Lamezia Terme, 1 maggio 2016 - "E’ davvero paradossale che negli anni di papa Francesco e della sua appassionata testimonianza di sobrietà, il sindaco Mascaro, abbia voluto assecondare una del tutto inutile sottomissione alle leggi del “dio denaro”." Così, una nota del circolo Sel-Sinistra italiana di Lamezia.
"Ma davvero pensiamo che dare la possibilità a lavoratori, che faticano tutte le domeniche e tutti i festivi, di riposarsi tre giorni l'anno e stare con le loro famiglie, mandi in crisi l’economia cittadina? Ma di cosa stiamo parlando? Ci si poteva adoperare affinché i titolari di esercizi commerciali con lavoratori concedessero a questi ultimi un attimo di tregua rispetto ai ritmi annuali, almeno nei giorni di Pasqua, Natale e nella festa del lavoro. Come succede in altre città italiane i cui sindaci, pur in presenza di una legge permissiva, si sono adoperati in tal senso. Del resto negli anni scorsi gli esercizi singoli, se lo volevano, potevano aprire senza sanzioni. E’ quando per tenere aperto bisogna ricorrere a lavoratori che nasce la questione ed è qui che si poteva lavorare, come hanno fatto in altre realtà, per trovare una via d’uscita che salvaguardasse i più deboli. Il sindaco Mascaro si giustifica dicendo che ha “preso atto delle sollecitazioni delle associazioni e organizzazioni datoriali”. Certo, ma la scelta è stata fatta in barba alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori che non hanno avuto la minima voce in capitolo e che sono costretti all’ennesimo turno lavorativo, in giorni nei quali invece altri possono fare una gita fuori città, godersi una giornata dedicata alla famiglia, o agli svaghi e al tempo libero. E’ giusto, anche se siamo in un periodo di crisi, chiedere il sacrificio ad alcuni per il piacere o l’interesse di altri? Perché - conclude la nota - non accordarsi per questi tre giorni, Natale, Pasqua e il primo maggio, com’è successo altrove, e considerata la valenza di queste giornate? Ma davvero qualcuno pensa che dalla crisi ci si risolleva con l’apertura a Natale o che violentando festività che dovrebbero rimanere un simbolico riferimento per tutti, si va verso un maggiore sviluppo?".