Lamezia Terme, 10 ottobre 2017 - "Con la firma del protocollo prevista per la data odierna tra l’amministrazione penitenziaria il Comune di Catanzaro e la Provincia si chiude definitivamente un calvario durato anni sempre a discapito di Lamezia Terme".
E' quanto sostiene, Luigi Villella portavoce Mtl. "Possiamo dire che per Lamezia, oltre a restare spoglia di una struttura simbolo di legalità come il carcere, svanisce anche la possibilità di una riconversione della struttura in Uffici regionali del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria. Non c’è stata nemmeno la volontà del nuovo Provveditore regionale, Cinzia Calandrino a dialogare con l’Amministrazione comunale di Lamezia Terme, E’ stato proposto di valutare gli stabili che dall’Amministrazione comunale aveva messo a disposizione, o individuare in comune accordo uno stabile di competenza provinciale sito in piazza Mazzini (ex commissariato) e/o al demanio per identificare eventuali locali disponibili rientranti nel territorio lametino o eventuali locali confiscati alla mafia, ma nulla si è mosso in tale direzione, è stata ignorata qualsiasi proposta, ignorati i lametini, ignorato l’impegno del ministro Orlando. Non c’e stata la volontà e la forza politica per impedire che, a monte, venisse chiusa una struttura efficiente ed efficace come il carcere di Lamezia Terme, accettando l’imbavagliamento della politica Catanzarese. Con la definitiva chiusura del carcere ed il mancato trasferimento degli Uffici Amministrativi si scrive un’altra pagina nera per la città, fatta di fallimenti, forse calcolati, rimane il nostro impegno a favore della causa, almeno abbiamo “provato ad osare”.Lamezia continua a pagare il fallimento della passata Amministrazione all’epoca della chiusura del carcere, non potevano non sapere che l’amministrazione penitenziaria stava procedendo alla chiusura di una struttura simbolo di partecipazione e sicurezza sociale. Si andrà, quindi, ad accettare l’idea che Lamezia Terme, la terza città della Calabria spettano solo e sempre le briciole, in questa occasione neppure quelle. Sono state investite risorse, definito il progetto per la ristrutturazione del vecchio stabile, era pronto per ospitare gli Uffici amministrativi , mancava solo la volontà, anche i soldi erano disponibili. Ma anche in questo caso la “sfortuna” si abbatte ancora una volta su Lamezia, praticamente, da notizie in mio possesso, l’ufficio del Demanio mette in atto tutte le procedure per ostacolare questo trasferimento mettendo il vincolo, quello di ripristinare una terrazza che a suo dire risultava abusiva, tali lavori facevano oscillare di poco il costo della ristrutturazione, idoneo appiglio per l’Amministrazione penitenziaria, insomma il destino per la nostra città è deciso. Oggi, ci chiediamo chi ha disatteso le direttive del ministro Orlando e le rassicurazioni espresse dal Capo di Gabinetto del ministro Giovanni Melillo che con nota GAB. 12/06/2015 N 23220 confermava al sindaco della Piana - Mascaro il trasferimento della sede, nonché quelle del Dott. Buffa dove chiariva che non vi era nessun conflitto con quanto disposto dal DPCM 84 del 15/06/2015, “Gli Uffici del Provveditorato devono essere ubicati nei capoluogo di provincia” Infatti su apposito quesito del gabinetto del ministro, l’Ufficio legislativo del ministero ha fatto conoscere che non esiste alcun impedimento, sul piano della scelta di amministrazione attiva, a che l’allocazione dell’Ufficio sia concretamente fatta nel luogo della regione che si ritenga più idoneo ed opportuno soprattutto in relazione alla ragione di economia e del tutto coerenti anche con l’impianto di riorganizzazione del ministero. Dalle parole si passa ad altre parole, mentre si è la possibilità di dare vita a strutture utili al territorio sotto tutti i punti di vista e questa sconfitta per tutti andrà ad aggiungersi alla lunga lista, che fotografa la reale situazione di un territorio capace di non comprendere l’importanza di determinati organismi. Questa vicenda - conclue Villella - lascia in dote un messaggio triste e drammatico, la politica catanzarese si unisce ed ottiene quando bisogna difendere il proprio territorio".