Soveria Mannelli, 19 dicembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Era da tempo che il Direttore generale, Gerardo Mancuso non veniva a Soveria, c’è venuto l’altro ieri per prendere atto della consegna di una bilancia pediatrica donata dal Comune di Cicala al reparto in oggetto.
Ha trovato in alcuni operatori la solita benevola accoglienza che ne magnifica l’azione amministrativa, dal nostro punto di vista totalmente inadatta e controproducente. Mancuso ha fatto visita oltre che alla Pediatria, al reparto Dialisi, dove ha dato atto alla notevole funzionalità che ne deriva dai nuovi supporti informatici in uso. Dopo, si è affrettato a tranquillizzare gli operatori, spiegando e parlando anche a nome di Francesco Talarico e Giuseppe Scopelliti, rispettivamente presidenti del consiglio e della giunta regionale, dicendo che entrambi guardano con attenzione all’ospedale, pertanto ne scongiurano la chiusura. Una chiusura in itinere se si guardano gli indirizzi ministeriali che vogliono la soppressione di otto ospedali in Calabria, dove anche Soveria è compreso. Quindi Mancuso – a suo dire - per evitare tale disfatta propone per Soveria il CRR ovvero, il Centro di Riabilitazione Regionale, per quanto riguarda cardiologia, traumatologia e neurologia, oltre che istituire la lungodegenza post-operatoria. Detto così potrebbe sembrare oro che cola, ma noi siamo certi che questa è la solita sparata senza senso, generata in un periodo pre-elettorale (europee dietro l’angolo, con preferenza al voto) e volta a mascherare tutto quello che lo stesso Dg sta distruggendo. Ricordiamo che lo status di ospedale montano nasce dall’offrire un servizio di prima assistenza, ambulatoriale e medico, in un territorio svantaggiato e fragile, che necessita di questo accorgimento con l’ausilio di un pronto soccorso, delle consulenze ambulatoriali e della possibilità di usufruire delle analisi cliniche e radiologiche in loco. Oltre che rispettare il Day Surgery e far funzionare gli altri servizi essenziali come la cardiologia, la pediatria e la fisiatria. Barattare questo con lungodegenze e riabilitazioni, significa perdere il senso di quello che si dice. Oltre che, far emergere in modo chiaro come il tutto sia una “barzelletta” che Mancuso non è avvezzo ad usare. Che nessuno prenda sul serio quanto scritto nel Comunicato Stampa aziendale giorni fa, perché è una fesseria che serve da paraombra come lo è stato per Lamezia Terme il Trauma Center, che nessuno ha mai visto e vedrà. Se Mancuso ha scelto l’abito del politico navigato per fare queste dichiarazioni e dismettere quello da tecnico, ha commesso un errore, l’ennesimo. Più che proporre aperture di cose impossibili che non vedranno mai la luce, quelli che l’hanno ascoltato in religioso silenzio, avrebbero pure potuto chiedergli perché la Tac è rotta, perché l’holter non funziona, perché il day surgery non si fa, perché le prenotazioni vengono sempre stoppate, perché il tapis roulant non è stato acquistato, perché la TAC multi-slide non arriva mai, perché l’ascensore è rotto da mesi, perché in fisiatria non si produce un aggiornamento strumentale, perché non viene sostituito il radiologo, perché non si possono conoscere i tempi e i modi delle prenotazioni, perché non si acquista l’apparecchio per l’ortopanoramica, perché l’ortopedico viene solo una volta a settimana, perché non ci sono gli ambulatori mattutini per ortopedia, ginecologa e chirurgia, perché non ha fatto la camera calda al P.S.; i perché sono centinaia, ma evidentemente a ricordaglieli non ci ha pensato nessuno, nemmeno il Direttore Sanitario, che questo compito ha su tutti. E’ la sudditanza che fa dimenticare ne siamo certi. Eppure in questa struttura, negli ultimi anni, lo stato ha speso più di tre milioni di euro per dotarla di sale operatorie ultra-moderne, oltre cinquecento mila per ripristinare la medicina e il laboratorio analisi e oggi ne sta spendendo un altro milione per incappottare le pareti sostituire tutti gli infissi e rifare il tetto. Poi, arriva Mancuso, si cambiano le carte e facciamo un’altra cosa. La smettano di vivere una vita parallela, dall’altro lato ci sono le forche che gridano vendetta.
Antonello Maida
Presidente Comitato Pro Ospedale del Reventino