Lamezia Terme, 12 maggio 2011 - Riceviamo e pubblichiamo. In questi giorni il ministero della Pubblica istruzione, tramite l’Istituto per la Valutazione Invalsi, sta sottoponendo gli studenti italiani, compresi quelli lametini, delle classi seconde a “prove a crocetta”, standardizzate per testare il livello di preparazione raggiunto in italiano e in matematica e un Questionario invasivo della sfera privata e personale. I test tendono a privilegiare il nozionismo più spicciolo e superficiale, adatto a un quiz televisivo, tendenti ad esaltare comportamenti competitivi, anziché cooperativi all’interno del gruppo-classe e tra le classi e le scuole. Le capacità di riflessione critica, di ragionamento, di esposizione del pensiero, il percorso di maturazione in itinere, elementi fondamentali in un sistema di valutazione serio, ma così non è, vengono del tutto ignorati, mortificati e cancellati e la stessa didattica corre il rischio di essere frammentata, distorta e banalizzata, perché finalizzata alla preparazione utile ai quiz. Dal prossimo anno i test saranno inseriti fra le prove di esame di maturità. Il progetto, messo in atto dalla Gelmini, è quello di legare la sopravvivenza delle scuole ai risultati ottenuti. I test saranno usati per stilare una graduatoria di “merito” delle scuole e, all’interno di ogni scuola, una graduatoria delle classi e quindi di ogni studente. Le scuole più “meritevoli” riceveranno un premio fino a 70000 euro. Il rischio reale è quello di ghettizzare le scuole frequentate da alunni con disagi sociali, culturali o di natura psico-fisica. Ieri hanno sferrato un duro attacco alla scuola pubblica tagliando i fondi e le ore di lezione, aumentando il numero di alunni per classe; oggi l’attacco prosegue contro la qualità della didattica e contro la possibilità per gli studenti di acquisire gli strumenti critici e culturali, necessari alla creazione del proprio futuro, che è anche quello del nostro Paese.
Prof Mario Vigliarolo dirigente Italia dei valori
Lamezia Terme