Aeroporto Lamezia parcheggioLamezia Terme, 26 maggio 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Esimio direttore, mi accordi il privilegio di occupare il suo giornale per poter indirizzare una riflessione ai candidati alla carica di sindaco della più importante città della Calabria, almeno per potenzialità e posizione geografica oltre che per la presenza di un popolo laborioso ed intraprendente, Lamezia Terme.

Consapevole che non vantando il diritto di scegliere i rappresentati locali, in quanto non residente, il mio ragionamento possa generare disinteresse per i candidati, ma mi auguro che per i suoi lettori e per gli elettori sia un buon elemento di confronto. Ho sentito, per bocca anche dell’Assessore regionale di riferimento di una fantasiosa opera pubblica da realizzare che intende spostare la stazione ferroviaria di Lamezia fin dentro l’aeroporto internazionale e conquistare il primato di città europea unica ad avere questa caratteristica. Bello, molto bello. L’ironia è d’uopo. Tra l’altro sembra questa essere un’idea di altri illuminati amministratori regionali del passato. Ora al netto che bisognerebbe valutare anche solo a livello di ricadute occupazionali, che cosa comporti una mega opera sul territorio, realmente, cioè quanti lavoratori si potranno impiegare, al netto dell’impatto ambientale che ne conseguirebbe da una scelta più di fede che di testa, desidero sottoporle l’esito di un esperimento realizzato con cronometro professionale e buona volontà. Capita così che arrivi alla stazione centrale ferroviaria di Lamezia Terme e tu debba prendere un aereo e ritornare in treno. Ti rechi alla stazione in auto, poiché non ci sono coincidenze opportune, non ci sono treni, abbandoni la tua utilitaria, vicino la vecchia locomotiva nel parcheggio della stazione centrale, zaino a spalle e passo lento e cadenzato, percorrendo il viale della stazione, tra camionisti e autobus che ti strombazzano perché costeggi la strada, o meglio la pericolosa cunetta e priva di marciapiedi, giungi dopo sedici minuti in aeroporto. Naturalmente il percorso pedonale è quello delle macchine quindi il tempo impiegato se esistesse un accesso diretto dal sito attuale della stazione, sarebbe decisamente inferiore. La questione è di una semplicità sgradevole: chi decide il destino delle comunità potrebbe almeno una volta pensare a chi quotidianamente utilizza i servizi di trasporto? Trascurando inoltre che se usi il servizio navetta urbano o il trasporto privato al più potresti pagare sette euro, la domanda è avvicinare i due siti, stazione ed aeroporto oppure offrire più treni e collegamenti aerei magari a prezzi accessibili? Anziché sperperare danaro pubblico, è difficili intervenire nell‘area del ex zuccherificio, località Bellafemmina, costruire i marciapiedi e disegnare un percorso pedonale gradevole, facendo una via e due servizi?. Perché spostare la stazione quando si possono comprare più treni e magari sostituire la vecchie rotaie che da Salerno a Reggio sono le stesse del secolo scorso ma sugli stesse, viaggiano treni ad alta velocità e dove le condizioni di salute dei “clienti” del treno sono incerte come il tempo meteo. Mi domando perché non si possa ragionare per approssimazione successive assecondando le priorità dei territori ma si debba pensare sempre in grande che non equivale a sognare, e non cambia mai nulla. I cittadini possono e debbono continuare a sognare, gli amministratori debbono fare cose che servono e non grandi opere inutili.


Salvatore Procopio