comune nuovo 10Lamezia Terme, 24 ottobre 2017 - "Secondo alcuni organi di stampa, sembrerebbe che la commissione di accesso antimafia abbia richiesto al ministero dell'Interno lo scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme. Bisognerà leggere attentamente i contenuti della relazione prodotta dalla commissione, capire le eventuali responsabilità dei singoli soggetti coinvolti".

Così, il consigliere comunale Mimmo Gianturco. "Spero tanto che la nostra città non sia indicata nuovamente come città in cui la criminalità organizzata si sia annidata fra le maglie della politica. Ciò sarebbe veramente una sciagura. Spero tanto si possa dimostrare che si tratta di un errore di valutazione. D'altro canto, rimango convinto che bisogna mandar via questa amministrazione comunale, colpevole di certo di non aver prodotto nulla di buono per la nostra terra, ma ciò andrebbe fatto politicamente e non con una imposizione ministeriale. In tempi non sospetti dichiaravo: "Il sindaco Mascaro dia garanzie di legalità e di trasparenza, altrimenti meglio andare tutti a casa per evitare lo scioglimento per infiltrazione mafiosa".Ripeto, spero tanto che il Ministro dell'Interno ritenga che non ci siano questi presupposti, perché se ciò dovesse accadere, oltre alle responsabilità dei singoli, ci sarà anche la responsabilità politica di chi, anziché anteporre il bene della comunità, è andato avanti con arroganza e presunzione portando Lamezia Terme verso il terzo scioglimento".

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Nicolino Panedigrano: riflettere su "accoglienza" ambienti mafiosi

"Un comunicato stampa, ahimè, profetico. Se Paoletto, i suoi consigliori, ma anche la "società civile" e persino buona parte di una silente e distratta dirigenza del centrosinistra ci avessero per tempo riflettuto di più e meglio, forse questa terza ignominia per i suoi cinquant'anni Lamezia se la sarebbe potuta evitare. Ora inizierà la solita tiritera sulla giustezza o meno di una decisione da tempo annunciata, su una Lamezia vittima di congiure, sul perché non sciolgano le amministrazioni di Reggio Calabria, Vibo valentia, ecc. ecc". E' quanto dichiara Nicolino Panedigrano. "Ma mai che si rifletta sul perché ormai periodicamente certi ambienti politici e "civili" si prestino così facilmente ad accogliere notori ambienti mafiosi per l'assalto al palazzo d'inverno lametino. Certo c'è a Lamezia (ma anche altrove) una mafia aggressiva e penetrante, ma, per come ormai sembra innegabile, c'è anche una estrema debolezza della nostra classe dirigente nel suo complesso, che non ha riscontro in altre realtà locali ad altrettanta, se non peggiore, penetrazione mafiosa. Magari - conclude Panedigrano - non è stato proprio un bene rottamare valori e principi che un tempo facevano più solide e compatte le nostre società".