Lamezia Terme, 30 aprile 2013 - Due arresti in flagranza e un fermo per estorsione sono stati eseguiti questa mattina da personale della Polizia di Stato del commissariato di polizia di Lamezia Terme. Il reato si è consumato ai danni del titolare di un’attività commerciale della zona al quale i tre, tutti lametini, avevano appena estorto la somma di 700,00 euro.
I particolari dell’ operazione verranno illustrati nel corso di una conferenza stampa presso il commissariato che si terrà alle ore 16,00 odierne e alla quale parteciperà anche il questore di Catanzaro, Guido Marino.
I dettagli dell'operazione e i nomi degli arrestati
Secondo quanto appreso, Michele Sorrentino (classe 1945) e Marco Sorrentino (classe 1991), rispettivamente padre e figlio si erano presentati da un piccolo imprenditore lametino in via dei Bizantini (Lamezia est) per chiedere una tangente. Ai due, si è aggiunto anche un altro giovane Giovanni Caruso (classe 1989) cugino dei Sorrentino. L'indagine, condotta dagli uomini del dirigente Antonio Borelli, è durata sei mesi. Periodo nel quale, i Sorretino si sono recati ripetutamente a chiedere la tangente. "Nei mesi scorsi - è stato detto in conferenza stampa - queste persone si sono presentati da un piccolo imprenditore che da poco meno di 6 mesi aveva iniziato una propria attività. Dopo vari appostamenti e grazie alla collaborazione del titolare, questa mattina abbiamo colto sul fatto queste persone nel prelievo illecito della somma richiesta, circa 700 euro, bloccandole a poca distanza e arrestando prima i due Sorrentino in flagranza di reato, e poi il cugino Caruso, che insieme al minore dei Sorrentino aveva già altri precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti. I due già in precedenza rifiutato 500 euro, reputando l'importo troppo esiguo, e minacciato il piccolo imprenditore “o paghi o ti spariamo alle attrezzature”. Negli ultimi anni abbiamo lavorato duramente nella lotta alle famiglie mafiose, e temiamo che schegge impazzite come queste possano cercare di imitare queste attività estorsive ed inserirsi nel contesto cittadino". Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Lamezia così come disposto dal sostituto procuratore Luigi Maffia.