Soveria Mannelli, 15 agosto 20187 - Il turno ferragostano dei sanitari dell’emergenza dell’ospedale è stato ancora una volta complesso e pieno di suspence. I sanitari sono stati impegnati per estrarre dalla gola un tappo di plastica a una bimba di un anno e mezzo, figlia di due stranieri, nel caso due rumeni, che lo hanno portato verso le 11, 40 al Pronto soccorso in preda al panico più totale visto che respirava a stento. A darne notizia, il presidente del Comitato Pro ospedale Antonio Maida.
Un caso simile ad altri due che si sono presentati nel corso dell’anno, uno occorso a un bambino di Bianchi, l’altro a un settantenne del luogo. Oggi, solo la presenza di sanitari qualificati, tra cui la dottoressa Emilia Pane, ma più che altro dell’anestesista Adele Graziano, oltre che degli infermieri, hanno scongiurato il peggio, impegnati in un soccorso simbiotico. Un intervento che ha costretto i medici a sedare il piccolo, cosa non semplice in queste situazioni di età precoce, che evidente vista la tenera età non collaborava. Solo l’illuminazione della laringe con il laringoscopio ha permesso ai sanitari di capire che tutto veniva ostruito da un tappo di plastica tipico delle bottiglie di acqua minerale. Un intervento al limite che denota quanto si è lasciata sfuggire - almeno da quanto da noi appreso - l’anestesista alla fine dell’operazione: “io sono nata oggi” e continua: “oggi ho vissuto un momento di responsabilità intenso, forse il più emblematico, o uno dei più difficili della mia carriera”. L’estrazione del corpo estraneo è stata quindi molto delicata e complessa, poiché il tappo era di traverso e costringeva i sanitari a operare con molta parsimonia, dove solo la presenza dell’ospedale raggiunto in tempi breviha permesso il buon esito della cosa; in molti sono convinti che più tempo sarebbe stato letale. Poi, quando le operazioni volgevano al termine la piccola è stata sedata e stata presa in consegna dai sanitari dell’elisoccorso che l’hanno trasportata a Catanzaro dove ora è ricoverata, mentre le condizioni da quanto abbiamo appreso non destano problemi che mettono a repentaglio la vita della piccola che ha mostrato a Catanzaro di aver recuperato la capacità motoria degli arti, cosa che si temeva più di ogni altra cosa. Finisce bene ancora una volta - conclude la nota di Maida - un caso che poteva andare diversamente, probabilmente la presenza nel rinnovato ronto soccorso implementato dalla presenza del rianimatoreha permesso che tutto finisse per il meglio.