Lamezia Terme, 7 ottobre 2018 - Oggi la legalità è diventata una bandiera dietro la quale si nascondono le tante debolezze umane, spesso viene usata come arma impropria per combattere l’avversario, se poi si gestisce una funzione pubblica e quindi si è titolari di stabilire cosa è legale, si detiene un potere che può distruggere chi osa ostacolare il manovratore.
Questo è quello che accade quotidianamente al comune di Lamezia Terme, si fanno scelte che meriterebbero la gogna ed invece il povero cittadino è invitato a rivolgersi al Tar in sostanza anche di fronte ad una palese violazione normativa non si trova il soggetto a cui rivolgere la propria protesta per avere giustizia senza scomodare la magistratura. Naturalmente in questo clima nessuno s’indigna, anche per scelte che rasentano l’idiozia, perché nessuno può mettere in discussione i ruoli istituzionali di gente incompetente che permane nella funzione. Un esempio per tutti, nel 1989 una legge dello stato italiano stabilì che i parcheggi pertinenziali ad un fabbricato residenziale sono equiparati ad urbanizzazioni primarie, il che tradotto in termini comprensibili significa che sono gratuiti in quanto rientranti negli standard urbanistici. Ebbene, nelle definizioni allegate alle Nta del vigente Prg c’è la definizione di volume(?) che stabilisce che si misura come superficie di base per altezza del fabbricato. Naturalmente questa definizione alquanto generica, qualora interpretata malissimo, non può essere sovraordinata ad una norma di legge. Ovvero ciò che va in volume è soggetto agli oneri concessori, ciò che non va in volume non è soggetto al pagamento degli oneri concessori. A Lamezia Terme si afferma senza neanche arrossire di vergogna che una definizione, annulla una disposizione legislativa. E’ vero che i commissari non possono entrare nelle competenze dei dirigenti ma è anche vero che se uno di questi impazzisce i commissari devono allontanarlo.