Benincasa_Teresa_altrafotinoLamezia Terme, 29 giugno 2011 -  Riceviamo e pubblichiamo. C’è qualcosa di molto prezioso che a Monasterace non è mancato dopo l’evento odioso subito dal sindaco ed è la verità con cui il sindaco si è mostrato alla sua gente. Maria Carmela Lanzetta, si è fatta suo malgrado interprete di un coraggio straordinario per l’apertura, la semplicità e la carica d’amore di cui la terra che fu dei greci è profondamente capace. La reazione del sindaco all’ignobile minaccia mafiosa è a mio avviso espressione di una dignità che porta onore a Monasterace e la Calabria. Non ha usato stampelle né palchi. Non si è vestita da eroe ma è rimasta nei suoi dignitosissimi panni di donna, madre di due figlie,  e sindaco. Da Sindaco, è alla sua gente che chiede e ottiene la forza necessaria a riprendersi d’animo e di volontà, senza nascondere ansia nè determinazione a costruire una convivenza migliore al servizio di chi la eletta. Il sindaco di Monasterace indica una strada che è a mio avviso quella più giusta, più capace di generare frutti positivi. La notte successiva al rogo notturno che ha invaso la sua stessa abitazione non ha usato stampelle né palchi;  da sindaco è uscita in un abbraccio corale con la sua gente dimostrando di sapere che è nel loro amore la linfa di una resistenza autentica che si rende necessaria alimentare contro l’odio di chi punta a manipolare le “sue” decisioni sul “suo” territorio. Lei sindaco riceve stima e affetto a piene mani,  le energie del cambiamento sono pronte a farsi coinvolgere sinceramente, senza travasi.  Lanzetta, ferita nel profondo, non punta l’indice e non stringe i pugni contro i balordi ma usa il polso che le donne hanno nel cuore quando si tratta di difendere la dignità di una popolazione.  Ed è questo, a mio modo di vedere, è questo il cambiamento che fa più paura all’orgia degli interessi mafiosi,  è l’apertura al coinvolgimento della popolazione: perché se ce ci sono tutti non si può decidere in pochi. La “forza” di respingere l’impulso a chiudersi e tornare nella quiete della vita privata è una scelta che merita stima e sostegno da tutta la società calabrese. E in particolare da parte delle donne. In questa terra affollata da manifestazioni ed eventi  antimafia, mi ha molto colpita l’attaccamento di un sindaco che si rivolge alla sua gente direttamente nella piazza… Senza palchi, senza montare atteggiamenti plastici, restando una donna vera, col cuore in mano.  Al Sindaco Lanzetta e alla sua gente di Monasterace bisogna riconoscere le qualità che la Calabria ha necessità di riscoprire e riuscire a portare avanti, per spingere all’esilio i balordi che ne vorrebbero soffocare le radici migliori.


Teresa Benincasa, Consigliere comunale
Lamezia Terme