Lamezia villetta via TorreLamezia Terme, 1 luglio 2017 -  "Dobbiamo imparare a guardare la città dal di dentro delle sue periferie e dei quartieri, solo così possiamo accorgerci delle criticità che ci sono in essa e con le quali i cittadini convivono ogni giorno". Così, i consiglieri comunali, Davide Mastroianni e Vincenzo Cutrì.

Spesso le periferie - proseguono - sono sinonimo di degrado urbano, con aree verdi trascurate, disagio giovanile,  famiglie povere, servizi fatiscenti, comunità e culture straniere; spesso le vediamo trasformarsi in spazi svuotati, costellate da solitudini e conflitti, con pochi servizi sociali e culturali, con strade  impercorribili e senza segnaletica. Una  situazione di sofferenza che si vive anche nella nostra città di Lamezia,  dove sono in crescita diverse  “periferie sociali”  fatte di povertà,  marginalità e convivenza con immigrati. Aree che, come i quartieri di “Bella”, “San Teodoro,” “via Belvedere”, “piazza Mercato vecchio”,  “Bucolia”, “Sant’Eufemia” , “San Pietro Lametino” ed altre ancora,  si trovano purtroppo senza una adeguata progettualità di integrazione e senza dispositivi di coesione sociale e culturale,  aree che  rischiano di trasformarsi in zone  emarginate, dove i cittadini vivono condizioni di disagio ed insicurezza.  Tanti altri invece sono i contesti urbani e periferici danneggiati da discariche abusive, cumuli di spazzatura ai lati delle strade, rifiuti dannosi per la salute dei cittadini, sterpaglie e randagismo. Per questo c’è bisogno da parte di questa amministrazione di una progettualità  nuova, che sappia tutelare e valorizzare queste aree urbane, che manifestano ormai da tempo immemorabile evidenti criticità e dalle quali arrivano domande di aiuto, che parlano di un disagio  sia sotto il profilo urbanistico  che culturale, interrogativi che documentano un vissuto quotidiano problematico dove spesso la socialità e la sicurezza sono ridotti ai minimi termini. Non possiamo lasciare queste zone al proprio destino, bisogna intervenire con urgenza e competenza, convinti che esse possono diventare linfa vitale per la città stessa. Ma per fare ciò, significa  svolgere e stratificare operazioni diverse e puntuali, come la riformulazione dello spazio urbano, di quello sociale e culturale; sono tanti gli spazi vuoti e anonimi, privi di verde o di luoghi in cui incontrarsi; pochi sono anche gli spazi in cui ci si riconosce e in cui ci si può identificare. Dobbiamo superare gli ostacoli e le varie forme di degrado in cui sono costretti a vivere molti individui e famiglie, spesso  lasciati alla mercede di situazioni che tante volte degenerano in atti di inciviltà ed illegalità, che privano il cittadino della propria dignità, rassegnato all'idea di non essere parte integrante di quel disegno comunale che dovrebbe essere, forse utopisticamente, uguale per tutti. E’ dunque necessario - concludono Mastroianni e Cutrì - realizzare quel cambiamento dal basso per produrre  una fase rigenerativa delle periferie, capace di sostenere nel modo più dinamico ed efficace un nuovo protagonismo economico, civile e ambientale di queste aree della città; un patto sociale nel quale ridefinire il ruolo di tutti gli attori, pubblici e privati, e le strategie di intervento. Da parte nostra c’è tutta la disponibilità collaborativa e funzionale a costruire un  percorso fatto di idee, prospettive e prassi finalizzato alla rinascita ed alla riqualificazione di queste aree urbane".