Polizia auto da dietro26Lamezia Terme, 7 aprile 2017 - La polizia ha arrestato due giovani, Davide Belville, 22 anni e Francesco Gigliotti, 28 anni, ritenuti presunti responsabili dell'atto intimidatorio nei confronti dell'esercio commerciale "Il Fornaio" avvenuto a Lamezia il 30 marzo scorso in via Adige.

I due giovani sono stati fermati questa mattina da agenti del commissarriato lametino insieme ai colleghi della Mobile di Catanzaro. L'ordinanza è stata emessa dalla Dda di Catanzaro. I particolari dell'operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 a Catanzaro, alla quale parteciperanno il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio e il procuratore aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri. I due sono accusati dei reati di danneggiamento, possesso di esplosivo ed esplosioni pericolose, aggravate dalla metodologia mafiosa. Inoltre, per via di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip lametino su richiesta del Procuratore della Repubblica, Curcio, sono ccusati anche dei reati di tentata rapina aggravata e furto aggravato in abitazione. Le misure cautelari sono state disposte in base alle attività investigative compiute dalla polizia. In particolare sono partite fin dal 10 marzo scorso, quando due persone, che poco prima si erano resi responsabili di un furto in abitazione, si introdussero, dopo aver divelto la porta di ingresso, nell’abitazione, poco distante, di un’anziana donna alla quale, sotto minaccia e malmenandola pesantemente, intimarono di consegnare soldi e gioielli salvo poi fuggire a causa del sopraggiungere di un’autovettura. Quelle indagini consentirono di identificare, come possibili autori dei gravi fatti Belville e Gigliotti, immortalati da telecamere di sorveglianza poco dopo la commissione del reato, a carico dei quali la procura della Repubblica di Lamezia Terme disponeva tutta una serie di approfondimenti investigativi, anche a mezzo di intercettazioni. Proprio quelle attività tecniche permettevano agli investigatori di acquisire significativi elementi in ordine al coinvolgimento di Belville e di Gigliotti nell’attentato dinamitardo perpetrato il 30 marzo alla panetteria “Il Fornaio”.  Squadra Mobile e del commissariato di Polizia lametino, riuscivano, attraverso l’analisi dei filmati registrati da numerose telecamere cittadine, a ricostruire il percorso effettuato dagli autori del danneggiamento per giungere sul luogo del delitto, riscontrando i dati di sospetto emersi dai rapporti telefonici fra Belville e Gigliotti intercorsi poco prima dell’esplosione. In effetti le registrazioni e le immagini dimostrano come i due giovani, dopo essersi accordati telefonicamente, si incontrino nei pressi della abitazione di Belville, attraversino la città a bordo di un motorino condotto da Gigliotti e, giunti in via Piave, collochino l’ordigno e si diano alla fuga senza quasi curarsi della presenza, nei pressi, di persone che solo per un caso fortunato non sono rimaste coinvolte nell’esplosione che certamente poteva determinare conseguenze ancor più gravi.

Mascaro: plauso per celerità indagini. Non c'è spazio per chi delinque

“La città si è oggi risvegliata apprendendo la bella notizia che i presunti responsabili del vigliacco attentato che nella sera del 30 marzo scorso aveva scosso ancora una volta la coscienza dei cittadini onesti e che aveva duramente messo alla prova lavoratori seri ed instancabili sono stati assicurati alla giustizia. Pur nel doveroso rispetto del principio di innocenza, non può non manifestarsi il più grande compiacimento per la celerità delle indagini e per la pronta risposta fornita dallo Stato al nostro territorio. E' questa l'ulteriore conferma del grande lavoro che le forze dell'ordine e la magistratura stanno quotidianamente portando avanti nella nostra città e non posso non ringraziare, a nome dell'intera collettività, quanti stanno incessantemente destinando ogni loro energia a contrastare i fenomeni criminali. E' questa l'ulteriore conferma che a Lamezia oramai non vi è più spazio per chi delinque e per chi crede di poter ancora far ripiombare il territorio nella barbarie e nello sconforto. E' bello oggi vedere che, a distanza di soli sette giorni dall'attentato, la famiglia Angotti è al lavoro, confortata dalla solidarietà e dall'affetto dell'intera città, mentre i presunti autori del gesto sono stati assicurati alla giustizia, pronti a meditare per lunghi anni, se colpevoli, sull'erroneità della azione condotta e sull'erroneità della scelta di vita sinora operata. Ancora una volta  si è dimostrato che Lamezia è pronta a reagire e che Lamezia sa isolare vigliacchi, delinquenti e violenti. Questa è la strada giusta, questa è la strada da seguire: basta criminalità e violenza nella nostra terra.

Paolo Mascaro
Sindaco Lamezia Terme