Lamezia Terme, 25 giugno 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. Ciò che a noi pare opportuno è curare la sanità pubblica. Ora si chiama appropriatezza:che significa evitare esami non necessari,riducendo i costi.E dovrebbe voler dire spendere meglio i soldi per la cura dei malati e per la prevenzione.
Nei fatti il decreto Lorenzin sull'appropriatezza si traduce in un razionamento e in una riduzione delle prestazioni. Così facendo il costo degli esami viene scaricato sui pazienti, alimentando il privato fino a tal punto da mettere a repentaglio il servizio pubblico, lasciando senza cure chi non può pagare.Negando uno dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale. Come se non bastasse è proprio nel settore della sanità che la corruzione sottrae ogni anno 6 ì miliardi di euro alle cure dei cittadini. La sanità , ha affermato il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione Raffaele Cantone,per l'enorme giro di affari che ha intorno è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma. E lo stesso Cantone individua nelle liste di attesa una delle maggiori criticità. I tempi lunghi,le liste di attesa chiuse, fatto gravissimo, incentivano il pagamento di mazzette.Scandaloso, anche se lecito,trovarsi poi nella struttura privata lo stesso medico ospedaliero. Qualcosa non funziona! Occorre trasparenza come necessitano regole chiare. Occorre una scelta di campo precisa. Non può né deve mancare il controllo. Non possiamo aspettare solo la magistratura, che pure può e deve fare di più, per aprire gli occhi. I tanti ben pagati dirigenti sembrano preferire tenere occhi e bocca chiusa. È necessario cambiare subito registro per curare la sanità pubblica e ridare fiducia e risposte urgenti ai cittadini.
Giuseppe Gigliotti
Comitato malati cronici del Lametino