Lamezia Terme, 24 aprile 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. L’Amministrazione, (forse) ripensa alla verità, e commemora le vittime dei bombardamenti angloamericani. Come ogni anno, anche questo 25 Aprile sarà per noi solo un’occasione utile, condizioni climatiche permettendo, per andare al mare lontani dall’ammorbante retorica resistenziale che si autocelebrerà su tutti i mezzi d’informazione.
Tuttavia, la storica farsa dei vincitori e della libertà conquistata con tanto di martiri e tripudio ai “liberatori alleati”, già da tempo presenta qualche crepa nel suo sicuro e mai discusso santuario, di fatti sempre più di frequente, tra uomini di cultura e storici noti, è in atto un lucido riesame su ciò che sono stati realmente i fatti, i libri di Pansa e di Pisano’ sono testi non smentibili e noi, da incorreggibili “revisori”, teniamo a ribadire qualche concetto. Certo è che il 25 aprile segna la sconfitta militare per la nazione Italiana, i cosiddetti liberatori in realtà furono nemici che sbarcati sulla penisola, la ripercorsero a suon di bombe, testimonianza concreta anche qui a Lamezia Terme dove l’amministrazione inaugurerà giorno 25, una lapide in memoria dei nostri concittadini caduti sotto i bombardamenti angloamericani del 43’, un evento che trova riscontro nella storiografia ufficiale e di recente in un saggio storico di Filippo Bartuli intitolato “Le incursioni aeree anglo-americane del 1943 su 60 città e località calabresi”. Un saggio in cui si testimoniano le tonnellate di bombe che furono sganciate da maggio a settembre del 1943 su tutta la Calabria, le 150 incursioni che colpirono oltre 60 città e località, dati provati oltre che dai bollettini di guerra dell’epoca, da filmati conservati all’Imperial War Museum di Londra, immagini datate 13 settembre 1943, testimoniano i danni. Invasori e non liberatori dunque che, utilizzarono la Mafia per sbarcate in Sicilia ponendola nei settori chiave dell’amministrazione, e furono capaci di crudeltà gratuite e accanimento contro i civili, ricordiamo che durante la seconda guerra mondiale oltre diecimila tra donne e bambini furono violentati dalle truppe alleate, nessuno parla delle atrocità compiute dai falsi “liberatori” anglo-americani e delle loro variegate unità, Francesi, Marocchine, Polacche, Brasiliane.Questi sono dati che la cultura democratica, filoamericana e antifascista italiana, ha sempre sottaciuto per convenienza, ma che trovano riscontro in tante testimonianza anche isospettabili come quella di Alberto Moravia che, ne “La Ciociara”, aveva rievocato lo stupro di due donne in fuga dalla guerra, madre e figlia appena adolescente, da parte delle truppe marocchine, nella zona di Frosinone, durante la battaglia per Roma del maggio-giugno 1944, un romanzo da cui poi nel 1960, il regista Vittorio De Sica avrebbe tratto uno dei suoi film migliori, altro che Roma città aperta! In pratica durante il secondo conflitto mondiale, le truppe yankee si comportarono in Italia peggio che durante le più recenti guerre del Golfo e di Afghanistan, solo che per gli attuali eredi del “partigianesimo” è sempre valsa la pena fare una netta distinzione, organizzando i “girotondi” solo per queste ultime operazioni belliche.
Nel giorno del 25 Aprile è fondamentale ricordare che, nella loro campagna di conquista, gli anglo-americani sconfissero le forze Nazional-socialiste d’Europa senza l’ausilio di fantomatiche bande partigiane, le quali per numero e incapacità, furono insignificanti per l’esito finale del conflitto, partigiani in grado esclusivamente di atti terroristici, vili assalti nei confronti di convogli già in ritirata, o violenze di gruppo nei riguardi di sparute minoranze di concittadini italiani, iniziative inutili capaci solo di provocare rabbiose rappresaglie. Noi, In questa data che non ci appartiene, vogliamo ricordare le donne e i bambini violentati dalle truppe alleate, i religiosi perseguitati dai comunisti, i martiri delle Foibe, ma soprattutto quei soldati che mantennero fede ad un giuramento e anche consapevoli della sconfitta, scelsero di rimanere sulla “sponda giusta del fiume”.
In ultima analisi, è chiaro che l’Italia nata il 25 Aprile 1945, è una nazione povera di spirito e di onore, esecutrice silenziosa del volere di coloro che 68 anni fa la bombardarono, in cui lo stato sociale, in gran parte già ridotto, sta per essere smantellato definitivamente, dove esiste una classe dirigente non eletta ma che governa dispoticamente, ammantandosi di “democrazia”, uno stato che dissangua con le tasse il suo popolo per poi contarne i suicidi. Auguri Italia!
Domenico Furgiuele
La Destra – M.T.L.