trentottenne resosi responsabile per circa tre anni di condotte lesive, attraverso messaggi di testo e vocali dal contenuto molesto e ingiuriosi nei confronti della compagna, arrivando persino a pedinarla, inseguirla e speronare la sua auto con la propria. Analogo provvedimento è stato adottato a carico di un trentasettenne autore di reiterati atti di vessazione fisica e morale, minacce e molestie nei confronti della moglie, alcuni commessi in presenza dei figli minori. La donna è stata anche aggredita riportando lesioni personali. Terzo caso è quello di un cinquantenne che, dopo dieci anni di convivenza, maltrattava la compagna e i figli minori di lei con vessazioni, percosse e insulti. Atti anche violenti che si sono ripetuti per due anni. Coinvolti, addirittura, 2 minori di età inferiore ai 14 anni e pertanto non imputabili. La Procura per i minorenni di Catanzaro, alla luce di quanto emerso dalle indagini della Guardia di finanza di Lamezia Terme, ha avviato le procedure per la richiesta di decadenza della potestà genitoriale al competente Tribunale per i Minorenni.Sono in corso gli accertamenti patrimoniali da parte delle Fiamme gialle lametine sui nuclei familiari coinvolti nelle indagini. Quattro degli arrestati sono risultati fruitori del reddito di cittadinanza, mentre altri 4 indagati fanno parte di nuclei familiari a loro volta percettori della misura di sostegno.