Decollatura, 24 gennaio 2013 - Il neo commissario dell'Udc Fabrizio Belfiore plaude all'iniziativa dei consiglieri di minoranza Angela Brigante ed Eugenio Adamo che scrivono al prefetto e per conoscenza alla Corte dei Conti. Il tutto, secondo quanto reso noto da Belfiore in considerazione "dell'allegra gestione contabile del nostro Comune per la quale non si poteva non attenzionare Sua Eccellenza il prefetto, per porre fine o quantomeno riportare alla realtà questa fantasiosa amministrazione che crede di poter fare ciò che vuole prevaricando anche le leggi vigenti.
Dalla deliberazione del C.C. n. 41, del 30/11/2012 - prosegue Belfiore - avente ad oggetto “Assestamento generale Bilancio di Previsione anno 2012, il cui verbale viene allegato alla presente, riportano quanto verbalizzato dell’intervento del consigliere Eugenio Adamo, “che esprime parere contrario, sottolineando il regalo di 5000 euro alla Bit per il supporto all’Ufficio finanziario ed evidenzia la mancanza di un assessore pensante al Bilancio. Chiede per il futuro un elenco dettagliato dei residui attivi e passivi e sottolinea la mancanza del dato finanziario definitivo relativo all’IMU e del dato relativo alla TARSU, che non risultano inseriti nell’assestamento in esame. Prosegue ed evidenzia che in Bilancio, nella voce Entrata sono iscritte le somme derivanti da alienazione (€ 375.000,00), mentre nella voce Uscita è riportata solo la somma di € 27.000,00 al Titolo 2 ed il resto è iscritto al Titolo 1. Sottolinea l’illegittimità della procedura attivata per la vendita degli immobili stante la mancanza dell’adozione di apposito regolamento, ed evidenzia una situazione di disavanzo di bilancio e di squilibrio finanziario, derivante dalla mancata alienazione degli immobili comunali. Invoca l’intervento della Sezione di controllo della Corte dei Conti e del Prefetto, poiché ritiene il bilancio fasullo. Consegna al segretario il testo della legge Art.12 legge 127/97 (disposizioni in materia di alienazione degli immobili di proprietà pubblica), e l’art.141 e 193 del dlg 267/2000”. Ad oggi risulta approvato il Regolamento Comunale per l’alienazione del patrimonio immobiliare, deliberato nella successiva adunanza consiliare del 20/12/2012 e null’altro circa i tentativi, come sopra esposto irrituali, di alienare i beni immobili inseriti nel Piano approvato congiuntamente al bilancio dell’esercizio in corso. Da un punto di vista operativo la sovrastima dell’entrata derivante da alienazione (€ 375.000,00), cioè in presenza di minori entrate, la gestione corrente chiuderà con un disavanzo di competenza, che inciderà negativamente sul risultato complessivo di amministrazione. Dal punto di vista della gestione dei residui dovrà appurarsi che i residui attivi conservati non riguardino crediti di dubbia esigibilità o di difficile esazione, si valutino contemporaneamente le ragioni del loro mantenimento ed il loro grado di realizzazione, stimandone i tempi. L'eventuale insussistenza di residui attivi, infatti, inciderà negativamente sulla gestione dei residui con influenza sul risultato contabile di amministrazione. Non va sottaciuta la violazione dell’art. 165 del T.U.E.L. riguardo all’errata iscrizione nella parte spesa dei proventi derivanti dalla alienazione degli immobili, peraltro iscritti correttamente nella parte entrate al titolo IV.Risulta, allo stato dell’arte, per come esposto, quanto mai risibile e supponente sia l’affermazione del Sindaco che, per come riportato nel verbale della seduta consiliare n. 41/2012, afferma “E’ evidente che vi sono forze politiche di opposizione che invece di aiutare e di lavorare per il bene comune del paese ci spingono al dissesto economico”.Noi sottoscritti, invero, in fase di approvazione del bilancio di previsione dell’esercizio 2012 avevamo già segnalato alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti, che ci legge per opportuna conoscenza, le anomalie riguardo le risultanze esposte nel documento contabile; ciò, si scriveva, perché “preoccupati della situazione finanziaria del Comune che, a detta del sig. Sindaco, si trova in una situazione di sofferenza per debiti fuori bilancio di notevole portata, la cui gestione viene tenuta occulta dal momento che non è stata esposta, temono possibili dissesti finanziari che potrebbero verificarsi in fase della prossima manovra di assestamento di bilancio”. Questa Amministrazione ha ereditato dalle precedenti gestioni un avanzo di amministrazione, sia pure esiguo. Purtroppo, alla chiusura dei conti dell’esercizio 2012, dovremo registrare un disavanzo notevole, frutto di una gestione non oculata e contrassegnata da vacui proclami, probabilmente offuscata anche da un indirizzo politico contradditorio e senza idee che, fino ad ora ed a distanza di un anno e mezzo di vita, ha prodotto l’alternanza di ben tre vice-sindaco, la sostituzione di due assessori, le dimissioni di un assessore vice-sindaco e le dimissioni di due consiglieri di maggioranza, il tutto senza un pur minimo straccio di motivazione nei confronti del Consiglio Comunale e dei cittadini.Ma vi è di più. L'approvazione del regolamento che dovrà definire gli strumenti e le modalità di controllo interno di cui al comma 1 lett. d) dell'art. 3 del dl 174 convertito nella legge 213/2012 ci si augurava venisse approvato entro il termine del 10 gennaio 2013 che, in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, presupponendo anche una chiara visione organizzativa e di funzionamento effettivo dei «nuovi» sistemi di controllo interni agli enti locali, potesse dare alla macchina amministrativa del nostro Comune una boccata di ossigeno. Niente di tutto questo è avvenuto! Eppure la legge impone l’immediata operatività per tutti gli enti locali, del controllo di gestione, del controllo costante degli equilibri finanziari, sia in termini di competenza sia di residui nonché della gestione di cassa, anche ai fini del rispetto del patto di stabilità. Gli enti - conclude la nota di Belfiore - avevano tre mesi dal 10 ottobre 2012, per l'adozione con delibera di Consiglio di un apposito regolamento da inviare alla Corte dei Conti e al prefetto, pena lo scioglimento del Consiglio ai sensi dell'art. 141 Tuel".