Lamezia Terme, 27 luglio 2016 - Personale della Polizia municipale lametina, ha notificato due avvisi di conclusione delle indagini ad una coppia di nazionalità marocchina, lui H. A. 54 anni commerciante ambulante e lei R.T. 45 anni, casalinga, residenti in Lamaezia Terme, accusati di aver impiegato il figlio minore in tenera età H. S. E. nell'accattonaggio, fornendogli della merce da vendere (accendini a gas, piccole torce ecc.).
L'indagine prende le mosse dai servizi di osservazione del nucleo di Polizia giudiziaria della Polizia locale, guidata dal comandante Salvatore Zucco, che, nell'inverno scorso, notava il bambino stazionare, per ore, davanti ad un market del centro, fino all’orario di chiusura, intento a chiedere soldi agli avventori. Il piccolo si attardava sul corso principale, offrendo la merce ai tanti passanti o chiedendo semplicemente l’elemosina. A tarda sera, ben oltre l’orario di chiusura dei negozi, in pieno inverno, con addosso il pesante fardello dello zaino fornitogli dai genitori, il piccolo raggiungeva piazza Mazzini ed a bordo di un pullman faceva rientro a casa, nel centro storico Lamezia ovest. L'attività di sfruttamento si si è protratta per almeno due mesi. Tali circostanze accertate e documentate, anche attraverso riprese video dagli agenti della Polizia locale., confluivano in una dettagliata comunicazione alla procura della Repubblica, che, ritenendo provata la reità della coppia genitrice, esercitava l'azione penale. Nei giorni scorsi, il Sostituto procuratore della Repubblica, Giulia Maria Scavello, che ha coordinato l’attività d’indagine, ha emesso l’avviso di chiusura delle indagini preliminari che in data odierna è stato notifcato alla coppia. L'ipotesi di accusa è quello di impiego di minori nell'attività di accattonaggio.Durante l'attività investigativa veniva accertato che i genitori erano stati, per le medesime condotte, in passato, attenzionate dai servizi sociali e dal Tribunale per i minorenni di Catanzaro. Ora la coppia rischia la reclusione fino a tre anni.