Lamezia Terme, 9 maggio 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. L'Associazione "Quartiere Capizzaglie" accoglie con favore la nomina dei nuovi assessori che finalmente completano la Giunta Speranza. Assistiamo però sulla stampa locale alla querelle relativa alla delega all'Urbanistica che il sindaco ha assegnato all'assessore Pino Zaffina e che quest'ultimo ha inizialmente elegantemente rifiutato.
Sembrerebbe ora, dopo un intenso scambio epistolare, che l'avvocato Zaffina abbia voluto accettare la “delega della discordia” (almeno così sembra leggendo sui giornali), circostanza che riteniamo di vitale importanza per il futuro della città, in un periodo di crisi che sta mettendo in ginocchio molte famiglie lametine. L'Associazione ritiene prioritaria l'approvazione del nuovo Piano strutturale comunale per innescare e far ripartire lo sviluppo e l'economia della terza città regionale; una città senza cantieri è una città destinata a morire: l'edilizia rappresenta il volano della ripresa economica, la ripartenza dei consumi con la conseguente circolazione della moneta, con tutti i benefici che una simile circostanza può innescare in una società moderna e vitale. Bisogna mettere da parte le prerogative di partito per il bene comune della città e della popolazione tutta, con l'assunzione di responsabilità di tutti gli attori della vita istituzionale della città, senza distinguo alcuno per chi governa e per chi sta all'opposizione. In questo periodo drammatico, soprattutto per le nostre famiglie, molte ridotte a mendicare la sopravvivenza, bisogna fare gioco di squadra e mettersi come obiettivo degli sforzi profusi, proprio il “bene comune” dei cittadini. Riteniamo a questo punto che proprio l’approvazione del PSC rappresenti il “bene comune” della cittadinanza; non possono essere vanificati gli sforzi, il lavoro, i tanti incontri con la cittadinanza e gli addetti ai lavori, per pure e mere beghe politiche di partito. Possiamo capire le posizioni degli schieramenti, ma non possiamo accettare che queste condizionino l’iter di approvazione del nuovo strumento urbanistico della città, mettendo a rischio tre/quattro anni di lavoro e di soldi spesi per poi ottenere cosa, il nulla? Come Associazione chiediamo quindi che si faccia presto, che si approvi in consiglio comunale lo strumento urbanistico, dando alla città la possibilità di ripartire. Si potrà sempre aggiustare il tiro del nuovo strumento: diamoci una scadenza temporale di tre anni durante i quali valutare la bontà del nuovo strumento urbanistico, trascorsi i quali si potranno rivedere le scelte che non han portato i frutti desiderati e sperati. D'altronde, mettere in discussione ora l’intero impianto strutturale del Psc significherebbe vanificare tutto il lavoro sino ad ora svolto e buttare alle ortiche quattro anni del governo della città; se si aggiunge poi il fatto che ricominciare vorrebbe dire spendere almeno la prossima legislatura solo per riprogettare il piano (sicuramente ci sarebbero nuovi scontenti), si capirebbe che la città finirebbe di soccombere alla crisi imperante. Si dia l’esempio concreto che veramente si lavora per il bene del popolo e non per le posizioni di potere. La gente capirebbe ed apprezzerebbe. Poi si ritorni a fare politica che altro non è che, appunto, il governo della città, andando davanti agli elettori e chiedendo di nuovo la fiducia per essere rappresentati nelle istituzioni locali: chi avrà fatto bene sicuramente sarà premiato.
Associazione "Quartiere Capizzaglie"