Gigliotti Giuseppe2Lamezia Terme, 22 maggio 2017 - "Non riparte la sanità,non riparte l'economia,non riparte la capacità di amministrare. Ai problemi vecchi e irrisolti si sommano i nuovi. Quello che anni fa sembrava essere più che uno slogan "Lamezia al Centro della Calabria" oppure "Mettiamo le ali all'economia lametina" si è dimostrato pura disillusione".

E' quanto afferma Giuseppe Gigliotti di Italia Nostra, da sempre impegnato nell'associazionismo e dei movimenti a difesa del territorio lametino. "Le ali - stigmatizza - le hanno messe i nostri giovani ricercatori, scienziati, laureati per trovare lavoro e dignità lontano dalla nostra terra.Le ali sono costretti ad indossarle tutti i pazienti che non possono più curarsi nel nostro ospedale a causa dell'inarrestabile chiusura di reparti e/o svuotamento di altri. Diventa persino difficile comprendere la logica,ammesso che ve ne sia una,che sta alla base di determinate scelte. Si chiude il reparto di malattie infettive senza nessuna ragione.Dopo cinque mesi i medici non sanno cosa sostanzialmente fare.Si toglie loro la possibilità di essere reperibili e quando,come è successo qualche notte fa,un paziente recatosi al pronto soccorso ha bisogno di una consulenza infettivologa,non resta altro che trasferirlo in un altro ospedale. Cosa sta succedendo? Sono sempre più le mamme lametine in procinto di partorire che scelgono Catanzaro  come ospedale perché a Lamezia,anche il diritto a partorire viene ridotto,dal momento  che pure la Tin è stata cancellata.Come se nulla fosse. Nei giorni scorsi il coordinamento 19 marzo,assieme al comitato malati cronici e  cittadinanza attiva,per non citare tutte le altre associazioni,ha manifestato perché  l'ospedale di Lamezia Terme possa riavere la dignità che in questi ultimi anni,per  una nefasta politica di tagli,ha smarrito.  Medici,personale ospedaliero,tanti pure bravi e preparati fanno molta fatica a  resistere.Per mille ragioni. Sorprende,che tranne qualche voce isolata,la politica si presenta con un silenzio  assordante e colpevole. E' pur vero che la credibilità di chi dovrebbe rappresentarci nelle diverse  istituzioni è pari a zero ma non tentano nemmeno di salvarsi la faccia. Non rimane ai cittadini che riprendersi il loro presente,la loro città per costruire  un futuro diverso e migliore per le nuove generazioni".