Ospedale_Soveria_MannelliSoveria Mannelli, 20 settembre 2012 - "Passate l’estate con tutte le conseguenze deficitarie per l’ospedale, dovute alle ferie del personale, sempre più residuo, continua la perdurante assenza di ogni tipo intervento da parte dell’azienda". Così, il presidente del Comitato Pro Ospedale del Reventino, Antonello Maida. "Dal luglio ad oggi, mese in cui il Direttore generale continuava con le sue promesse da marinaio e il comitato inviava una lettera aperta alla maggioranza e alla minoranza della città, dove veniva coinvolto anche l’sssessore, Mario Caligiuri, nulla è cambiato. Come promesso da Mancuso - prosegue Maida - al Pronto soccorso non sono iniziati i lavori di ristrutturazione, ne tanto meno è stato istituita la peculiarità dell’Osservazione Breve Intensiva. Il Day Surgery è un continuo calvario, le sedute, quando si fanno, non hanno una calendarizzazione rispettata e per ora si effettuano solo quelle di chirurgia, chirurgia plastica e urologia. Ortopedia, ginecologia e otorino, in pratica non vengono effettuate. Evidentemente come lo stesso Mancuso affermava, le “sacche di resistenza dei medici refrattari elle sue idee”  hanno avuto la meglio contro il potente Direttore Generale e questo la dice lunga sulle capacità dirigenziali riconosciutegli. Il Pronto Soccorso, offre le stesse garanzie di un punto di primo intervento da campo di guerra, nullapiù. Senza l’ausilio delle consulenze non si comprende bene cosa possa fare. La radiologia resta appesa alla disponibilità di un solo medico, che fa quello che umanamente è possibile, mentre in quel reparto allo stato un’ecografia debitamente prenotata non va evasa prima di sette mesi, costringendo l’utenza a rivolgersi ai privati,  smentendo la lungimiranza amministrativa di Mancuso. Ricordiamo che quando nel reparto c’erano due medici, ovvero anche Grandinetti, (oggi trasmigrato in un ospedale del nord, poiché non sopportava più lo stato delle cose), le ecografie erano rinviate a massimo dieci giorni d’attesa; un’altra conquista della dirigenza aziendale. Funzionano con una certa gradualità l’endoscopia digestiva, la cardiologia, il laboratorio analisi (seppur nella non disponibilità di alcuni esami), la medicina e la pediatria. Con grande sforzo anche la fisiatria cerca di dare la giusta assistenza ai pazienti, ma in quel reparto urgono impegni di implementazione strumentale che sono stati più volte richiesti e mai presi in considerazione. In cardiologia nemmeno il tapis roulant è arrivato, nonostante le rassicurazioni di Mancuso, eppure si tratta di poche migliaia di euro per dotare un servizio della possibilità di fare gli elettrocardiogrammi sotto-sforzo, in un contesto territoriale dove insistono squadre di calcio, circoli tennis e una decina di palestre senza menzionare le scuole. Nell’elencare delle disfunzioni non ultima, ma forse una delle più pericolose, quella che nel reparto di medicina non si effettuano i Day Hospital, evidentemente le strategie amministrative volgono alla distruzione dei serizi più elementari. Discorso a parte, per l’ecografo multidisciplinare, vanto del turpiloquio autoreferenziale di Mancuso, quando lo proponeva come esempio di lungimiranza e capacità amministrativa. “A Soveria arriverà un ecografo multidisciplinare, ultramoderno, dal valore di 150.000 euro, in provincia c’è ne saranno solo due uno a Soveria e uno a Soverato”. Queste le affermazioni di Mancuso, poi smentite da una nostra investigazione, dove scoprimmo che costava poco più di 20.000 euro e dotato della sola sonda addominale e privo delle altre, peraltro di terzultima generazione. Ad oggi, lo strumento langue in radiologia e non sappiamo nemmeno se viene usato con regolarità, di certo possiamo affermare al cento  per cento, che al Pronto Soccorso, in Medicina, in Gastroenterologia, in Cardiologia, in Pediatria nessuno l’ha mai visto. Alla faccia della multi-disciplina. Se lo stato del’arte è questo - conclude Maida -c’è seriamente da preoccuparsi e ne siamo convinti al punto che stiamo valutando alcune idee in cantiere che vedono le sinergie non solo del comitato. La più credibile per quanto complessa, la costituzione di una fondazione con “azionariato” popolare inserita in una progettualità di possibile convenzione con la Regione per comprendere se possa diventare un’idea terrena e possibile quella di sganciarci per sempre dall’attuale dirigenza provinciale e avviare un percorso in sintonia con i tempi".