Lamezia Terme, 10 gennaio 2019 - I carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e Reparti speciali hanno eseguito, nella provincia ed in alcune località del nord, 12 fermi nell'ambito dell'operazione Reventinum contro presunti affiliati a due contrapposte cosche di 'ndrangheta, gli Scalise ed i Mezzatesta. Il provvedimento è stato emesso dalla Dda catanzarese guidata da Nicola Gratteri.
Alcuni indagati sono accusati anche di violenza privata e sequestro di persona dell'avvocato Francesco Pagliuso, ucciso in un agguato il 9 agosto 2016 a Lamezia Terme. Il sequestro sarebbe avvenuto 2 anni prima. Per il delitto, nel 2018, è stato arrestato Marco Gallo, ritenuto dall'accusa un sicario a pagamento. Per gli inquirenti, Pagliuso sarebbe stato ucciso per una vendetta trasversale ed in particolare per la sua vicinanza a Domenico Mezzatesta, l'ex vigile urbano che insieme al figlio Giovanni uccise, nel 2013 in un bar di Decollatura, Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo, ritenuti vicini alla famiglia Scalise. I fermi hanno riguardato Pino Scalise, 60 anni, Luciano Scalise (40), Andrea Scalzo (37), Angelo Rotella (35), Vincenzo Mario Domanico (42), Salvatore Domenico Mingoia (53), Cleo Bonacci (56), Eugenio Tomaino (54), Giuliano Roperti (49), Ionela Tutuianu (41), Giovanni Mezzatesta (42) e Livio Mezzatesta (49). Le accuse nei loro confronti è quella di associazione di stampo mafioso. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, anche i reati di estorsione, violenza privata, sequestro di persona, danneggiamento, detenzione illegale di armi, aggravati dal metodo e dalle finalita’ mafiose.