Tribunale aula con faldoniLamezia Terme, 6 maggio 2013 -  Si è chiusa in Corte d'appello la sentenza riguardante la Cava Mazzei. Revoca della confisca e  prescrizione dei reati. I reati, come si ricorederà, parlavano di "violazioni urbanistiche e disastro ambientale" entrambi in prescrizione.

L'imprenditore Salvatore Mazzei è stato condannato a un anno di reclusione e al pagamento di una multa di 400 euro per violazione dei sigilli. Tuttavia, anche questo capo di imputazione dovrebbe essere prescrito tra un mese. Assoluzioni, sempre per prescrizione, per gli altri due imputati, i direttori dei lavori Adriano Butera e Cosimo Giuseppe Buonantuono. Secondo l'accusa che aveva portato al sequestro e poi alla confisca dell'area, Mazzei avrebbe effettuato operazioni di estrazione di inerti in violazione alle norme urbanistiche e in totale difformità rispetto alla concessione in sanatoria rilasciata dal Comune di Lamezia Terme con esclusiva finalità di recupero ambientale. L'Amministrazione comunale si era costituita parte civile depositando una perizia che quantificava il danno in oltre venti milioni di euro. Comunque per ora la cava non tornerà nella disponibilità dell'imprenditore. Il bene è infatti sotto custodia giudiziaria per un altro procedimento giudiziario a carico di Mazzei.