Lamezia Terme, 18 dicembre 2017 - Un quadro allarmante segnato da una condotta poco trasparente nel segno della "mala gestio". E' quello che si legge nella proposta di scioglimento del prefetto Luisa Latella inviata al ministro dell’Interno, Marco Minniti.
In attesa del Decreto del Presidente della Repubblica, dalla relazione prefettizia (giunta oggi la notifica del decreto) si ha un'idea più chiara delle motivazioni posti alla base dello scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme per mafia. “Le indagini di polizia giudiziaria hanno messo in evidenza - si legge nella relazione prefettizia - l’influenza delle cosche lametine nella campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale relativa alle consultazioni del 31 maggio 2015. Ciò che emerge di Lamezia, terza città della Calabria e area centrale che ospita importanti infrastrutture, è quello di un territorio che, nonostante le numerose e importanti operazioni di polizia susseguitesi, resta dominata e influenzata da quattro cosche: Giampà, Iannazzo, Cerra-Torcasio-Gualtieri, Cannizzaro-Daponte-Gagliardi". La prefettura parla di “consultazioni inquinate all’origine da condotte illecite connesse ad una vera e propria mercificazione di voti che ha riguardato direttamente o indirettamente esponenti di maggioranza e di minoranza, ed in primis, il presidente e vicepresidente del Consiglio comunale, nonché diversi assessori. Le dimissioni a tappeto con conseguenti surroghe che sono seguite all’insediamento della commissione d’accesso, non modificano, anzi aggravano il quadro d’insieme perché costituiscono un ulteriore indizio del sistema utilizzato per nascondere l’infiltrazione ed il condizionamento della criminalità organizzata dietro un apparente perbenismo”.
E poi ancora, "si evidenzia la contemporaneità degli atti di costituzione parte civile con la difesa di esponenti di massimo rilievo delle cosche lametine dei Iannazzo e di loro sodali, da parte del sindaco e del vicesindaco, entrambi avvocati, in prima persona, attraverso i propri studi legali. La lettura della cronologia degli atti adottati - nella duplice veste di rappresentanti legali dell’Ente e di liberi professionisti - contraddice le pubbliche dichiarazioni rilasciate per smentire tale contemporaneità”. Si fa riferimento ad “una diffusa casistica di illegittimità ed in alcuni casi di illeciti che potrebbero avere rilievo penale stante l’utilizzo accertato di procedure non conformi alla norma soprattutto in materia di appalti. Il sostanziale recupero del ribasso offerto in sede di gara, utilizzando il meccanismo delle proroghe dell’appalto”. Con lavori “eseguiti senza alcuna programmazione e senza controlli in corso d’opera, con ricadute negative sul territorio e sulla popolazione destinataria dei servizi". Nella relazione vengono citate anche "anomalie ed omissioni nelle procedure di aggiudicazione dei beni confiscati”, in riferimento "ad un bene agricolo aggiudicato da una società inattiva da tempo perché sottoposta ad indagini per indebite percezioni di erogazioni pubbliche, falso in atti e truffa nei confronti dell’Arcea”.
Insomma, “una mala-gestio diffusa e imputabile all’amministrazione. Appare di particolare rilievo il raffronto tra le risultanze dell’accesso attuale e le relazioni propedeutiche agli scioglimenti degli organi comunali per infiltrazione della criminalità organizzata di stampo ‘ndranghetistico avvenuti nel 1991 e nel 2002. Una sorta di fil rouge lega le tre relazioni, ripetendosi in assoluta continuità i nomi degli attori sempre scelti all’interno delle medesime famiglie che ruotano attorno ai clan dominanti, con una sorta di passaggio di mano da padre/figlio e/o nipote”.
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Ma per l'ex sindaco Mascaro si tratta di “falsi ideologici” e generiche affermazioni
In data odierna ho ricevuto la notifica del D.P.R. di scioglimento del Consiglio comunale con allegata relazione del prefetto e proposta del ministro. Speravo di poter finalmente leggere in maniera compiuta le necessariamente gravi contestazioni che hanno condotto all’adozione della straordinaria misura dello scioglimento di un organo democraticamente eletto; in realtà, vi sono solo generiche affermazioni ed ho quindi immediatamente avanzato, con PEC delle ore 13:41:41 indirizzata alla Prefettura, richiesta di copia della relazione della Commissione di Accesso e del verbale del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica, richiedendo espressamente l’immediato invio tramite PEC o comunque manifestando la disponibilità a recarmi in Prefettura anche immediatamente per il ritiro.
Di certo sin d’ora posso affermare senza tema di smentita che:
a) non è contestata la legittimità di una sola delibera di Giunta o di Consiglio comunale;
b) non è contestata la legittimità di una sola assunzione;
c) non è contestata la legittimità del rilascio di un solo permesso di costruire o di una sola concessione in sanatoria;
d) non è contestata la legittimità del rilascio di una sola licenza commerciale;
e) non è contestata la legittimità di una sola autorizzazione Suap;
f) non è contestata la legittimità della concessione di un solo contributo economico”.
Detto ciò e sempre tenendo conto delle scarne parole utilizzate nella relazione e nella proposta, si può sin da ora intuire che vi sia:
a) falso ideologico nella rappresentazione del contemporaneo svolgimento di attività professionale quale avvocato da parte del sindaco in processi di criminalità organizzata ove vi era costituzione di parte civile del Comune;
b) falso ideologico nel rappresentare l’assunzione di incarico professionale a marzo 2016 da parte del cognato del sindaco di esponenti della criminalità in precedenza difesi dal predetto;
c) mancata conoscenza della normativa di cui al codice degli appalti e segnatamente dell’art.77 e comunque delle modalità di formazione delle commissioni ed espletamento delle gare con presenza di offerta tecnica;
D) mancata conoscenza della natura delle società cooperative di tipo B;
E) mancato invio, mancata analisi e mancata menzione della memoria inviata il data 06/09/16 e soprattutto mancato esame degli atti posti in essere di contrasto alla criminalità organizzata, di osservanza di regole di buona amministrazione e di risanamento e di rigore etico.Attendo con fiducia di ricevere dalla prefettura nella giornata odierna copia della documentazione richiesta così da poter dalla giornata di domani pubblicare ogni giorno alle 14:30 un capitolo che rappresenterà in maniera inequivocabile quale incredibile attacco al cuore della democrazia si sia perpetrato ai danni di Lamezia Terme e dei suoi organi elettivi.
Avv. Paolo Mascaro