Carcere Lamezia2Lamezia Terme, 6 marzo 2019 - "E’ ufficiale il passaggio della struttura dal ministero della Giustizia al ministero dei Beni culturali, dopo un lungo calvario sono svanite le speranze per una eventuale riapertura o riconversione dell’istituto".

E' quanto afferma, Luigi Villella, segreterio del Movimento Territorio e Lavoro di Lamezia Terme. "È questo - prosegue - il risultato alla fine ottenuto grazie  ad una disegno politico iniziato nel 2012, e concretizzato nell'ultimo anno grazie anche al vuoto politico istituzionale esistente in città,  a fronte di una Procura continuamente impegnata a contrastare consorterie mafiose e microcriminalità, una struttura che doveva costituire il valido supporto a tutte le operazioni di indagine da parte della magistratura e di tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio lametino.A nulla sono valse le manifestazioni di protesta e gli appelli avanzati ai vari schieramenti politici. Arriva così al termine la storia di un ex convento costruito nel 1400 con all’interno affreschi e colonnati, ubicato nel cuore della città  e che nel 1800 diventa istituto di pena, ristrutturato nel 2004 e riadeguato ai parametri europei nel 2012. A questo mio comunicato  si associa il “Comitato Riapriamo il carcere”  che in questa stessa occasione si scioglie, essendo venuti meno tutti i presupposti oggettivi per portare avanti una pur legittima richiesta. Si confida ora - conclude la nota - nei  Beni culturali rimarcando l’importanza del complesso per la città di Lamezia Terme affinché possa conferirgli nuova vita, considerate le grandi bellezze e potenzialità. Sarebbe auspicabile e apprezzabile che si avvii un processo di collaborazione con l’Amministrazione comunale affinché l’ex convento non resti solo un gioiello da far visitare ai turisti ma sia anche animato e vissuto per attività culturali e manifestazioni popolari, artistiche e urbane, volte alla effettiva valorizzazione dell’intero edificio, restituendolo, almeno in questo modo, ai cittadini".