Lamezia Terme, 19 dicembre 2017 - La vicenda risale all'estate del 2014 e fece molto scalpore a Lamezia Terme. Pasquale Gagliardi venne arrestato il 29 agosto con l'accusa di aver tentato di uccidere la moglie colpendola al torace con un coltello da cucina, con una lama d'acciaio lunga 18 centimetri, dopo una lite scaturita da motivi di gelosia. In seguito all'aggressione la vittima era stata ricoverata presso il locale nosocomio in prognosi riservata.Era seguito l'approfondimento delle indagini con la successiva richiesta di rinvio a giudizio del giostraio.
Durante il lungo dibattimento sono stati ascoltati i vari testimoni, nonché i consulenti medici legali di parte con esami comparimetrici tesi a ricostruire la dinamica dell'aggressione.
Oggi la discussione.
Nella sua requisitoria la pubblica accusa, rappresentata dalla dott.ssa Marta Agostini, ha ribadito tutte le accuse chiedendo la condanna del Gagliardi per tentato omicidio aggravato e minacce, con una pena di otto anni di reclusione. Nella sua arringa difensiva il legale dell'imputato, avvpcato Giancarlo Nicotera, si è opposto a tale ricostruzione sostenendo con forza che non esistevano nella presente vicenda intenti o azioni omicidiarie da parte del Gagliardi. Oggi la sentenza del Tribunale collegiale di Lamezia Terme, presieduto dalla dott.ssa Maria Teresa Carè, a latere i dottori Luana Loscanna e Luca Nania, che accogliendo la tesi difensiva sostenuta dalll'avvocato Giancarlo Nicotera, ha mandato assolto il Gagliardi dall'accusa di tentato omicidio, derubricando il reato in quello meno grave di lesioni personali e minacce aggravate condannando alla pena di anni tre anni di reclusione.