Ospedale Soveria ingresso100Soveria Mannelli, 14 novembre 2013 -  Riceviamo e pubblichiamo. Poco edificante per l’ospedale quanto potrebbe accadere dalla prossima settimana, emergenze vere e proprie che leverebbero all’utenza servizi imprescindibili e sempre più richiesti, poiché i dati e le richieste lo dimostrano in tutta la loro crudezza. 

Le prenotazioni per quanto riguarda alcune prestazioni in radiologia sono state bloccate a giorno 15 novembre, oltre non se ne possono accettare, poiché legittimamente l’unico medico in forza al reparto ha chiesto 15 giorni di ferie. Questo è uno stop vero e proprio a coloro che dovranno fare un’ecografia e semplici lastre oltre che la Tac , mentre le altre prestazioni esclusive per i reparti e il solo Pronto soccorso saranno effettuate ma orfane della consulenza immediata, da fare con la telemedicina, ovvero inviate a Lamezia qui dettagliate e ri-inviate a Soveria, con un servizio che più volte è stato lento e farraginoso, poiché i sanitari di Lamezia non sempre riescono ad evadere tutto il lavoro per la congestione cui è sottoposto il reparto. Altra notizia allarmante è quella delle nuove notizie sulle disposizioni in merito alle consulenze ortopediche, fin qui intorno a quaranta per settimana, che si vedrebbero ridurre a quattro, da un’intimazione aziendale che vorrebbe che le altre interessassero solo le richieste interne comprese quelle del pronto soccorso. Fatti che limitano il servizio, già precario poiché svolto un solo giorno a settimana. Un vero e proprio stop, che lascia presagire scenari sconcertanti. Nel pronto soccorso le richieste di consulenza ortopediche giornalmente registrano almeno 7-9 utenze, quando in ospedali come Soverato con un reparto funzionante h24 se ne registrano molte di meno, pare tre o quattro. Un vero e proprio martirio, quello alimentato dalle direttive aziendali che non trova nessuna spiegazione plausibile. Come Comitato ci attiveremo a far conoscere tali iniziative attraverso manifestini che distribuiremo in tutto il reventino, oltre che rendere edotti con missive i sindaci del comprensorio e tutte le forze politiche che vi operano. Siamo di fronte a un casus poco chiaro e fortemente allarmante che potrebbe celare altri percorsi, tra questi quelli di avvantaggiare imprenditori del settore, distanti da quelle rassicurazioni più volte palesemente dichiarate in pubblici incontri dal direttore generale che voleva avviare nel territorio percorsi alternativi per riempire di contenuti l’ospedale. Qui non si tratta più di volere prebende o reparti, siamo al minimo sindacale, senza il quale le cose più ovvie rischiano di diventare pretese bollate come strumentali a cui nessuno inderogabilmente vuole più farne a meno. Il Comitato lancia l’ennesimo allarme, poiché di questo si tratta, avviando ancora una volta una battaglia di civiltà che seppure in tempi di recessione, spesso usata come alibi, non deve materializzarsi.  Non deve trovarsi in un  medico da sostituire la sperequazione economica ne tanto meno nel limitare il numero di consulenze ortopediche da effettuare in un solo giorno a settimana. Queste non possono essere catalogate quali spese fuori budget, sono solo inutili e fantasiose iniziative poco credibili che rischiano di fare ombra alle vere intenzioni sull’ospedale. Forse l’imperativo è quello di far calare le prestazioni e in un secondo tempo dimostrare l’improduttività della struttura, il classico gioco delle tre carte a cui la politica è avvezza.

COMITATO PRO OSPEDALE DEL REVENTINO
Il presidente
Antonello Maida