Lamezia Terme, 5 ottobre 2018 - “Sono scioccato in questo momento, non riesco ad esprimere in parole quello che sento, a causa del maltempo che ha colpito la Calabria ci sono state due giovani vittime, una mamma e il suo bambino di sette anni, l’altro figlio è ancora disperso - esordisce in una nota il presidente nazionale Udicon Denis Nesci - le persone sono state costrette a salire sui tetti delle case, alcune famiglie hanno dovuto occupare i piani più alti dei palazzi e questo solo perché l’alluvione è stata definita straordinaria?
Io credo che non sia da attribuire la colpa solo al tempo - prosegue Nesci - credo che ci siano delle responsabilità da attribuire e che sia scandaloso il fatto che da mesi segnaliamo i gravi problemi in cui versano i comuni calabresi senza che nessuno faccia niente ed ecco che siamo costretti a fare i conti con il peggio, sono morte delle persone e questo non fa altro che aumentare il rammarico per quello che poteva essere fatto e invece non è stato neanche iniziato. Davanti a quello che è successo non posso fare altro che esprimere le mie condoglianze per la famiglia che è stata colpita da questa tragedia, al momento sono tanti gli interrogativi che si alternano nella mia testa ed ai quali purtroppo non riesco a dare risposta. Il maltempo non ha solo imprigionato la Calabria questa volta insomma di cos’altro dobbiamo parlare? Di cosa ha bisogno la politica per mettere in atto delle misure di sicurezza che abbiano la capacità di non fare vivere nel terrore i cittadini calabresi? Trovo vergognoso che possa essere permesso tutto questo, sono straziato dal fatto che nessuno abbia capito quanto grave fosse la situazione denunciata già nei mesi passati- conclude Nesci - nulla riporterà indietro giovani vite e niente colmerà il vuoto creato alle loro famiglie, ma agiremo in maniera tale che almeno si riconoscano le responsabilità e chi deve pagare paghi".