Unioncamere3Lamezia Terme, 13 luglio 2016 - Il 36,6% dei reati di matrice economica ufficialmente denunciati in Calabria afferisce alla tipologia delle frodi e dei delitti informatici, un ulteriore 36,4% origina dalla presenza di forme spia della criminalità organizzata come minacce, estorsioni e usura; seguono, poi, i furti in esercizi commerciali che si attestano al 12,6% dei reati economici ed i reati di ricettazione che costituiscono il 6%.

Lo rivela un rapporto presentato da Unioncamere a Lamezia nel Forum regionale dell'economia 2016 su "Illegalità economica e sicurezza del mercato in Calabria". Altro è quello della corruzione le cui conseguenze "sono disastrose e vanno ben al di là di ciò che generalmente si considera il danno provocato". Inoltre viene fatto rilevare che "secondo i dati della Ragioneria di Stato sulla 'spesa statale regionalizzata' del 2014, la spesa per abitante in Calabria ammonta a 4.143 euro superiore alla media nazionale di 531 euro, ma il dato peggiora se si confronta con il Pil della regione".

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