Lamezia Terme, 10 dicembre 2015 - "In tutta franchezza stupisce la sconcertante e sconsiderata replica del vicesindaco Caglioti poiché nella sua lunga disamina trovano conferma la bontà e la validità delle soluzioni che ho proposto per adempiere all’aumento del capitale sociale della Sacal sconfessando di fatto egli stesso l’unico atto amministrativo adottato dalla Giunta municipale che, com’è noto, presuppone il fantasioso e frivolo ricorso all’azionariato popolare per recuperare probabilmente solo qualche spicciolo senza risolvere il problema".
E' la controreplica di Nicola Mastroianni del Pd, al vicesindaco Caglioti in merito alla ricapitalizzazione delle quote all'interno della Sacal, la Società che gerstisce l'aeroporto internazionale lametino. "Da ex consigliere comunale e da semplice e modesto cittadino - prosegue Mastroianni - non posso quindi che attenermi ai fatti, e nel caso di specie, alla consultazione degli atti amministrativi e trarre le debite conclusioni che ovviamente tributano superficialità e approssimazione nell’operato della Giunta municipale su una pratica così delicata per il futuro dello scalo aeroportuale lametino e per le ricadute economiche e sociali sul contesto territoriale. Ribadisco ancora una volta che il Comune di Lamezia Terme, in quanto azionista storico di maggioranza relativa e di parte pubblica, deve assolutamente mantenere inalterata la quota di partecipazione in seno alla Sacal perché essa è strategica sul piano economico e sociale per l’intera comunità lametina. Al di là quindi dell’incolpevole distrazione e gratuità delle dichiarazioni del vicesindaco, che respingo al mittente, auspico per il futuro maggiore dialogo, informazione e trasparenza nei confronti dei cittadini e dell’opinione pubblica in genere. Per quanto invece attiene alla mancata o tardiva nomina del rappresentante del Comune in seno al Cda della Sacal da parte della precedente Giunta comunale - conclude Mastroianni - suggerisco al vicesindaco Caglioti di storicizzare gli accadimenti e trarre le debite conclusioni sulla scelta praticata sempre dalla precedente Giunta Speranza rimandando ai posteri il giudizio nel merito".