Lamezia Terme, 29 dicembre 2018 - All’interno del cartellone #dicembrealtip e promossa dalla rassegna de/scrivo 3.0 #primadellafine del blog di scrittura Manifest ritorna a Lamezia Terme la “Biblioteca Vivente”, evento unico nel suo genere, che mediante innovazione e creatività, domani 30 dicembre a partire dalle 16 sarà occasione di incontro, dialogo, e ascolto.
L’incontro si terrà al Tip Teatro, via Aspromonte, è aperto a tutti, libero, e accessibile.
Human Library, Don’t jodge a book by its coverBiblioteca Vivente, non giudicare un libro dalla copertina. Questo il leitmotiv con cui dei bibliotecari veri condurranno il pubblico all’interno della sala Beck to Beck del Tip Teatro. In maniera dinamica, circa 10 libri viventi racconteranno in pochi minuti, fra un tavolo e un altro, la propria personale storia. In quel momento di ascolto, il pubblico si potrà immedesimare, e spogliare da pregiudizi e stereotipi, afferrare tratti di bellezza e di umanità inaspettati, riconoscersi uguale nella diversità. Imparerà a non avere paura del nuovo. “Fra i libri, figurano storie assai diverse, e dal target vario - afferma Domenico D’Agostino del blog Manifest, nonché responsabile della biblioteca galleggiante dello spettacolo, partner ufficiale dell’evento, - abbiamo invitato una coppia, ch’è la prima unione civile fra due uomini in Calabria, il mondo della disabilità, con cui proveremo a superare ancora tante barriere mentali, abbiamo inoltre voluto coinvolgere ragazzi che vivono quotidianamente una malattia, dunque eliminare tabù in tal senso, l’ Aism Catanzaro/Lamezia, coinvolto anche il target più anziano, chi vive una solitudine, chi è uscito dalla reclusione, o da una dipendenza di droga o alcool, abbiamo invitato alcuni ragazzi della Fandango, e altri ancora”.
Cos’è
Nata in Danimarca negli anni Ottanta, la biblioteca vivente, è un metodo innovativo per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi e combattere gli stereotipi. È riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi per il dialogo interculturale e come strumento di promozione dei diritti umani. La Biblioteca Vivente è nata per poter conoscere realtà di vita diverse della propria. Consente di sperimentare sulla propria pelle il superamento del pregiudizio nei confronti del “diverso da sé”, contribuendo a creare una cultura più aperta e disponibile al dialogo, che non discrimini le persone in base alla loro origine etnica, alla religione, alle convinzioni personali, al genere, all’orientamento sessuale, all’età, alla condizione di disabilità o, più in generale, al loro vissuto personale. “Ci dirigiamo verso la fine. La fine dell'anno e la fine, soprattutto, di tutta una serie di oggettività che fin da quest'estate abbiamo tentato di esporvi. Un degno finale a una fase colma non soltanto di semplice rassegnazione ma, di più, contraddistinta da subdolismi culturali, da giochi di potere che fanno dell’incoerenza sociale e politica il loro strumento più potente. La fine dell’iperbuonismo, della sterile osservazione, dell’illusorietà giovanile e delle disillusioni coatte imposte spesso, purtroppo, da istituzioni e carrozzoni - dicono ancora da Manifest – per iniziare a ricostruire, mattone dopo mattone, quello che verrà dopo. Perché urge farlo subito. A partire dal nostro presente”.